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S&P Global PMI® Flash: sale a settembre la produzione dell’eurozona e si avvicina a un record in tre anni e mezzo

Immagine di wirestock su Magnific

Nel mese di settembre, i dati previsionali dell’indagine PMI® S&P Global hanno segnalato un rafforzamento della crescita del settore privato dell’eurozona. La produzione ha indicato il tasso più veloce di espansione da aprile 2023 grazie al forte rialzo riportato da entrambi i settori: manifatturiero e terziario. L’aumento dell’attività economica ha spesso rispecchiato una maggiore quantità di ordini.

Allo stesso tempo, con la fiducia sugli affari nei prossimi dodici mesi scesa ai minimi in tre mesi, il ritmo di creazione occupazionale è rimasto attenuato. L’inflazione registrata sui prezzi di acquisto e di vendita ha mostrato tassi elevati ed i più alti da maggio.

Produzione e domanda

Una volta destagionalizzato, l’Indice PMI S&P Global Flash Composito di Produzione dell’Eurozona, basato su circa l’85% delle consuete risposte finali dell’indagine, è salito a settembre a 53.1 da 52.0 di agosto. Quest’ultimo dato ha segnalato il terzo mese consecutivo di espansione dell’attività economica dell’eurozona, peraltro tra le più rapide in quasi tre anni e mezzo.

Sia il manifatturiero che il terziario hanno indicato una crescita forte, con tassi di incremento accelerati che hanno segnato rispettivamente un record in 55 e 10 mesi.

Quest’ultimo incremento è stato generale, interessando le differenti nazioni monitorate dall’indagine. La Germania ha registrato il terzo mese consecutivo di espansione, e ai tassi più rapidi in poco meno di un anno. In Francia l’attività è aumentata per la prima volta in dieci mesi, mentre il resto dell’eurozona ha complessivamente riportato un rialzo della produzione elevato ma più debole.

I dati relativi ai nuovi ordini ricevuti dalle aziende dell’eurozona appaiono simili a quelli dell’attività economica, registrando a settembre il terzo mese consecutivo di crescita. L’espansione di questo parametro è stata la più forte da maggio 2022. I nuovi ordini totali hanno ricevuto un’ulteriore spinta dalle esportazioni (che includono il commercio intra-eurozona), in aumento per il secondo mese consecutivo, dopo un calo durato 53 mesi prima di agosto. Il rialzo complessivo si è concentrato sul settore manifatturiero, mentre le nuove commesse terziarie destinate ai mercati esteri hanno continuato a ridursi.

Occupazione

Il forte aumento delle nuove comesse ricevute a settembre ha determinato un accumulo di ordini arretrati , peraltro il primo da giugno 2022. Gli ordini in giacenza hanno segnalato un rialzo in entrambi i settori.

Nel frattempo, i livelli occupazionali sono aumentati per il secondo mese consecutivo anche se solo modestamente e allo stesso tasso di agosto. Gli organici terziari hanno indicato un rialzo, mentre quelli manifatturieri hanno mantenuto nel corso del mese valori invariati. In Germania, la più elevata creazione di posti di lavoro da metà 2023 ha contrastato il calo dell’occupazione francese. Nel resto dell’eurozona, il valore di crescita degli organici è stato modesto.

Scorte e catene di fornitura

Come accaduto ad agosto, l’attività di acquisto registrata a settembre dalle aziende manifatturiere è salita, segnando un tasso di crescita modesto, ma accelerato rispetto al mese precedente. Considerando che da febbraio 2023 le scorte di fattori produttivi sono diminuite su base mensile, l’aumento degli acquisti ha contribuito a mantenere il livello delle scorte complessivamente invariato. Similmente, il livello delle giacenze di prodotti finiti di settembre è rimasto stabile.

Alla fine del terzo trimestre di quest’anno, i tempi di consegna dei fornitori sono stati più lunghi, anche se quest’ultimo peggioramento della prestazione dei fornitori è stato il meno elevato da febbraio.

Prezzi

A settembre, le pressioni inflazionistiche si sono intensificate: sia i costi che i prezzi di vendita hanno registrato il rialzo maggiore degli ultimi quattro mesi.

Quest’ultimo aumento dei prezzi di acquisto è stato più rapido rispetto alla media degli ultimi 12 mesi, ma è rimasto più debole delle recenti impennate di maggio. Sia il manifatturiero che il terziario hanno indicato un’inflazione dei costi accelerata. Similmente, i prezzi di vendita hanno registrato forti tassi di incremento in entrambi i settori, sia in Germania che in Francia che, complessivamente, nel resto dell’eurozona.

Prospettive future

Se a settembre i tassi di espansione della produzione e dei nuovi ordini hanno indicato un’accelerazione, la fiducia sulle prospettive economiche dei prossimi 12 mesi è diminuita, restando abbastanza attenuata. I dati raccolti collegano questo rallentamento alla minore positività delle aziende francesi, mentre in Germania la fiducia è rimasta pressoché invariata rispetto ad agosto. Il resto dell’eurozona ha registrato un lieve miglioramento dell’ottimismo. I segnali di minore fiducia si sono manifestati sia nel manifatturiero che nel terziario.

Commento

Chris Williamson, Chief Business Economist presso S&P Global Market Intelligence: “Considerato l’aumento dei prezzi dell’energia derivante dal perdurare del conflitto in Medio Oriente, a settembre non sorprende osservare una nuova intensificazione delle pressioni inflazionistiche. Risulta pertanto ancor più incoraggiante rilevare la resilienza mostrata dalla crescita economica, la cui accelerazione, evidenziata dall’indagine flash PMI, indica un aumento del PIL a un tasso trimestrale dello 0,4%, con un aumento degli ordini in entrata che a settembre ha indicato una spinta ulteriore sia nel comparto manifatturiero sia nei servizi, suggerendo il mantenimento dello slancio anche all’inizio del quarto trimestre. Il settore manifatturiero, trainato dalla Germania, sta registrando la migliore fase di crescita degli ultimi quattro anni, sostenuto dall’incremento degli investimenti sull’IA e la difesa; anche il settore dei servizi mostra segnali di ripresa, indicando un miglioramento generalizzato del quadro di crescita economica. Il ritmo di creazione di nuovi posti di lavoro rimane contenuto, poiché la fiducia delle imprese continua a essere frenata dalla cautela imposta dalle tensioni geopolitiche, in particolare dall’impatto persistente sui prezzi dell’energia e sul costo della vita. Tuttavia, a settembre, l’occupazione è tornata a crescere, segnando il secondo aumento mensile consecutivo, a suggerire che un numero crescente di aziende sta tornando ad assumere. Malgrado gli ostacoli derivanti dalle tensioni geopolitiche e dall’aumento dei prezzi, la resilienza della crescita economica potrebbe rafforzare la propensione della BCE ad incrementare ulteriormente i tassi d’interesse entro la fine dell’anno, rafforzando l’ipotesi di un prossimo rialzo già nel mese di ottobre.”