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Siamo abbastanza smart per lo smart working?

Siamo diventati più “intelligenti” e quindi abbiamo adattato alle nostre nuove esigenze la tecnologia o la tecnologia ha trovato nuove soluzioni e noi siamo cambiati, diventando più “intelligenti” per adattarci ad esse? Il tanto decantato “smart working” in che misura è smart e per chi?

Paura e smart working frenano i consumi

Tre quarti degli italiani sono convinti che la crisi economica causata dall’epidemia sarà più grave della recessione del 2008 e della crisi del debito sovrano. Per il 38% le condizioni della propria famiglia peggioreranno e il 15% degli occupati teme di perdere il lavoro. Solo il 19% promuove le misure del Governo. Consumi giù (-6,4% nel primo trimestre), risparmio cautelativo su (+4,5%).

L’emergenza Covid19 investe le direzioni HR: le organizzazioni agili più pronte al cambiamento

Le tre priorità delle Direzioni HR per il 2020: introduzione o potenziamento dello Smart Working, sviluppo delle competenze digitali, gestione delle riorganizzazioni aziendali. Il 66% delle organizzazioni agili è preparata alla sfida digitale, contro il 35% di quelle tradizionali. Nelle organizzazioni agili in media il livello di engagement dei lavoratori è superiore del 25%, la learning agility del 24%, la performance del 26%.

Smart working per avvocati, commercialisti e consulenti del lavoro in 2 studi su 3, ma i dipendenti sono ancora poco coinvolti

Nella maggior parte degli studi lo smart working è una realtà già prima del Covid-19. Orari di lavoro flessibili nell’80% degli studi. Nei grandi studi molto diffuse anche le tecnologie per il lavoro agile (88%), lavoro da casa (97%) e lavoro per obiettivi (69%). Piccole e micro strutture in ritardo e a rischio di emarginazione. Studi multidisciplinari i più evoluti, nei legali molti progetti ma perlopiù informali. Ancora pochi i dipendenti degli studi coinvolti nei progetti e con accesso a flessibilità e tecnologie.

La formazione ci aiuterà a cambiare dopo l’emergenza

Il sondaggio sullo smart working promosso da W.Training (ente di formazione dell’Emilia-Romagna) ha messo in evidenza cosa rende difficile la vita agli smart worker “costretti” a lavorare da casa dall’emergenza sanitaria e di cosa avrebbero bisogno per un’esperienza lavorativa veramente “agile”, confermando il ruolo strategico e decisivo che la formazione ha come acceleratore dei processi di cambiamento.

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