Annullati 400 mila euro di tributi perché il Fisco non risponde
Il Tribunale di Lecce cancella pignoramento esattoriale e annulla oltre 400 mila euro di tributi perché il Fisco non ha risposto alle diffide del contribuente.
Il Tribunale di Lecce cancella pignoramento esattoriale e annulla oltre 400 mila euro di tributi perché il Fisco non ha risposto alle diffide del contribuente.
Il Tribunale di Lecce chiarisce la prescrizione dei tributi in caso di notifica di più intimazioni “a catena” nel corso del tempo. Basta che una delle intimazioni sia stata notificata oltre i cinque anni per annullare il debito e a nulla valgono ulteriori atti.
Una svolta significativa arriva dalla Corte di Cassazione, che con l’ordinanza n.3588/2026 mette un freno a una prassi consolidata quanto penalizzante per i contribuenti: ossia la mancata condanna alle spese del fisco che riconosce l’errore durante il processo. Secondo la Suprema Corte, dunque, se l’Amministrazione annulla un atto illegittimo dopo che il cittadino/contribuente ha presentato…
I Giudici di Piazza Cavour con l’Ordinanza n.6/2026 intervengono a tutela del contribuente. Secondo il supremo parere, senza la notifica dell’atto al diretto interessato, la pretesa esecutiva del Fisco risulta illegittima.
Il mondo della riscossione sta cambiando. Con le nuove regole introdotte dalla “Legge di Bilancio 2026” (Legge n.199/2025), l’Agenzia delle Entrate-Riscossione avrà uno strumento in più per recuperare i tributi: ossia i dati delle fatture elettroniche emesse dalle imprese. Fino a oggi, per il Fisco non era sempre facile individuare “dove” recuperare i soldi del contribuente debitore. Con la…
Tribunale di Bari condanna Agenzia Riscossione per aver pignorato i conti bancari di un contribuente poiché i debiti erano già sospesi.
La Corte Tributaria di Milano annulla cartella esattoriale e relativi tributi poiché notificata da un indirizzo “non ufficiale”.
La Cassazione con sentenza n.30532 depositata il 25 luglio 2024 ha assolto un imprenditore trovatosi nell’impossibilità di far fronte agli obblighi di versamento Iva per cause imputabili alla clientela.
La Corte d’Appello di Lecce ha annullato migliaia di euro di contributi previdenziali richiesti ad un imprenditore a seguito di accertamento fiscale. Motivo? I maggiori contributi non possono essere chiesti finché l’accertamento non è definitivo.
Inps produce in giudizio una raccomandata diversa rispetto a quella indicata nell’accertamento contributivo e il Tribunale di Lecce annulla le pretese contributive.