LEADERSHIP

Qual è il Presidente del CdA ideale per affrontare le nuove sfide?

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Qual è l’identikit del Presidente del Consiglio di Amministrazione ideale? Quali competenze, hard e soft, e quale stile di leadership ne determinano l’efficacia? E come si è trasformato il suo ruolo con le crisi degli ultimi anni?

Nedcommunity, l’associazione degli amministratori non esecutivi e indipendenti, in collaborazione con Russell Reynolds Associates, lo ha chiesto a 13 Presidenti di alcune delle principali istituzioni e società italiane, quotate e non, industriali e finanziarie, e ha raccolto le loro testimonianze nel rapporto “Il ruolo del Presidente del Consiglio di Amministrazione nella governance contemporanea”, che verrà presentato il 28 settembre dalle 16 all’Auditorium Deloitte, a Milano (via Santa Sofia 28).

Gli intervistati sono Giampiero Bambagioni, Lorenzo Bini Smaghi, Lucia Calvosa, Rosalba Casiraghi, Michaela Castelli, Claudia Cattani, Monica de Virgiliis, Alberta Figari, Gabriele Galateri di Genola, Benedetta Navarra, Claudia Parzani, Andrea Sironi e Massimo Tononi. Le loro video-testimonianze  saranno pubblicate sul sito di Nedcommunity e proiettate durante l’evento, a cui parteciperanno esponenti di primo piano delle istituzioni, della finanza e della governance per confrontarsi in due tavole rotonde dedicate alle aspettative degli stakeholder e alla leadership del Presidente.

Lo studio è stato curato da Nedcommunity (Nicola Gavazzi, Maria Martinelli e Valentina Zadra) e da Russell Reynolds Associates (Michelle Mion). Quello che emerge è una profonda metamorfosi del ruolo: il Presidente contemporaneo non è più il custode delle forme del passato, figura di prestigio con funzioni di rappresentanza e garanzia formale, ma un vero architetto del processo decisionale che si misura dalle qualità delle decisioni prese dal suo board. Una persona che combina soft skills decisive con competenze tecniche solide di governance, diritto societario, conoscenza del business, presidio dei rischi e visione strategica di lungo periodo.

Tra le sue qualità, dunque, ci devono essere quelle di creare fiducia, facilitare il dialogo, ascoltare punti di vista eterogenei e ricondurli a una sintesi orientata al bene dell’impresa, esercitando una leadership discreta e incisiva, fondata sull’autorevolezza e sull’indipendenza di giudizio. Tutte competenze che assumono un valore strategico nei momenti di discontinuità come crisi, trasformazioni del modello di business, cambiamenti dell’assetto proprietario o avvicendamenti ai vertici.

“Non esiste buona governance senza una Presidenza all’altezza – sottolinea il Presidente di Nedcommunity, Marco Giorgino -. Quando la scelta è sbagliata, o mancano le competenze tecniche, relazionali e la gravitas che il ruolo richiede, a cedere non è un singolo presidio, ma l’equilibrio complessivo del Consiglio. È una responsabilità che continuiamo a valutare con strumenti inadeguati.”