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Cerved: ripartono esportazioni e consumi, attesi in crescita i fatturati delle imprese italiane (+1,2% nel 2025) ma con l’incognita dei dazi USA

Il 2024 ha visto decelerare il sistema produttivo e flettere i ricavi (-0,9%). L’inversione di rotta - prevista sia quest’anno che il prossimo - si deve al rafforzarsi dei redditi delle famiglie e al rallentamento dell’inflazione: bene informazione e comunicazione, turismo e ristorazione, chimica e farmaceutica, aziende agricole e beni di largo consumo, in ripresa costruzioni, mezzi di trasporto e sistema moda. Incertezza per prodotti Made in Italy come acqua minerale, olio extravergine di oliva e prosecco che hanno gli USA come primo Paese importatore.

Cerved: 73.000 imprese sono più esposte al rischio climatico, ma 1 su 5 potrebbe investire nella transizione senza perdere la stabilità finanziaria

I settori più impattati sono oil&gas (sia estrazione e produzione che raffinazione e commercio), produzione di energia, cemento, ferro e acciaio, materiali da costruzione, agricoltura e proteine animali, automotive, chimica, sistema moda, trasporti e logistica. Per decarbonizzarsi e raggiungere l’obiettivo di zero emissioni nette al 2050, queste aziende dovranno sostenere investimenti aggiuntivi per 226 miliardi di euro, ma ben 15.000 di esse potrebbero farlo senza minare la propria sicurezza finanziaria, investendo 46 miliardi di euro.

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