La situazione internazionale rimane molto complicata. Il perdurare delle tensioni su tutta la filiera degli energetici acuisce i timori di un’accelerazione dell’inflazione. La nostra stima per il tasso d’inflazione di ottobre è 4,7% (NIC). Il 5% è, purtroppo, in vista. Il superamento del 2% della core inflation pure. Non è un destino e tutto resta possibile. Tuttavia, gli spazi per evitare i suddetti pessimi risultati si restringono ogni giorno che passa con un Brent tra i 100 e 110 dollari al barile. La sostanziale coincidenza delle quotazioni spot e con consegna dicembre prossimo non fa ben sperare. Eppure, l’economia italiana ha evidenziato, sulla base degli indicatori in alta frequenza, una sostanziale tenuta, sebbene nella parte finale dell’estate si registri un moderato rallentamento della fase espansiva. La produzione industriale, tra alti e bassi, non riesce a trovare la strada di recupero deciso, l’occupazione non cresce, ma neppure si riduce e, anzi, staziona sui massimi di sempre, la fiducia di famiglie e imprese si muove lungo un percorso accidentato. Ciò nonostante, la domanda delle famiglie si mantiene in moderata ma significativa crescita, sostenuta anche da un turismo in ulteriore espansione. Insomma, se si dovesse scegliere banalmente tra «bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno» saremmo ancora sul versante del «mezzo pieno».
La nostra stima è di una crescita del PIL per il mese di ottobre dello 0,2% congiunturale e dell’1,0% tendenziale (tab. 1). Nel complesso del terzo trimestre la disponibilità di maggiori informazioni ci porta a confermare l’indicazione di una crescita dello 0,1% sul secondo quarto del 2026 e allo 0,9% su base annua, risultati che, da un lato, identificano la misura del rallentamento e, dall’altro, consentono di riproporre la nostra stima di una variazione dell’1,0% nel complesso dell’anno.
I consumi, calcolati nella metrica dell’Indicatore Consumi Confcommercio, si collocano anche a settembre in territorio positivo, con una variazione sullo stesso mese del 2025 del +1,1%, con dinamiche analoghe per beni e servizi (tab. 2). In linea con quanto registrato ormai da mesi, la tendenza al miglioramento è diffusa, con un’attenuazione delle marcate differenze nei tassi di crescita delle diverse funzioni di consumo che avevano caratterizzato luglio e agosto. L’ultimo mese ha visto tra le componenti più dinamiche quei beni durevoli che da alcuni mesi segnalano una decisa tendenza alla sostituzione da parte delle famiglie come le autovetture, tornate a crescere in doppia cifra dopo il rallentamento di agosto, e gli elettrodomestici bianchi e bruni. Al netto del permanere di una maggiore richiesta di elettricità, legata ancora una volta a condizioni meteorologiche particolari, si conferma la preferenza verso quei consumi, soprattutto nell’area dei servizi, destinati a soddisfare i bisogni collegati al tempo libero come i ricreativi in senso stretto, i trasporti aerei e gli alberghi. I marginali recuperi stimati per l’abbigliamento e le calzature e l’alimentazione domestica non attenuano le difficoltà di questi segmenti che vivono da tempo l’alternanza tra riduzioni e modesti miglioramenti.
In questo scenario la criticità principale continua a essere rappresentata dal riacutizzarsi dell’inflazione che, sulla spinta delle pressioni sui prezzi del petrolio e del gas generate dal conflitto in Medio Oriente, ha toccato a settembre il 4,2%. Il ritorno a tassi di crescita che non si registravano dall’estate del 2023 è al momento imputabile quasi esclusivamente a energetici e trasporti, a cui si sono aggiunti da settembre i rialzi dei prezzi degli alimentari non trasformati generati dalle avverse condizioni climatiche estive, ma si rafforzano i timori sulla trasmissione degli impulsi ad altre filiere.
La nostra stima per il mese di ottobre è di una variazione dello 0,2% dei prezzi al consumo su settembre e del 4,7% su base annua (tab. 3). A spingere l’inflazione continuano a essere principalmente la componente energetica e le tensioni sugli alimentari freschi. Allo stato attuale il ritorno a valori in linea con i target della politica monetaria potrebbe realizzarsi solo nella tarda primavera del 2027.
TAB. 1 – Pil mensile (dati destagionalizzati)
| Variazioni Congiunturali | Variazioni Tendenziali | |
| IV trimestre ’25 | 0,3 | 0,9 |
| I trimestre ’26 | 0,3 | 0,8 |
| II trimestre | 0,2 | 1,0 |
| III trimestre | 0,1 | 0,9 |
| Giu. ’26 | -0,2 | 0,6 |
| Lug | 0,2 | 0,7 |
| Ago | 0,0 | 1,2 |
| Set | 0,1 | 0,7 |
| Ott | 0,2 | 1,0 |
ICC (INDICATORE CONSUMI CONFCOMMERCIO)
A settembre 2026 l’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) è stimato in aumento dell’1,1% nel confronto con lo stesso mese del 2025, in lieve miglioramento rispetto al bimestre precedente. A questo andamento hanno concorso sia i beni sia i servizi. Nonostante un settembre più tonico in termini tendenziali rispetto al bimestre precedente, il terzo quarto si dovrebbe essere chiuso con una variazione tendenziale più contenuta rispetto a quanto rilevato nel primo semestre (+0,9% a fronte del +1,6%), segnalando una minore dinamicità della domanda.
LE DINAMICHE TENDENZIALI
La tendenza al miglioramento della domanda si conferma, anche a settembre sostanzialmente diffuso, con minimi segnali di miglioramento anche per alcuni segmenti da tempo in difficoltà. Tra le otto macro-funzioni di consumo, considerate per la costruzione dell’indicatore, l’unica riduzione si rileva per i beni e i servizi ricreativi (-2,8%), dato che continua a riflettere dinamiche interne molto articolate. A settembre la componente più dinamica dei consumi è stata quella relativa ai beni e servizi per la comunicazione (+4,0%). Lievemente più contenuta è stata la variazione registrata per i beni e i servizi per la mobilità (+3,6%). In territorio positivo si confermano i beni e i servizi per la cura della persona (+2,5%), i beni e ai servizi per la casa (+2,4%) e gli alberghi e i pasti e le consumazioni fuori casa (+0,8%). In marginale recupero, si trovano l’abbigliamento e le calzature (+0,4%) e l’alimentazione domestica e i tabacchi (+0,1%), dinamiche che non attenuano le difficoltà che da tempo si rilevano per questi settori.
A livello di singole voci di consumo, pur confermandosi una dinamica molto articolata, sembrano essersi attenuate alcune delle differenze che avevano caratterizzato il mese di agosto. Le variazioni più significative, su base annua, dovrebbero aver interessato alcuni beni durevoli per i quali è in atto una fase di sostituzione. In particolare si consolida, dopo un agosto non brillante, il recupero della domanda di autovetture da parte dei privati (+10,4%) e la fase di crescita degli acquisti di elettrodomestici, tv e altri apparecchi (8,3%). Variazioni di rilievo hanno interessato anche i trasporti aerei (+6,6%), l’energia (+6,5% a causa di condizioni meteo particolari), i servizi ricreativi in senso stretto (+4,5%) e i servizi per le comunicazioni (+4,3%). Miglioramenti si registrano anche per la domanda di prodotti farmaceutici e terapeutici (+2,3%), per gli alberghi (+2,3%), i giochi e i giocattoli e gli articoli per il campeggio (+0,9%). Sostanzialmente ferma si conferma la domanda per i pasti e le consumazioni fuori casa (+0,1%) e quella per l’alimentazione domestica (+0,2%). In territorio negativo sono gli acquisti di carburanti (-1,5%), di tabacchi (-1,2%) e di mobili e articoli d’arredamento (-0,2%).
TAB. 2 – VARIAZIONI TENDENZIALI DELL’ICC IN QUANTITA’ (dati grezzi)
| Var. % su base annua | |||||||
| 2024 | 2025 | 2026 | |||||
| Anno | Anno | I sem | III Trim | Lug | Ago | Set | |
| SERVIZI | 2,0 | 1,3 | 0,7 | 1,0 | 0,8 | 1,2 | 1,1 |
| BENI | 0,9 | -0,3 | 2,0 | 0,8 | 0,5 | 0,7 | 1,1 |
| TOTALE | 1,2 | 0,2 | 1,6 | 0,9 | 0,6 | 0,9 | 1,1 |
| Beni e servizi ricreativi | -1,7 | -1,0 | -1,9 | -2,4 | -1,3 | -3,1 | -2,8 |
| – servizi ricreativi | -7,9 | 8,2 | 8,0 | 11,2 | 10,0 | 19,3 | 4,5 |
| – giochi, giocattoli, art. per sport e campeggio | -1,0 | 0,0 | 2,5 | 0,7 | 0,7 | 0,4 | 0,9 |
| Alberghi, pasti e consumazioni fuori casa | 1,8 | 0,3 | 0,0 | 0,5 | 0,0 | 0,8 | 0,8 |
| – alberghi | 4,2 | 3,1 | 2,2 | 1,9 | 1,0 | 2,5 | 2,3 |
| – pubblici esercizi | 1,1 | -0,6 | -0,7 | -0,2 | -0,5 | -0,1 | 0,1 |
| Beni e servizi per la mobilità (*) | 6,7 | 2,2 | 6,4 | 3,1 | 2,5 | 3,1 | 3,6 |
| – automobili | 8,8 | -2,4 | 12,2 | 7,2 | 6,4 | 2,7 | 10,4 |
| – carburanti | 3,8 | 3,9 | 2,4 | 0,5 | -0,5 | 3,8 | -1,5 |
| – trasporti aerei | 20,9 | 15,9 | 4,9 | 6,5 | 7,0 | 5,8 | 6,6 |
| Beni e servizi per la comunicazione | 7,3 | 4,5 | 6,3 | 3,8 | 3,3 | 4,4 | 4,0 |
| – servizi per le comunicazioni | 1,9 | -1,2 | 1,4 | 3,8 | 3,7 | 3,0 | 4,3 |
| Beni e servizi per la cura della persona | 0,9 | 0,5 | 2,9 | 2,1 | 1,8 | 2,0 | 2,5 |
| – prodotti farmaceutici e terapeutici | 0,0 | -0,3 | 2,9 | 1,8 | 1,8 | 1,2 | 2,3 |
| Abbigliamento e calzature | -0,9 | -1,8 | 0,5 | -1,1 | -0,8 | -2,7 | 0,4 |
| Beni e servizi per la casa | 0,5 | 0,1 | 2,2 | 3,3 | 2,8 | 4,6 | 2,4 |
| – energia elettrica | 3,8 | -0,3 | 2,5 | 10,2 | 8,3 | 16,5 | 6,5 |
| – mobili, tessili e arredamento per la casa | -2,3 | -1,0 | 1,3 | -0,6 | -2,0 | 0,4 | -0,2 |
| – elettrodomestici, TV e altri apparecchi | 3,4 | 3,6 | 11,8 | 9,0 | 12,9 | 5,4 | 8,3 |
| Alimentari, bevande e tabacchi | -0,6 | -0,8 | 0,0 | -0,4 | -0,8 | -0,3 | 0,1 |
| – alimentari e bevande | -0,6 | -0,7 | 0,1 | -0,3 | -0,8 | -0,2 | 0,2 |
| – tabacchi | -0,4 | -1,2 | -0,1 | -1,0 | -1,1 | -0,7 | -1,2 |
(*) Nella voce beni e servizi per la mobilità è stata inclusa la spesa per servizi postali e di corriere precedentemente inclusa nelle comunicazioni
PREZZI AL CONSUMO: LE TENDENZE A BREVE TERMINE
Sulla base degli andamenti registrati dalle diverse variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo, si stima per il mese di ottobre 2026 un aumento dello 0,2% dell’indice in termini congiunturali, con una variazione su base annua del 4,7% (tab. 3). Si conferma, pertanto, la tendenza al rialzo dei prezzi che ha portato, in pochi mesi, l’inflazione dall’1,0% di gennaio a un valore vicino al 5%. A guidare la ripresa dell’inflazione continuano a essere essenzialmente energetici e trasporti, a cui nei periodi più recenti, si sono aggiunte le turbolenze sul versante degli alimentari non trasformati. Allo stato attuale queste tensioni si sono solo marginalmente trasferite sulle altre filiere, con un’inflazione di fondo che continua a mantenersi su valori inferiori al 2,0%. Il protrarsi di una situazione internazionale molto critica rende complicato immaginare un rientro delle tensioni entro la fine del 2026. Situazione che acuisce i rischi di effetti secondari, al momento ancora trascurabili, nella prima parte del prossimo anno con un possibile rallentamento della domanda delle famiglie e, più in generale, della crescita nel 2027.
TAB. 3 – STIMA DELLA VARIAZIONE DEI PREZZI AL CONSUMO
| di cui: | |||||
| INDICE GENERALE | Prodotti alimentari e bevande analcoliche | Abitazione, acqua, elettricità e combustibili | Trasporti | Servizi ricettivi e di ristorazione | |
| VARIAZIONI CONGIUNTURALI | |||||
| Nov ’25 | -0,2 | 0,1 | 0,1 | -0,2 | -2,2 |
| Dic | 0,2 | 0,1 | 0,3 | 1,4 | -0,9 |
| Gen. ’26 | 0,4 | 0,8 | 2,4 | -2,3 | 0,7 |
| Feb | 0,7 | 0,2 | 0,1 | 1,2 | 2,8 |
| Mar | 0,5 | 0,3 | 1,8 | 2,5 | -1,6 |
| Apr | 1,1 | 0,8 | 2,5 | 2,5 | 2,1 |
| Mag | 0,4 | 0,1 | -0,1 | 0,1 | 1,7 |
| Giu | 0,0 | -0,8 | 0,4 | 0,0 | 0,6 |
| Lug | 0,3 | -0,4 | 1,1 | 0,6 | 0,4 |
| Ago | 0,5 | 0,1 | 0,6 | 2,3 | -0,3 |
| Set (*) | 0,7 (0,1) | 0,7 (-0,1) | 2,0 (0,5) | 0,7 (0,3) | 1,3 (0,7) |
| Ott (**) | 0,2 | 0,9 | 1,0 | 0,5 | -0,9 |
| VARIAZIONI TENDENZIALI | |||||
| Nov ’25 | 1,1 | 1,9 | -1,9 | 0,0 | 3,4 |
| Dic | 1,2 | 2,3 | -2,0 | 0,6 | 3,0 |
| Gen. ’26 | 1,0 | 2,4 | -2,0 | -1,4 | 3,5 |
| Feb | 1,5 | 2,5 | -2,2 | -0,5 | 6,1 |
| Mar | 1,7 | 2,8 | -1,6 | 2,1 | 3,4 |
| Apr | 2,7 | 2,9 | 5,1 | 3,8 | 2,8 |
| Mag | 3,2 | 2,6 | 5,8 | 5,5 | 3,5 |
| Giu | 3,0 | 1,8 | 7,2 | 4,7 | 2,9 |
| Lug | 2,9 | 1,4 | 7,2 | 4,3 | 3,4 |
| Ago | 3,3 | 1,2 | 9,1 | 6,1 | 3,2 |
| Set (*) | 4,2 (3,6) | 2,0 (1,2) | 11,1 (9,5) | 8,6 (8,2) | 3,2 (2,5) |
| Ott (**) | 4,7 | 2,9 | 12,8 | 9,5 | 3,6 |
(*) Il dato ISTAT di settembre è provvisorio; tra parentesi le previsioni del mese precedente.
(**) Previsioni.





