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Come capire se la tua centrale termica è pronta ad affrontare le sfide del mercato

Negli ultimi anni la centrale termica è passata dall’essere un’infrastruttura tecnica a un elemento sempre più rilevante per la competitività industriale. Nel 2026 il mercato europeo del gas ha mostrato una forte volatilità, accentuata dalle tensioni geopolitiche e dalle conseguenze sulle forniture internazionali di GNL. Le quotazioni del TTF hanno registrato forti oscillazioni e ad agosto 2026 sono tornate nell’area dei 60 euro/MWh, aumentando l’incertezza sui costi energetici per le imprese.

Parallelamente, il quadro normativo europeo sta aumentando l’attenzione sulle performance ambientali dell’industria. Dal 1° gennaio 2026 è entrato nella fase definitiva il Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM)[1], il meccanismo europeo che introduce un prezzo del carbonio sulle emissioni incorporate in determinate merci importate nell’UE. Per gli importatori interessati sono previsti specifici obblighi di autorizzazione e rendicontazione delle emissioni incorporate, cui si associa la restituzione dei relativi certificati CBAM secondo le modalità e le tempistiche previste dalla normativa. Sul fronte delle emissioni industriali, il 1° luglio 2026 ha segnato inoltre il termine entro il quale gli Stati membri erano tenuti a recepire la Direttiva UE 2024/1785 (IED 2.0). La nuova disciplina rafforza il ruolo delle migliori tecniche disponibili (BAT), introduce criteri più stringenti nella definizione dei livelli emissivi e prevede una maggiore attenzione al monitoraggio e al controllo delle prestazioni ambientali degli impianti soggetti alla normativa[2].

Prezzi energetici instabili, maggiore attenzione alle emissioni e obiettivi di decarbonizzazione rendono quindi sempre più importante conoscere le prestazioni effettive degli impianti. Non basta che una centrale termica funzioni: per l’industria diventa strategico valutarne consumi, rendimenti e affidabilità, individuando dove sia possibile intervenire.

“Quello che sta cambiando è l’approccio delle imprese: oggi non ci si limita più a intervenire quando un impianto presenta un problema. Le aziende vogliono capire dove stanno perdendo energia e quali margini di miglioramento possono ottenere dalle infrastrutture che hanno già. È qui che l’ingegneria può fare la differenza: trasformare un’esigenza energetica in un progetto industriale misurabile, costruito sulle caratteristiche reali dello stabilimento” afferma Alessandro Brizzi, General Manager di Renovis, EPC contractor del Gruppo SBS specializzato in soluzioni per l’efficienza energetica destinate prevalentemente all’industria.

Il punto di partenza è un’analisi energetica mirata, finalizzata a individuare le opportunità di risparmio e definire gli interventi più adatti alle esigenze produttive dello stabilimento. La valutazione consente di costruire un percorso di efficientamento coerente con le caratteristiche dell’impianto e con gli obiettivi operativi dell’azienda.

Da qui possono nascere interventi mirati di ammodernamento. L’ingegneria di dettaglio applicata al revamping delle centrali termiche e dei generatori di calore permette di lavorare sull’ottimizzazione dei rendimenti e sulla riduzione dei consumi. A questo si aggiungono l’analisi delle opportunità di recupero dell’energia dai cascami termici e l’integrazione di tecnologie ad alta efficienza, con l’obiettivo di valorizzare energia che altrimenti non verrebbe recuperata.

Un altro elemento è l’automazione industriale. Gli interventi possono comprendere la progettazione e la realizzazione dei sistemi elettrici e l’aggiornamento di quadri elettrici, PLC, sistemi di supervisione SCADA e controllo di processo. L’integrazione tra componente termica, elettrica e automazione permette di affrontare l’ammodernamento dell’impianto in maniera coordinata, intervenendo non soltanto sui consumi ma anche sulle sue prestazioni e sulla sua affidabilità.

L’approccio parte quindi dalle esigenze specifiche del processo produttivo: analisi energetica, ingegneria di dettaglio, recupero dei cascami termici e automazione diventano parti di uno stesso percorso, finalizzato a migliorare gli impianti esistenti senza considerare l’efficienza energetica come un intervento isolato.

*RENOVIS, EPC contractor ed ESCo (Energy Service Company) certificata UNI CEI 11352, propone e realizza soluzioni per l’efficienza energetica, destinate prevalentemente all’industria. Soluzioni innovative, in grado di razionalizzare e ottimizzare i consumi degli impianti più energivori senza intaccarne la produttività, ponendo sempre la massima attenzione alla salvaguardia dell’ambiente e del processo produttivo. L’ampia gamma di soluzioni e servizi offerti da RENOVIS ne fanno una società leader nella progettazione e implementazione di interventi di risparmio energetico sia in ambito termico che elettrico. I servizi di consulenza erogati riguardano ogni tipo di necessità e opportunità di risparmio energetico: dalle rinnovabili fino ai processi in cui è determinante l’utilizzo di fluidi termovettori siano essi caldi o freddi. RENOVIS, forte di una grande esperienza proprio nel recupero dei cascami termici, si rivolge principalmente alle realtà industriali di media-grande dimensione ma anche a tutti coloro che desiderano porre attenzione alla riduzione dei consumi energetici sia con interventi diretti che indiretti.

https://www.renovisenergy.com/

[1] https://www.ets.minambiente.it/CBAM/Definitivo

[2] https://www.tecnosida.it/direttiva-emissioni-industriali-ied