La filiera dell’auto attraversa una profonda trasformazione, segnata dal cambiamento della domanda, connesso in particolare con la transizione verso la mobilità elettrica, dall’invecchiamento del parco circolante e dalle difficoltà della produzione. A queste tendenze è dedicata l’Elaborazione Flash Alcuni numeri chiave sulla filiera auto in Italia nel 2026’, realizzata dall’Ufficio Studi Confartigianato in collaborazione con gli Osservatori MPI di Confartigianato Emilia-Romagna e Confartigianato Lombardia in occasione del 44° Premio Confartigianato Motori – Gran Premio d’Italia di Formula 1 a Monza all’Autodromo Nazionale di Monza. Qui per scaricarla.
Il report propone una lettura articolata dell’intera filiera, analizzando imprese e occupazione, peso delle micro e piccole imprese e dell’artigianato, dinamiche territoriali, l’evoluzione del mercato dell’auto e della transizione green. Vengono inoltre analizzati alcuni caratteri del parco auto circolante quali alimentazione, classe ambientale e anzianità nonché la diffusione delle auto ibride ed elettriche ed in particolare delle auto elettriche (BEV) vengono esaminate la dinamica delle immatricolazioni e la distanza del loro numero rispetto a quello fissato dagli obiettivi ambientali per il 2030.
Al secondo trimestre 2026 la filiera auto conta 173.600 imprese registrate, di cui il 97,9% delle quali nei servizi e nel commercio ed il restante 2,1% nella produzione. Il cuore della filiera è la riparazione e manutenzione di autoveicoli e motocicli, che concentra il 53,0% delle imprese.
Un ruolo importante è quello del segmento artigiano: sono 70.493 le imprese artigiane, pari al 40,6% della filiera. Di queste, ben il 97,5% si concentrano nella manutenzione e riparazione che conta 68.744 imprese artigiane, pari al 74,7% delle imprese del comparto, un’incidenza tre volte e mezzo quella rilevata per l’artigianato sul totale dell’economia. In chiave regionale la quota più alta di imprese artigiane nella manutenzione e riparazione si registra in Trentino-Alto Adige (86,0%), seguito da Friuli-Venezia Giulia (85,1%), Marche (83,9%), Valle d’Aosta (83,7%), Veneto (82,9%) e Calabria (80,1%). Superano la media nazionale anche Emilia-Romagna (79,6%), Basilicata (79,5%), Puglia (78,6%), Sicilia (78,3%), Piemonte (76,4%), Sardegna (76,1%), Lombardia (76,0%) e Molise (75,0%).
L’analisi dei dati sull’occupazione evidenzia il contributo decisivo delle imprese di minor dimensione. La filiera conta 564mila addetti, dei quali il 69,5%, pari a 392mila, lavora in micro e piccole imprese con meno di 50 addetti, quota che tocca il massimo di 90,7% nei servizi e nel commercio. L’autoriparazione, in particolare, conta 226mila addetti che rappresentano il 40,1% della filiera e che per il 96,5% si concentrano in MPI.
Anche in questo caso è importante l’apporto dell’artigianato che conta 179.552 addetti, il 31,5% dell’occupazione della filiera auto, concentrati per il 97,4% nei servizi e nel commercio ed in particolare nella manutenzione e riparazione. Questo comparto rappresenta il motore della dinamica occupazionale di lungo periodo in termini assoluti: tra il 2013 e il 2024 gli addetti sono aumentati, infatti, di 27mila unità, pari al +13,7%, contribuendo per oltre due terzi (67,3%) alla crescita complessiva di 40mila unità registrata dagli addetti della filiera (+7,6%).
Dinamica di lungo periodo dell’occupazione nella filiera auto: autoriparazione, commercio e produzione
Anni 2013-2024. Indice (2013=100). Addetti in imprese attive (valori medi annui) delle divisioni 29 e 45 Ateco 2007 – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

