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Terziario italiano, ottobre in accelerazione: PMI a 52,0 ma l’energia fa impennare i costi

Il settore terziario italiano ha accelerato ad ottobre. Secondo i dati S&P Global PMI, l’indice principale dell’Attività Terziaria è salito a 52,0 da 51,7 di settembre, quando aveva toccato il minimo in tre mesi. Si tratta della quinta espansione mensile consecutiva: un valore superiore a 50,0 indica crescita, e l’ultima lettura riporta il ritmo di espansione in linea con la media storica della serie.

A sostenere l’attività sono stati soprattutto i nuovi ordini, alimentati da nuovi accordi e dall’acquisizione di nuova clientela. La domanda è arrivata in larga parte dal mercato nazionale, mentre le commesse estere hanno rallentato fino a un livello marginale. Sul fronte dei sottosettori, finanza e immobiliare hanno continuato a guidare la classifica della crescita, pur indebolendosi, mentre i servizi professionali e commerciali si sono posizionati in fondo e hanno segnalato una nuova riduzione. I servizi di consumo e software e comunicazione hanno invece indicato nuovi aumenti.

L’ondata di ordini ha incoraggiato le imprese ad assumere nonostante la crescente pressione sui costi. Ad ottobre l’occupazione è aumentata ancora, con un rialzo lievemente superiore a settembre ma complessivamente marginale; il dato riflette anche l’aumento del carico di lavoro e il primo incremento del lavoro inevaso in sette mesi.

Il fronte più critico resta quello dei prezzi. Le spese operative medie sostenute dalle aziende terziarie italiane hanno continuato a salire: il tasso di inflazione dei costi ha segnato il terzo aumento mensile consecutivo e ha toccato il valore più alto da fine 2022. Le aziende campione hanno citato soprattutto l’aumento dei costi del carburante e dell’elettricità, in larga parte collegato alla crisi energetica causata dal conflitto in Medio Oriente. È aumentato anche il tasso di inflazione dei prezzi di vendita, arrivato al valore più alto in 44 mesi: un’impennata forte, ma più moderata rispetto a quella dei costi.

«Il settore terziario italiano ha mantenuto ad ottobre un percorso solido, addirittura registrando un flusso maggiore di nuovi ordini. Con il lieve rialzo, l’indice è tornato in linea con la media di serie», ha commentato Eleanor Dennison, Economist di S&P Global Market Intelligence. «Le maggiori sfide affrontate dalle aziende terziarie in Italia sono legate alla debolezza della domanda estera e all’aumento dei costi, due fattori largamente collegati all’attuale conflitto in Medio Oriente».

Guardando ai prossimi dodici mesi, le imprese dei servizi hanno mostrato un ottimismo in aumento: il livello di positività è salito al valore maggiore in 15 mesi, lo stesso di novembre 2025, pur restando più debole della tendenza di lungo termine. A pesare sono le incertezze sul clima economico e geopolitico; a sostenere la fiducia sono invece le previsioni di nuovi accordi, l’acquisizione di nuovi clienti e i piani di investimento.