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Pubblicità su ChatGPT: 2,5 miliardi di dollari attesi nel 2026, +340% di crescita prevista nel 2027

Dopo mesi di test e annunci, OpenAI ha ufficialmente introdotto la pubblicità su ChatGPT, segnando l’ingresso di uno dei prodotti AI più usati al mondo nel mercato del digital advertising. Secondo le proiezioni condivise da OpenAI con gli investitori, il programma pubblicitario genererà circa 2,5 miliardi di dollari di ricavi nel 2026, con una crescita stimata del +340% nel 2027 (a circa 11 miliardi di dollari). Un cambiamento strategico che ridisegna gli equilibri competitivi con i colossi storici della pubblicità online. Giuliano Palombo, CEO di dm3, evidenzia la portata di questi dati e li commenta come un segnale chiaro di quanto velocemente si stia aprendo un mercato ancora tutto da esplorare.

I numeri del 2025: crescita record, ma ancora senza pubblicità

Nel 2025 OpenAI ha chiuso l’anno con ricavi complessivi superiori ai 20 miliardi di dollari, quasi tutti generati da abbonamenti (ChatGPT Plus, Team, Enterprise), triplicando il fatturato rispetto ai circa 6 miliardi di dollari del 2024. Va precisato che nel 2025 la pubblicità su ChatGPT non era ancora attiva: il lancio ufficiale del programma pubblicitario è avvenuto solo il 9 febbraio 2026, prima per gli utenti free-tier negli Stati Uniti e poi a livello più ampio. Il valore della pubblicità su ChatGPT nel 2025, quindi, è di fatto pari a zero.

La proiezione 2026-2027

Secondo le proiezioni condivise da OpenAI con gli investitori (riportate da Axios), il programma pubblicitario dovrebbe generare circa 2,5 miliardi di dollari di ricavi nel solo 2026, per poi salire a circa 11 miliardi di dollari nel 2027, una crescita del +340% in un solo anno. Le stime si basano sull’ipotesi di una rapida crescita della base utenti di ChatGPT nei prossimi anni.

Anche gli analisti esterni condividono questa lettura ottimistica: Mark Mahaney di Evercore ISI ha sottolineato come il modello pubblicitario di OpenAI — inizialmente conservativo, con annunci contestuali in fondo alle risposte — possa rappresentare una sfida diretta al core business pubblicitario di Google.

Nota metodologica: le cifre relative al 2026 e al 2027 sono proiezioni comunicate da OpenAI e da analisti di settore, non ricavi consuntivati, e potranno variare in base all’adozione effettiva del programma pubblicitario.

Il commento dell’esperto

“Quello che stiamo osservando non è semplicemente il lancio di un nuovo formato pubblicitario, ma la nascita di un canale che nel giro di pochi anni potrebbe competere con i grandi player del search advertising. A differenza della ricerca tradizionale, ChatGPT è uno strumento conversazionale: questo apre a grandi opportunità di ricerche approfondite e mirate, dove l’utente esprime bisogni ed intenzioni in modo molto più dettagliato rispetto a una semplice query. Per le aziende italiane è il momento di iniziare a sperimentare: chi arriva presto su ChatGPT Ads avrà accesso a un’audience altamente profilata, in un contesto ancora poco affollato dalla concorrenza. Consigliamo ai nostri clienti di monitorare da vicino l’evoluzione del formato e di allocare budget test già nei prossimi mesi. Va detto chiaramente, però, che la gestione di queste campagne deve essere affidata a specialisti del settore: trattandosi di un formato nuovo, con logiche di targeting e ottimizzazione ancora poco consolidate, un approccio improvvisato rischia solo di sprecare inutilmente il budget, commenta Giuliano Palombo, CEO di dm3.

Le implicazioni per il mercato

L’ingresso di OpenAI nella pubblicità digitale arriva in un momento in cui l’azienda continua a registrare perdite operative significative nonostante la crescita dei ricavi. La pubblicità viene quindi vista come una leva chiave per raggiungere la sostenibilità finanziaria, oltre che come possibile passo propedeutico a una futura quotazione in borsa, ipotizzata da alcuni osservatori per il 2026-2027.