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Trasparenza salariale, il 69% degli italiani non si fida delle aziende: il Compensation Index di Coverflex si ferma a 35/100

  • Il nuovo Coverflex Compensation Index misura per la prima volta adeguatezza, chiarezza, equità e valore percepito della retribuzione. L’adeguatezza emerge come la dimensione più critica
  • La soddisfazione per il pacchetto retributivo si ferma a 5,8 su 10: solo il 22% si dichiara molto o estremamente soddisfatto
  • Trasparenza salariale: l’83% è favorevole, ma solo il 21% dichiara di conoscerla bene; il 69% giudica le aziende italiane ancora poco trasparenti
  • Il 34% si è sentito mentalmente esausto spesso o molto spesso nell’ultimo anno, quota che sale al 43% tra i 18-34enni; uno su due ha pensato di lasciare il lavoro per motivi di benessere

Quanto è solido oggi il rapporto tra aziende e dipendenti quando si parla di retribuzione? È questa la domanda al centro del “Report sulla Retribuzione 2026” di Coverflex, che quest’anno introduce per la prima volta il Coverflex Compensation Index, l’indice proprietario che misura lo stato di salute del rapporto retributivo tra aziende e lavoratori italiani. Il risultato fotografa una relazione ancora sotto pressione: il Compensation Index si ferma a 35 punti su 100. L’indice prende in considerazione quattro dimensioni – adeguatezza, chiarezza, equità e valore percepito – e individua nell’adeguatezza il principale punto di debolezza: la retribuzione non viene percepita come sufficientemente allineata al ruolo, al mercato e al costo della vita.

Trasparenza salariale e Gender Pay Gap: il nuovo gancio normativo per le imprese

In un contesto guidato dalla nuova normativa europea, la trasparenza salariale diventa il terreno centrale per il futuro dell’attrazione e fidelizzazione dei talenti:

  • Consenso elevato, informazione ridotta: L’83% dei lavoratori è favorevole alla trasparenza salariale, ma solo il 21% dichiara di conoscerla approfonditamente.
  • Aziende ancora opache: Il 69% del campione ritiene che le imprese italiane non siano sufficientemente trasparenti in materia di compensi.
  • Gender Pay Gap nell’ombra: Solo il 13% afferma che le differenze retributive tra uomini e donne vengono comunicate apertamente in azienda, mentre il 55% non ha mai provato a chiedere informazioni sul tema.
  • Leva per la fiducia: Per il 42% dei dipendenti la trasparenza aumenta la fiducia nell’azienda, mentre per il 40% è lo strumento chiave per ridurre le disuguaglianze salariali di genere.

Il Coverflex Compensation Index analizza quattro dimensioni fondamentali: adeguatezza (29/100), equità (34/100), valore percepito (34/100) e chiarezza (44/100). Il principale fattore di sofferenza risiede nell’adeguatezza dello stipendio:

  • Il 60% dei lavoratori non ha ricevuto alcun aumento negli ultimi due anni.
  • Solo il 17% beneficia di un adeguamento annuale legato all’inflazione e al costo della vita.
  • Il 34% si dichiara mentalmente esausto (quota che sale al 43% tra gli under 35), e un lavoratore su due ha valutato di lasciare il lavoro per motivi legati al benessere.

Il welfare come leva complementare di total compensation

Spostandosi lungo la composizione del pacchetto retributivo, il welfare aziendale rappresenta una leva fondamentale per integrare la retribuzione fissa:

  • Il 63% dei lavoratori è aperto ad accogliere aumenti o premi in welfare.
  • Il 48% preferirebbe una combinazione di 90% RAL e 10% welfare detassato al posto del 100% di RAL interamente tassata.
  • L’85% degli utilizzatori di buoni pasto li spende al supermercato, confermando l’importanza dei benefit a supporto del potere d’acquisto quotidiano.

A differenza delle analisi basate esclusivamente su dati operativi interni o di piattaforma, Coverflex ha scelto la terzietà e il rigore scientifico di Ipsos Doxa per condurre una survey su un campione rappresentativo di 1.000 lavoratori dipendenti italiani (18-64 anni). Questa scelta garantisce un livello di autorevolezza metodologica e di imparzialità superiore nel tracciare la reale percezione del mercato.

“La sfida per le aziende non è soltanto quanto si guadagna, ma quanto le politiche retributive siano percepite come eque, adeguate e comprensibili”, commenta Andrea Guffanti, General Manager di Coverflex. “La trasparenza salariale e l’allineamento alla Direttiva UE non costituiscono un semplice adempimento formale, ma la base per costruire una vera total compensation capace di integrare stipendio, welfare e fiducia in modo sostenibile”.

Il report completo è consultabile qui