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Locazioni turistiche: la super banca dati che interroga la privacy

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Stretta sui fenomeni di evasione fiscale nel settore delle locazioni turistiche. Risale a poche settimane fa la notizia secondo cui Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza e Forze di Polizia sarebbero state dotate di una nuova banca dati, denominata “BDSR Lens”, in grado di consentire il monitoraggio digitale e la geolocalizzazione degli immobili destinati alle locazioni turistiche. In che modo opererebbe tale strumento?

In concreto, il software consentirebbe ai verificatori di individuare in tempo reale la collocazione geografica degli alloggi, analizzando al contempo una serie di indicatori di rischio e di eventuali anomalie. Tra questi figurerebbero, ad esempio, l’assenza del Codice Identificativo Nazionale (CIN), o la mancata verifica della sua validità, requisito oramai imprescindibile, a partire dallo scorso anno, per le strutture e le unità immobiliari soggette alla relativa disciplina.

Particolare rilievo assumerebbe, inoltre, l’attenzione riservata ai profili attinenti alla sicurezza degli immobili, attraverso la verifica della presenza di dispositivi di rivelazione del fumo, estintori e, ove previsti, altri presidi di sicurezza, in conformità alle normative vigenti. Analogamente, i controlli potrebbero partire dall’individuazione di irregolarità urbanistiche. Si pensi, ad esempio, alla mancata presentazione di una SCIA, ove necessaria in relazione a determinati interventi edilizi, circostanza che potrebbe emergere dal confronto tra i dati disponibili e la documentazione fotografica consultabile attraverso la piattaforma.

In altri termini, si tratterebbe di una banca dati integrata, concepita per riunire informazioni provenienti dalla Banca Dati delle Strutture Ricettive (BDSR), dal sistema del CIN e da altre fonti informative nella disponibilità delle Amministrazioni competenti, mettendole in relazione con gli annunci pubblicati online. L’obiettivo sarebbe quello di portare alla luce fenomeni di frode, evasione e altre irregolarità, contribuendo, contestualmente, a garantire condizioni di concorrenza più eque tra gli operatori del settore.

Se, da un lato, una simile infrastruttura digitale potrebbe rappresentare uno strumento strategico nella lotta all’evasione, nel rafforzamento della trasparenza del mercato turistico e nella tutela dei consumatori e della concorrenza, dall’altro, il trattamento e l’incrocio di una mole così rilevante di informazioni sollevano interrogativi in ordine alla protezione dei dati personali e al rispetto del diritto alla vita privata, tutelato dall’art. 8 CEDU.

In questa prospettiva, alla luce dell’evoluzione giurisprudenziale culminata nella pronuncia della Corte EDU nel caso Ferrieri e Bonassisa c. Italia, relativo alle garanzie applicabili agli accessi e alle verifiche fiscali, occorre interrogarsi sulla compatibilità delle modalità operative di BSDR Lens con i principi di legalità, necessità e proporzionalità dell’ingerenza pubblica. In particolare, ci si potrebbe domandare se, e in quale misura, i principi affermati dalla Corte EDU in materia di controlli fiscali possano trovare applicazione anche rispetto a un sistema digitale che consente di incrociare dati catastali, fiscali, pubblicitari e regionali, relativi agli immobili e alle attività economiche ad essi connesse. Un simile trattamento necessiterebbe di un’attenta valutazione delle garanzie previste a tutela della riservatezza, del diritto alla vita privata e della sfera professionale degli interessati, anche alla luce dell’ambito applicativo dell’art. 8 CEDU.

Un ulteriore profilo problematico riguarda il principio di minimizzazione dei dati e, più in generale, l’effettiva necessità di ricorrere a uno strumento di analisi integrata per individuare le irregolarità perseguite. Qualora il medesimo obiettivo potesse essere perseguito mediante controlli mirati, circoscritti ai dati relativi al singolo immobile, senza ricorrere all’incrocio sistematico di un volume massivo di informazioni, sarebbe necessario interrogarsi sulla proporzionalità del trattamento e sull’eventuale eccedenza dei dati raccolti rispetto alle finalità perseguite.

BDSR Lens potrebbe, dunque, contribuire significativamente al contrasto dell’evasione nel mercato turistico, purché il suo impiego sia accompagnato da garanzie adeguate e criteri di utilizzo chiari, verificabili e proporzionati, evitando che uno strumento concepito per contrastare le irregolarità si trasformi in una sorveglianza indiscriminata del patrimonio immobiliare.

I controlli, per dirsi legittimi, dovranno rispettare i caratteri di liceità, correttezza, trasparenza, minimizzazione e proporzionalità, in conformità al GDPR e alle ulteriori garanzie applicabili.

La sfida, in definitiva, consiste nel conciliare l’efficacia dell’azione di contrasto all’evasione con la tutela dei diritti fondamentali, evitando che, in un sistema istituzionale e sociale sempre più orientato all’efficienza e al controllo, si assista a un progressivo obnubilamento delle coscienze e a una pericolosa amnesia dei valori e delle garanzie a presidio dello Stato di diritto.

Dott.ssa Marialuisa De Pascalis

Avv. Matteo Sances

www.centrostudisances.it