S&P Global PMI® Settore Manifatturiero dell’Eurozona: ad agosto accelera la crescita della produzione industriale e raggiunge il livello più elevato in 4 anni e mezzo

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Secondo i dati dell’indagine S&P Global PMI® di agosto il settore manifatturiero dell’area euro ha continuato a rafforzarsi.

La produzione industriale e i volumi dei nuovi ordini hanno registrato entrambi il ritmo di crescita più sostenuto dall’inizio del 2022, supportando una ripresa dell’attività di acquisto e un miglioramento della fiducia delle imprese. L’inflazione ha inoltre proseguito la propria tendenza al ribasso, sebbene i tassi di incremento sia dei costi di acquisto che quelli di

vendita risultino ancora superiori rispetto ai livelli osservati immediatamente prima del conflitto in Medio Oriente.

L’S&P Global PMI® del Settore Manifatturiero Eurozona, che misura lo stato di salute generale delle aziende manifatturiere dell’eurozona, e si basa sugli indici dei nuovi ordini, produzione, occupazione, tempi di consegna dei fornitori e giacenze degli acquisti, è aumentato ad agosto al livello più alto da maggio 2022 di 52.7, da 51.9 di luglio.

Un contributo significativo a tale miglioramento è derivato dalla principale economia dell’area euro, la Germania, che ha registrato il miglior mese di crescita del settore manifatturiero in oltre quattro anni. Anche la Francia ha sostenuto il tasso complessivo di espansione, sebbene ciò sia stato in parte compensato da una nuova contrazione dell’economia manifatturiera italiana (la prima da gennaio). La Spagna è stata l’unico altro Paese monitorato dell’area euro a riportare un valore del PMI manifatturiero in territorio di contrazione, mentre si sono osservati solidi incrementi negli altri Paesi (si veda pagina due per la suddivisione nazionale).

La crescita della produzione manifatturiera nell’area euro ha registrato ad agosto la terza accelerazione mensile consecutiva, evidenziando un rafforzamento sostenuto della dinamica espansiva. Il tasso di espansione si è attestato su livelli superiori alla media storica dell’indagine ed è risultato il più alto in quattro anni e mezzo. L’analisi dei dati suddivisi per le tre principali categorie industriali ha evidenziato che il segmento dei beni intermedi ha fornito il contributo più significativo all’incremento della produzione.

Le condizioni della domanda hanno sostenuto la crescita, come evidenziato da un solido incremento dell’afflusso dei nuovi ordini. L’aumento dei volumi complessivi di vendita è risultato il maggiore da inizio 2022. In particolare, il volume delle nuove commesse estere (che includono il traffico intra eurozona) è cresciuto per la seconda volta negli ultimi quattro anni e mezzo. La crescita delle vendite estere è stata particolarmente significativa in Austria, Germania e Paesi Bassi.

Dopo le lievi riduzioni registrate a giugno e luglio, nel corso dell’ultima indagine le aziende manifatturiere dell’area euro hanno incrementato l’attività di acquisto. Le scorte degli acquisti hanno tuttavia continuato a diminuire e ad un ritmo più rapido. I dati PMI di agosto hanno evidenziato persistenti disagi dal lato dell’offerta, poiché i tempi medi di consegna da parte dei fornitori si sono significativamente allungati, in misura leggermente superiore rispetto a luglio.

Per quanto concerne la difficoltà della capacità produttiva dei produttori dell’area euro, i risultati più recenti dell’indagine non hanno evidenziato segnali in tal senso, poiché il volume degli ordini mensili in fase di lavorazione è rimasto invariato. Il livello di occupazione nelle aziende manifatturiere italiane è stato mantenuto sostanzialmente stabile, rappresentando di per sé un miglioramento relativo dopo oltre tre anni di calo ininterrotto.

Ad agosto è proseguita la tendenza al ribasso dell’inflazione dei prezzi di acquisto. Tali costi hanno registrato il tasso di crescita più contenuto in sei mesi, sebbene il ritmo dell’aumento sia rimasto significativamente superiore rispetto ai livelli precedenti lo scoppio del conflitto in Medio Oriente. Tale dinamica si è riscontrata anche per i prezzi di vendita.

Infine, la fiducia delle imprese ad agosto si è nuovamente rafforzata, indicando un quarto incremento mensile consecutivo delle aspettative di crescita dei produttori dell’area euro per i prossimi dodici mesi. Il livello complessivo di ottimismo si è attestato infatti al di sopra della media di lungo periodo.

Commento

Joe Hayes, Senior Principal Economist presso S&P Global Market Intelligence ha dichiarato: “L’ultima indagine PMI di agosto ha fornito i segnali più evidenti finora osservati che l’economia industriale dell’area euro è riuscita, fino a questo momento, a superare sia lo shock dei prezzi del petrolio sia le interruzioni dell’offerta causate dal conflitto in Medio Oriente. Una crescita più sostenuta del portafoglio ordini, dovuta in parte a una ripresa della domanda estera, dovrebbe conferire maggiore solidità a questa fase espansiva. L’analisi dei dati PMI suddivisi per i tre principali raggruppamenti industriali evidenzia il sottosettore dei beni intermedi quale principale contributore alla crescita manifatturiera. Tale segmento comprende settori strategici quali chimica e metallurgia, nonché apparecchiature elettriche e componenti elettronici, indicando che l’area euro può beneficiare del superciclo tecnologico, anche se con un certo ritardo rispetto ad altri mercati. Un ulteriore rallentamento degli aumenti dei prezzi alla produzione, anche in un contesto di persistente volatilità del mercato petrolifero, contribuisce ad attenuare le preoccupazioni in materia di inflazione in senso lato. Il ritmo della disinflazione sta tuttavia iniziando a stabilizzarsi e gli indicatori di prezzo del PMI si mantengono su livelli nettamente superiori rispetto al periodo precedente al conflitto, circostanza che potrebbe rafforzare un atteggiamento prudente da parte dei responsabili delle politiche monetarie dell’area euro.”