FINANZIAMENTI

Toscana: contributi a fondo perduto per le imprese che valorizzano i rifiuti urbani e speciali

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La Regione Toscana ha aperto lo sportello del bando “Economia Circolare — Privati”, che finanzia con contributi a fondo perduto i programmi di investimento delle imprese private toscane orientati alla valorizzazione dei rifiuti speciali e dei rifiuti urbani. La misura è una delle poche nazionali e regionali che finanzia direttamente le imprese private nell’adozione di sistemi industriali per il recupero e la valorizzazione dei rifiuti, in linea con gli obiettivi europei della Direttiva Quadro sui Rifiuti e del Green Deal.

Gli investimenti ammissibili comprendono impianti e attrezzature per il trattamento, la selezione, il recupero di materia e l’upgrading qualitativo di flussi di rifiuti speciali (industriali, da costruzione e demolizione, RAEE, imballaggi) e rifiuti urbani (attraverso accordi con gestori del servizio pubblico), sistemi di monitoraggio e tracciabilità dei flussi, tecnologie per la riduzione degli scarti di processo, interventi di simbiosi industriale per la cessione e il riutilizzo di scarti tra imprese (industrial symbiosis), e spese per certificazioni ambientali (EMAS, ISO 14001) connesse al progetto.

Possono presentare domanda le imprese private che soddisfano i seguenti requisiti:

  • avere sede legale o unità operativa nella Regione Toscana, regolarmente iscritta al Registro delle Imprese;
  • operare nei settori di attività produttiva compatibili con le finalità del bando: manifattura, costruzioni, gestione rifiuti, servizi industriali;
  • presentare un programma di investimento coerente con gli obiettivi di economia circolare e di valorizzazione dei rifiuti indicati nell’avviso;
  • non aver già ricevuto contributi per lo stesso investimento da altri fondi pubblici, nel rispetto del divieto di doppio finanziamento;
  • essere in regola con gli obblighi contributivi (DURC valido) e fiscali.

La domanda si presenta sul entro le ore 12:00 del 23 ottobre 2026 sul portale dedicato.

Fonte: cliclavoro