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Dati EY: PIL italiano +1,0% nel 2026, trainato da consumi e investimenti, e +0,7% nel 2027

  • Scenario macroeconomico italiano: EY prevede una crescita del PIL reale dell’1,0% nel 2026 e dello 0,7% nel 2027. Il tasso di inflazione è atteso al 3,0% nel 2026 e al 2,4% nel 2027. L’andamento è condizionato dalle tensioni geopolitiche e dall’aumento dei prezzi energetici.
  • Conti pubblici: il deficit è previsto al 3,1% del PIL nel 2026 e al 2,8% nel 2027. Il rapporto debito pubblico/PIL è atteso raggiungere il 138,6% nel 2026, per poi ridursi al 137,4% nel 2027, anche grazie all’effetto dell’inflazione.
  • Debito globale e stabilità finanziaria: nel 2026 le emissioni obbligazionarie pubbliche e private sono attese raggiungere circa 29 mila miliardi di dollari (+17% rispetto al 2024, circa il doppio rispetto al 2015), pari al 23% del PIL mondiale. Le vulnerabilità connesse all’aumento dello stock di debito e della spesa per interessi non si sono tuttavia tradotte, finora, in tensioni effettive sui mercati.

Le nuove proiezioni di EY per l’economia italiana vedono al rialzo la stima del PIL reale rispetto alle precedenti previsioni, indicando una crescita dell’1,0% nel 2026 e dello 0,7% nel 2027, nonostante le tensioni geopolitiche, l’aumento dei prezzi dell’energia e le condizioni finanziarie più restrittive. L’inflazione è attesa al 3,0% nel 2026 e al 2,4% nel 2027, mentre il mercato del lavoro continua a sostenere i consumi, con un tasso di disoccupazione previsto al 5,5% nel 2026. Sono queste alcune delle principali evidenze della sedicesima edizione dell’EY Italian Macroeconomic Bulletin, che analizza l’andamento dell’economia italiana.

Per il terzo trimestre, EY prevede una modesta espansione congiunturale del PIL (0,1%), dovuta innanzitutto ad una spinta moderata della domanda interna (+0,2% i consumi privati e -0,1% gli investimenti). Anche il contributo della domanda netta estera è atteso tornare positivo, grazie all’aumento delle esportazioni e alla contestuale riduzione delle importazioni. Ci attendiamo una moderata espansione anche nell’ultimo trimestre. Nel complesso, il PIL è atteso crescere dell’1,0% nel 2026, un ritmo più sostenuto rispetto allo 0,5% registrato nel 2025, nonostante l’elevata incertezza che continua a caratterizzare il quadro internazionale.

Mario Rocco, Valuation, Modelling and Economics Leader di EY in Italia, dichiara: “L’Italia nel 2026 continua a mostrare una crescita debole ma resiliente, sostenuta dalla domanda interna e da un mercato del lavoro ancora solido, che supporta i consumi privati grazie a un aumento del monte salari. Sul fronte monetario, il recente innalzamento dei tassi di interesse da parte della BCE riporta all’attenzione il tema del debito, un tema trasversale a livello internazionale. Nel 2026 le emissioni obbligazionarie pubbliche e private mondiali sono attese raggiungere circa 29 mila miliardi di dollari (circa il doppio rispetto al 2015), pari al 23% del PIL mondiale. È quindi fondamentale orientare le risorse in maniera efficiente, per stimolare la crescita di lungo periodo.”

La crescita italiana sostenuta dai consumi delle famiglie

I consumi delle famiglie sono previsti in aumento dell’1,3% nel 2026, favoriti dalla solidità del mercato del lavoro, con circa 24,3 milioni di occupati e un tasso di disoccupazione intorno ai minimi storici. Gli investimenti dovrebbero crescere del 2,7%, sostenuti anche dagli effetti residui degli incentivi fiscali e dalla fase conclusiva degli interventi legati al PNRR. La componente di investimento più dinamica sarà quella dei fabbricati non residenziali, prevista in aumento del 6,4%, mentre gli investimenti in abitazioni subiranno una contrazione (-2,6%).

Nel 2027 la crescita del PIL dovrebbe attestarsi allo 0,7%, a seguito di un rallentamento dei consumi delle famiglie (0,3%) e degli investimenti (0,1%), dovuto al clima di incertezza e ai maggiori tassi di interesse. Il contributo alla crescita del PIL della domanda netta estera tornerà positivo (0,3 punti percentuali), grazie a un andamento delle esportazioni (2,0%) migliore delle importazioni (1,2%).

L’energia alimenta l’inflazione e il rialzo dei tassi

Sul fronte dei prezzi, l’inflazione in Italia ha raggiunto il 3,3% ad agosto 2026, in aumento rispetto al 2,9% di luglio e alla media dell’1,5% registrata nel 2025, soprattutto per effetto dell’aumento dei prezzi dell’energia. Il costo dei beni energetici è aumentato del 19,7% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, mentre la crescita dei prezzi dei servizi si è attestata al 2,5%. L’inflazione nell’Eurozona ha raggiunto il 3,2% ad agosto, inducendo la BCE ad aumentare i tassi di riferimento nel mese di settembre.

Il debito globale aumenta ma al momento non ci sono rischi per la stabilità finanziaria

Il debito pubblico dei paesi OCSE ha raggiunto nel 2025 il massimo storico di 61 mila miliardi di dollari – circa l’83% del PIL dell’area – ed è atteso crescere nel 2026 (85% del PIL), mentre la spesa netta per interessi si è attestata al 2,3% del PIL nel 2025. In riferimento all’Italia, EY prevede un aumento del rapporto debito pubblico/PIL dal 137,1% del 2025 al 138,6% nel 2026, per poi ridursi al 137,4% nel 2027. Si tratta di una traiettoria soggetta a un elevato grado di incertezza, legato principalmente all’evoluzione delle tensioni geopolitiche, dei prezzi energetici, dell’inflazione e dei tassi di interesse.

Mario Rocco, Valuation, Modelling and Economics Leader di EY in Italia, aggiunge: “Il tema non è soltanto quanto debito viene accumulato, ma quanto costa finanziarlo: si pensi a questo proposito che in Italia la spesa netta per interessi valeva già circa 80 miliardi di euro nel 2025, intorno al 4% del PIL. La crescita economica assume un duplice ruolo: da un lato migliora il saldo di bilancio, dall’altro rafforza la sostenibilità a medio-lungo termine del debito pubblico se il tasso di crescita nominale dell’economia è più alto del costo medio del debito”.

Previsioni sull’economia italiana

2022 2023 2024 2025 2026 2027
PIL, var. % 4,8% 0,9% 0,8% 0,5% 1,0% 0,7%
Consumi delle famiglie, var. % 5,3% 0,5% 1,2% 1,1% 1,3% 0,3%
Investimenti, var. % 7,4% 10,1% -3,1% 3,5% 2,7% 0,1%
Esportazioni, var. % 9,9% -0,2% -0,4% 1,2% 3,1% 2,0%
Importazioni, var. % 12,9% -1,9% -1,0% 3,6% 3,5% 1,2%
Tasso di disoccupazione 8,1% 7,7% 6,6% 6,1% 5,5% 6,2%
Indice dei prezzi al consumo, var. % 8,2% 5,6% 1,0% 1,5% 3,0% 2,4%
Deficit, % del PIL -8,1% -7,2% -3,4% -3,2% -3,1% -2,8%
Debito pubblico, % del PIL 138,4% 133,9% 134,9% 137,1% 138,6% 137,4%

Fonte: Previsioni dal Modello Macroeconometrico di EY Italia, “HEY-MoM”. L’area in grigio rappresenta l’orizzonte di previsione. Le variazioni del PIL e delle sue componenti sono calcolate sui valori in termini reali. La voce “Investimenti” fa riferimento agli investimenti pubblici e privati, e comprende gli investimenti fissi lordi, le acquisizioni meno le cessioni di oggetti di valore e gli ammortamenti.