In questa intervista, Paolo Baita ripercorre la sua straordinaria evoluzione professionale: dai primi vent’anni dedicati alla consulenza e alla gestione dei patrimoni immobiliari per enti religiosi ed ecclesiastici, fino alla svolta imprenditoriale nel settore del commercio elettronico e dei servizi informativi. Attraverso una visione lungimirante e l’integrazione delle più moderne tecnologie digitali, Baita ha saputo trasformare l’accesso alle informazioni commerciali e alle visure in un modello di servizio efficiente e orientato al cliente, raggiungibile oggi tramite la piattaforma visureitalia.com.
Come hai iniziato?
“Dopo aver conseguito la laurea in Scienze Politiche, ho iniziato la mia attività professionale nel 1996 come consulente di enti religiosi ed ecclesiastici. Per venti anni mi sono occupato della gestione dei patrimoni immobiliari di diocesi, congregazioni e ordini religiosi. È stata un’esperienza professionale molto formativa che mi ha consentito di approfondire ed applicare le competenze in ambito giuridico, normativo, fiscale, finanziario ed immobiliare. La gestione del patrimonio dell’ente veniva sviluppata in diverse fasi. Inizialmente effettuavo un primo check up del patrimonio immobiliare. In seguito, impostavo una segmentazione dei beni tra beni strumentali, non strumentali e immobili che potevano generare un reddito. La fase operativa prevedeva quindi la programmazione della dismissione dei beni non strumentali e la valorizzazione dei beni che potevano generare un reddito.“
Quali esperienze sul campo hanno formato davvero il tuo metodo professionale?
“Ho maturato negli anni diverse competenze in ambito immobiliare, dalla redazione di check up, alla valutazione e stima dei valori di mercato fino all’intermediazione per compravendita e locazione. Gestendo patrimoni immobiliari articolati, ho approfondito anche gli aspetti legali e fiscali con particolare riferimento agli enti non commerciali e ho coordinato in qualità di general contractor interventi di valorizzazione immobiliare, dalla progettazione architettonica ed esecutiva fino alle opere di ristrutturazione o nuova edificazione, eseguiti con ricorso a finanziamenti bancari o chirografari. Le competenze, diversificate e complementari, che ho conseguito mi hanno in seguito supportato nella creazione di una nuova attività imprenditoriale nel settore delle visure e delle informazioni commerciali.”
Com’era il mondo delle visure prima della diffusione del web?
“Nel 1996, quando iniziai l’attività, il web era ancora agli albori in Italia. La consultazione delle banche dati ipotecaria e catastale era unicamente un manuale basato su documenti cartacei. Ogni giorno mi recavo negli uffici della Conservatoria dei Registri Immobiliari per effettuare le ispezioni ai repertori cartacei dei nominativi e anche le note di trascrizione e i titoli erano disponibili solo in formato cartaceo. La consultazione degli atti veniva effettuata trascrivendo manualmente i dati principali in un modulo ad hoc e la redazione delle consistenze patrimoniali veniva svolta sempre manualmente. SISTer, il portale della Agenzia del Territorio, ora Agenzia delle Entrate, è stato attivato alla fine degli anni ’90 e in quegli anni era disponibile solo per gli uffici della Conservatoria, non era consentito l’accesso ad altri soggetti. Negli stessi anni InfoCamere, la società consortile che riunisce tutte le Camere di Commercio in Italia, iniziava la digitalizzazione del registro nazionale delle imprese, dando vita a Telemaco.”
Perché hai intrapreso un’attività di commercio elettronico?
“La decisione è maturata nel corso degli anni. Nel 2004 ho registrato il primo dominio, visureitalia.com e ideato un sito web che era solo una vetrina dell’attività. Onestamente, non si sapeva ancora come utilizzare il web per l’attività di impresa ma fu il mio primo approccio ad un nuovo mondo. Negli anni seguenti l’attività procedeva bene ma la gestione delle insolvenze e il recupero dei crediti occupava gran parte del mio tempo. Ho pensato quindi di diversificare l’attività e di rivolgermi ad un pubblico molto più ampio e in un ambito non più solo regionale ma nazionale. Nel 2009 abbiamo inserito la prima procedura di acquisto di alcuni servizi nel sito web e il riscontro è stato immediatamente positivo e così è nato il nostro e-commerce.”
Quali sono le skill che deve avere un merchant/e-commerce manager nel 2026?
“Penso che la multidisciplinarietà sia ormai un must per chi gestisce un e-commerce. Non si tratta di essere dei tecnici esperti di programmazione ma certamente bisogna essere in grado di interagire con le numerose figure professionali che supportano il merchant nella gestione e sviluppo di un e-commerce. Le principali competenze tecniche riguardano la UX (User Experience), SEO (Search Engine Optimization)/GEO (Generative Engine Optimization) e CRO (Conversion Rate Optimization), indispensabili per poter iniziare ad intraprendere un’attività di commercio elettronico. È inoltre importante conoscere i principali CMS (Content Management System) come Magento, Prestahop, Shopify o Woocommerce e comprendere le caratteristiche, le potenzialità ed i limiti. Nel 2026 un e-commerce manager non può non conoscere e-mail marketing e CRM (Customer Relationship Management) e deve essere in grado di leggere ed interpretare i dati da GA4 e Search Console per analizzare il traffico, il comportamento degli utenti e il ritorno sull’investimento (ROI, Return On Investment)). La presenza nei canali social è fondamentale per ampliare i touch point e diversificare le strategie di comunicazione e l’e-commerce manager deve conoscerne le potenzialità ed essere in grado di coordinare strategie diversificate. Ultima, non certo per importanza, la conoscenza delle principali piattaforme per la gestione di campagne pubblicitarie online, come Google Ads, Microsoft Advertising e Meta Ads.”
Quali criteri ritieni fondamentali per offrire un servizio affidabile e realmente utile a chi richiede una visura?
Dopo tanti anni di esperienza nel campo, ritengo che siano essenzialmente tre i criteri fondamentali. In primo luogo, la fonte di riferimento delle informazioni che deve essere una banca dati ufficiale con dati aggiornati al momento della richiesta. La tracciabilità delle informazioni così come l’evidenza della fonte e della data di aggiornamento sono requisiti indispensabili. Ritengo che il secondo criterio sia la procedura di acquisto che deve essere semplice, con informazioni chiare e di facile consultazione, intuitiva in modo da facilitare la compilazione di form e moduli e, infine, veloce, senza lungaggini, distrazioni e perdite di tempo. L’assistenza clienti, prima e dopo l’acquisto, è il terzo aspetto che caratterizza un sito web di successo. L’utente deve poter disporre di diversi canali di contatto (telefono, chat, e-mail whatsapp, canali social) e devono essere tutti facilmente raggiungibili. È poi fondamentale che gli operatori addetti all’assistenza siano preparati, competenti nella specifica materia, professionali ma anche disponibili e cortesi.
L’esperienza e il percorso di Paolo Baita dimostrano come l’innovazione digitale, se affiancata da una profonda competenza tecnica e da un’attenzione costante alle esigenze dell’utente, rappresenti la vera chiave di svolta nel settore delle visure e delle informazioni commerciali. Garantire dati trasparenti da fonti ufficiali, processi d’acquisto snelli e un’assistenza clienti qualificata si riconferma la formula vincente per offrire un servizio realmente affidabile e di valore nel mercato odierno.
