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Edilizia italiana, la domanda frena: nuovi ordini ai minimi da oltre due anni

Immagine di pvproductions su Magnific

L’edilizia italiana continua a mostrare segnali di debolezza. A ottobre l’Indice S&P Global PMI® del Settore Edile in Italia è salito a 47,3 da 46,5 di settembre, restando tuttavia sotto la soglia di 50 che separa crescita e contrazione. Si tratta del dato meno accentuato in tre mesi, ma ben lontano dal picco record registrato ad agosto quattro anni fa.

Il comunicato diffuso da S&P Global evidenzia soprattutto il forte calo dei nuovi ordini: la contrazione di ottobre è stata la più marcata in oltre due anni e la seconda più significativa negli ultimi cinquanta mesi. Le imprese del campione hanno indicato come fattori di freno la debole domanda di lavori edili, le condizioni meteorologiche avverse, l’incertezza economica e la burocrazia, che hanno limitato l’interesse della clientela.

I dati settoriali mostrano cali in tutti e tre i comparti monitorati. Le contrazioni più marcate hanno riguardato il residenziale e l’ingegneria civile; solo quest’ultima ha registrato una flessione più accentuata rispetto a settembre, mentre nei progetti commerciali la riduzione complessiva è stata solo lieve.

Nonostante la debolezza della domanda, le imprese edili hanno continuato ad aumentare i livelli occupazionali, anche se con un approccio prudente alle assunzioni. L’utilizzo dei subappaltatori è diminuito e solo il 10% delle imprese ha incrementato l’organico, contro una netta maggioranza dell’85% che lo ha mantenuto invariato. Anche l’attività di acquisto è rimasta prudente: la riduzione è stata meno marcata rispetto ad agosto e settembre, ma il livello resta superiore alla media di lungo periodo.

Sul fronte dei costi, la domanda contenuta non è stata sufficiente ad allentare le pressioni inflazionistiche. Le aziende hanno segnalato problemi di trasporto, pressioni sulla capacità dei fornitori e la persistente crisi energetica; i tempi medi di attesa si sono allungati ai livelli più elevati in oltre tre anni e mezzo. Restano elevati anche i prezzi praticati dalle imprese per una vasta gamma di beni e servizi, tra cui materie prime, energia, carburanti e prodotti petroliferi.

A ottobre, inoltre, per la prima volta in tre mesi l’ottimismo è sceso in territorio negativo. Le condizioni della domanda futura destano preoccupazione tra le imprese, anche alla luce del minor numero di richieste di preventivo e dell’incertezza geopolitica.

«I dati di ottobre hanno evidenziato uno dei valori più deboli degli ultimi 50 mesi per i nuovi ordini e analizzando l’indice principale si evince un attenuarsi dell’attuale fase recessiva. Le imprese non hanno inoltre mostrato più ottimismo nelle aspettative di crescita», ha dichiarato Eleanor Dennison, Economist di S&P Global Market Intelligence. «È probabile che il conflitto in Medio Oriente e le pressioni inflazionistiche associate rappresentino i principali fattori alla base della domanda contenuta per lavori di costruzione e del pessimismo tra le aziende. In assenza di una chiara soluzione alle tensioni geopolitiche, il settore appare destinato a chiudere l’anno in contrazione, ed è necessario un significativo miglioramento della domanda per evitare tale scenario».