La trasparenza salariale ha riacceso il dibattito sui divari retributivi. Con l’entrata in vigore della direttiva europea, lo scorso 7 giugno, l’attenzione si è concentrata soprattutto sul gender pay gap. Ma il divario salariale di genere non è l’unica frattura del mercato del lavoro: pesa anche quello tra generazioni. Secondo l’aggiornamento dell’indagine retributiva di ODM Consulting1, a parità di inquadramento gli scostamenti retributivi tra Babyboomer e Gen Z arrivano fino al 31,9% nel caso degli Impiegati.
Parallelamente, tra i profili entry level, i laureati STEM registrano una RBA superiore rispetto ai laureati in discipline economiche e umanistiche. Per chi entra oggi nel mercato del lavoro, infatti, le competenze scientifico-tecnologiche si confermano un fattore sempre più rilevante anche sul piano retributivo.
Il generational pay gap
All’interno dell’indagine è stato realizzato un focus sulle retribuzioni lorde fisse annue (RBA) medie di Dirigenti, Quadri, Impiegati e Operai, suddivisi per alcuni cluster di età: Babyboomer (1946 – 1964); Gen X (1965 – 1979); Gen Y (1980 – 1994); Gen Z (dal 1995).
Questi cluster sono poi stati messi a confronto tra loro all’interno di ciascun inquadramento. Il cluster Gen Z non è stato preso in considerazione per i due inquadramenti più alti perché, considerato il recente ingresso nel mondo del lavoro, non è presente in maniera significativa tra Dirigenti e Quadri.
Nella tabella seguente, il valore percentuale del generational pay gap per inquadramento
| Inquadramento | Generazioni confrontate | Generation pay gap % 2025 |
| Dirigenti | Baby boomer – Gen X – Gen Y | -17,8% |
| Quadri | Baby boomer – Gen X – Gen Y | -9,2% |
| Impiegati | Baby boomer – Gen X – Gen Y – Gen Z | -31,9% |
| Operai | Baby boomer – Gen X – Gen Y – Gen Z | -23,4% |
Guardando ai singoli inquadramenti, i Dirigenti registrano una media della RBA pari a € 121.627. Quella dei Babyboomer è superiore del 10,6%, mentre sotto la media si attesta quella di Gen X (-1,3%) e Gen Y (-9,1%). Il pay gap tra la generazione più anziana e la più giovane è di – 17,8%.
Nel caso dei Quadri, la cui retribuzione media è di € 65.268, sono al di sopra della media le RBA sia dei Babyboomer (+3,8%) sia della Gen X (+1,0%). 5,7 punti percentuali sotto la media invece quella di lavoratori e lavoratrici della Gen Y. In questo inquadramento il generational pay gap è il più basso: “solo” -9,2%.
Per quanto riguarda Impiegati e Operai è possibile prendere in considerazione anche il cluster di età della Gen Z, ossia quella dei giovani e delle giovani al di sotto dei 29 anni, l’ultima ad aver fatto ingresso sul mercato del lavoro. Il significativo gap retributivo tra i lavoratori di questa generazione e i Babyboomer va quindi considerato tenendo conto anche della notevole differenza di anni di esperienza.
Nel dettaglio, la RBA media degli Impiegati è di € 36.373. Al di sopra Babyboomer (12,3%) e Gen X (7,3%), e al di sotto la Gen Y (-2,7%) e la Gen Z (-23,6%). Il gap tra Babyboomer e Gen Z arriva al -31,9%.
Per quanto riguarda gli Operai, invece, la RBA media è € 29.560. Babyboomer (+12,5%) e Gen X (+3,6%) sono al di sopra della media; al di sotto Gen Y (-3,7%) e Gen Z (-13,8%). Se confrontate, le retribuzioni medie di Babyboomer e Gen Z evidenziano un gap del -23,4%.
“Una quota rilevante di lavoratori italiani tende a trascorrere l’intero percorso professionale tra gli impiegati o gli operai. Ne consegue che, per questi inquadramenti, il differenziale retributivo tra i lavoratori più giovani e quelli più senior risulta più accentuato: per queste categorie il mercato riconosce e ricompensa la maggiore expertise nel ruolo, collegandola alla seniority aziendale e agli anni di esperienza” commenta Martina Colombo, Manager Area Reward & Engagement di ODM Consulting.
Il percorso di studi incide sulla retribuzione media dei profili entry level
I laureati in materie STEM registrano una RBA più elevata rispetto a chi proviene da discipline economiche e umanistiche. I laureati in discipline umanistiche percepiscono le retribuzioni più basse all’ingresso (€ 25.283) e solo dopo 3 anni riescono a raggiungere retribuzioni medie di € 28.024, eguagliando il livello di ingresso dei colleghi con una laurea in ambito economico (€ 28.333). Questi ultimi, a loro volta, impiegano 3 anni per raggiungere il livello di ingresso dei laureati STEM (32.952€).
| RBA | ||
| Tipologia di laurea | Ingresso | Dopo 3 anni |
| Umanistica | 25.283 € | 28.024 € |
| Economiche | 28.333 € | 33.534 € |
| STEM | 32.952 € | 36.907 € |
“Le differenze retributive tra i percorsi di laurea riflettono il diverso livello di domanda del mercato rispetto ad alcune competenze specialistiche. I dati mostrano una maggior competitività per le lauree STEM già in ingresso, mentre per altri percorsi la crescita avviene in modo più graduale. È un tema che si inserisce in un quadro più ampio di incertezza percepita dai giovani: secondo l’ultimo rapporto Censis, il 62,8% dei giovani italiani si dichiara preoccupato per il proprio futuro occupazionale, soprattutto per il rischio di retribuzioni non adeguate al costo della vita – conclude Martina Colombo, Manager Area Reward & Engagement di ODM Consulting – In uno scenario segnato da calo demografico, mismatch di competenze ed evoluzione delle aspettative delle nuove generazioni, i percorsi STEM possono aprire opportunità significative per i laureati. Allo stesso tempo, per le organizzazioni diventa sempre più importante costruire proposte competitive, capaci di attrarre, valorizzare e trattenere i talenti”.
