CGIA – Meno giovani, più pensionati: chi lavorerà in Italia nel 2030?
Negli ultimi dieci anni i giovani italiani tra i 15 e i 34 anni sono diminuiti di quasi 550 mila unità, effetto diretto della crisi demografica che sta interessando il…
Negli ultimi dieci anni i giovani italiani tra i 15 e i 34 anni sono diminuiti di quasi 550 mila unità, effetto diretto della crisi demografica che sta interessando il nostro Paese. Un dato che desta forte preoccupazione, poiché mette a rischio, tra le altre cose, anche la tenuta del sistema occupazionale nazionale. Entro il 2029, infatti, oltre 3 milioni di lavoratori usciranno dal mercato del lavoro per raggiunti limiti d’età e/o di anzianità contributiva. Un dato che apre una…
Tendenziali più robusti (Pil +1,2 % a luglio e consumi +1,8% a giugno) e inflazione in parziale rientro.
Dal 12 agosto entrano in vigore le principali disposizioni del nuovo regolamento europeo PPWR. Coinvolto un settore da oltre 51 miliardi di euro: l’analisi di TreeBlock e i problemi delle imprese ad affrontare la transizione tra compliance, sostenibilità e tracciabilità digitale.
A maggio 2026 produzione nelle costruzioni invariato su aprile e +2,9% su base annua.
I dati dell’Osservatorio Hunters Group raccontano la trasformazione del ruolo manageriale: sempre più leader cercano coerenza tra risultati, valori e identità professionale.
8 imprenditori su 10 non delegano decisioni finanziarie all’AI e chiedono un referente umano, ma il vero spartiacque è la maturità d’impresa: tra le aziende con 6–10 anni di attività 3 su 10 trainano innovazione e neobank, mentre le startup restano più diffidenti (2 su 10).
I risultati al Wellbeing Happiness Forum di Milano, il prossimo 21 e 22 ottobre 2026.
Lo studio curato da Studio Zanon Consulente del Lavoro rivela che nelle micro e piccole imprese il welfare più diffuso non è quello digitale o strutturato, ma un accordo di parola tra titolare e dipendente — un modello efficace nella sostanza ma privo di qualunque vantaggio fiscale.
Emergenza caldo nei cantieri e nelle aziende: la Nota INL 5484/2026 dice addio alle risposte improvvisate. Ecco cosa rischiano i datori di lavoro.
A maggio 2026 import +1,5%, export +0,2%; prezzi all’import +0,4% su aprile.