S&P Global PMI® Settore manifatturiero in Italia: nuovo calo della produzione a fronte di condizioni di domanda in indebolimento

Immagine di usertrmk su Magnific

Gli ultimi dati dell’Indagine S&P Global PMI® sul settore manifatturiero italiano hanno evidenziato i primi segnali di debolezza da inizio anno.

Un elevato calo dei nuovi ordini ha determinato una nuova, seppur marginale, flessione della produzione. Il peggioramento complessivo dell’indice PMI principale è stato tuttavia attenuato da un rinnovato incremento del personale, che ha contribuito a sostenere le aspettative di crescita delle imprese per i prossimi dodici mesi. L’impatto del conflitto in Medio Oriente ha continuato a influenzare i prezzi e la catena di approvvigionamento, anche se le pressioni si sono nuovamente attenuate.

In discesa da 51.3 di luglio, l’indice S&P Global PMI® Settore Manufatturiero in Italia (Purchasing Managers’ IndexTM), un valore composito a una cifra della performance manifatturiera derivato dagli indicatori relativi ai nuovi ordini, alla produzione, all’occupazione, ai tempi di consegna dei fornitori e alle scorte di acquisti, ad agosto, con 49.6, si è posizionato appena in territorio di contrazione. Sebbene la variazione sia stata solo marginale, si tratta della prima flessione delle condizioni operative da gennaio, con contributi negativi derivanti da produzione, nuovi ordini e scorte di acquisti.

Ad agosto, come evidenziato da una seconda diminuzione consecutiva degli ordini complessivi, le condizioni della domanda complessiva sono rimaste contenute. La contrazione è stata la più veloce in quasi diciotto mesi e di entità significativa. Allo stesso modo, anche le vendite ai clienti esteri hanno registrato un calo anche se di entità più contenuta e marginale.

La riduzione delle esigenze produttive ha determinato la prima contrazione della produzione manifatturiera in sette mesi. Pur con una debolezza dei portafogli ordini diffusa tra le tre categorie monitorate del settore manifatturiero, solo le aziende manifatturiere di beni intermedi hanno registrato un calo della produzione.

La domanda contenuta ha determinato una marcata contrazione degli acquisti di beni, registrando la flessione più rapida in quasi un anno. Con la diminuzione dei volumi di acquisto, laddove necessario, le imprese hanno fatto ricorso alle scorte esistenti, comportando la prima riduzione delle scorte di fattori produttivi negli ultimi tre mesi.

Nonostante la domanda di beni sia risultata in calo, la prestazione delle catene di approvvigionamento ha continuato a rappresentare un ostacolo rilevante per le aziende manifatturiere italiane, a causa di carenze di materiali e problematiche legate alle rotte di trasporto. I tempi medi di consegna si sono ulteriormente allungati in modo significativo, sebbene in misura inferiore rispetto agli ultimi sei mesi.

Per quanto riguarda le condizioni di prezzo, la contrazione degli acquisti ha contribuito ad attenuare le pressioni sui costi, con il tasso di inflazione dei costi in rallentamento per il terzo mese consecutivo, raggiungendo il livello minimo da febbraio. Materie prime, energia, spedizioni e trasporti sono stati segnalati in aumento di prezzo, fenomeno che i partecipanti hanno spesso attribuito al conflitto in Medio Oriente.

L’attenuazione delle pressioni sui costi ha avuto il suo impatto sull’inflazione dei prezzi alla vendita, che hanno toccato il minimo in cinque mesi. Sebbene il ritmo rimanga sostenuto rispetto agli standard storici, risulta evidente come le imprese continuano ad assorbire parte dei maggiori costi, dal momento che gli aumenti dei prezzi di vendita risultano inferiori rispetto a quelli d’acquisto.

L’assenza di pressioni sulla capacità produttiva è stata indicata da un’ulteriore diminuzione degli ordini inevasi presso i produttori italiani. Nonostante il ritmo di riduzione sia aumentato in modo significativo, le imprese hanno incrementato moderatamente il numero di addetti, dopo una breve fase di riduzione degli organici registrata a luglio.

In linea con le nuove assunzioni, le aziende manifatturiere hanno manifestato un atteggiamento positivo in merito alle prospettive di crescita ad agosto. Il livello di fiducia è tornato sopra la media, con circa il 47% delle imprese che prevede una crescita della produzione nei prossimi dodici mesi. Alcuni operatori si attendono un miglioramento delle condizioni di mercato, mentre altri pianificano il lancio di nuovi prodotti e l’espansione verso nuovi mercati.

Commento

Eleanor Dennison, Economist presso S&P Global Market Intelligence, ha dichiarato: “Ad agosto, il settore manifatturiero italiano ha risentito dell’impatto di condizioni di domanda sfavorevoli. È emersa una particolare debolezza nel mercato nazionale, mentre le vendite all’estero hanno registrato una contrazione relativamente meno marcata. Tale diminuzione dei nuovi ordini è risultata sufficiente affinché le imprese riducessero il volume di produzione per la prima volta negli ultimi sette mesi e procedessero a una significativa riduzione degli acquisti di beni. La situazione esterna ha continuato a svolgere un ruolo cruciale nel mantenere elevate le pressioni sui costi e nel generare disagi nelle catene di approvvigionamento. Tuttavia, condizioni di mercato contenute e una domanda di fattori produttivi in calo indicano che si sta registrando un graduale miglioramento sia sul fronte dei costi sia su quello della catena di fornitura. In un contesto più positivo, ad agosto si è osservato un ritorno alle assunzioni da parte dei produttori, in concomitanza con un miglioramento della fiducia nelle prospettive a dodici mesi. Diverse imprese confidano in una ripresa delle condizioni di mercato nella parte finale dell’anno.