Competenze per l’AI: le interviste de Il Giornale delle PMI

Esperti, ricercatori e protagonisti dell’innovazione raccontano come preparare persone e imprese alla trasformazione dell’intelligenza artificiale.

Come sta cambiando il lavoro con la diffusione dell’intelligenza artificiale? Quali competenze diventeranno più importanti nei prossimi anni? E come possono persone e organizzazioni prepararsi senza limitarsi a inseguire l’ultimo strumento disponibile?

Per approfondire queste domande, Il Giornale delle PMI avvia una serie di interviste ad autorevoli esperti di intelligenza artificiale, innovazione digitale, formazione e trasformazione organizzativa.

La prima intervista ha come protagonista Gianna Martinengo, imprenditrice, umanista di formazione e tecnologa per scelta, con una lunga esperienza nell’applicazione dell’intelligenza artificiale ai processi di apprendimento e innovazione.

Con lei affrontiamo il tema delle competenze necessarie per collaborare efficacemente con l’AI, del ruolo del pensiero critico e dei limiti di una formazione concentrata soltanto sugli strumenti. Il punto di partenza è semplice: introdurre una tecnologia non significa ancora trasformare il lavoro. Servono consapevolezza, capacità di valutazione e responsabilità nelle decisioni.

Questa intervista apre un percorso editoriale che raccoglierà prospettive diverse e complementari, con l’obiettivo di offrire a imprenditori, manager e professionisti indicazioni concrete per comprendere il cambiamento e prepararsi ad affrontarlo.

Le interviste

Roberto Navigli

Chi non sa fare il lavoro non può verificare l’AI

Per Roberto Navigli, che alla Sapienza guida il gruppo Sapienza NLP e il progetto Minerva, il valore di un sistema di AI sta nei dati e nei controlli che gli stanno intorno più che nel modello scelto. Il rischio che considera più sottovalutato è il deskilling, e la competenza che ritiene decisiva è saper verificare: un output si controlla solo se si saprebbe produrlo. Sulla formazione indica un livello intermedio quasi assente, tra i corsi troppo tecnici e quelli che si fermano al prompt.