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title: "Voglia di lavorare meno, mercato del lavoro dinamico: nuovo paradosso italiano"
url: https://giornaledellepmi.it/voglia-di-lavorare-meno-mercato-del-lavoro-dinamico-nuovo-paradosso-italiano/
author: "Redazione"
published: 2024-02-22T07:20:58+01:00
modified: 2024-02-21T21:22:12+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["LAVORO"]
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# Voglia di lavorare meno, mercato del lavoro dinamico: nuovo paradosso italiano

*Redazione · 22 Febbraio 2024 · Il Giornale delle PMI*

> Presentato il 7° Rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale. Ridurre il tempo di lavoro: è l’obiettivo per il futuro del 67,7% degli occupati italiani. Le dimissioni come fuga verso un lavoro migliore: tra i lavoratori con meno di 60 anni dimessisi dal lavoro, il 67% entro tre mesi si è ricollocato in un altro impiego.

**Priorità, lavorare meno.** Il 67,7% degli occupati italiani in futuro vorrebbe ridurre il tempo dedicato al lavoro: lo desidera il 65,5% dei giovani, il 66,9% degli adulti e il 69,6% degli over 50. Già oggi il 30,5% degli occupati (il 34,7% tra i giovani) dichiara di impegnarsi nel lavoro lo stretto necessario, rifiutando gli straordinari, le chiamate o le mail fuori dall’orario di lavoro ed eseguendo solo quel che gli compete per mansione. Per il 52,1% degli occupati il lavoro attualmente influenza meno la vita privata rispetto al passato, perché si dedica ad attività e ha valori che reputa più importanti. Condivide tale condizione il 54,2% dei giovani, il 50,1% degli adulti e il 52,6% degli anziani. Quasi il 28% ha rinunciato a un lavoro migliore di quello attuale perché la sede era troppo distante dalla propria abitazione. Ecco quanto emerge dal 7° Rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale, realizzato in collaborazione con Eudaimon ([www.eudaimon.it](http://www.eudaimon.it/)), leader nei servizi per il welfare aziendale, con il contributo di Credem, Edison, Michelin e OVS.

 

**Il costo professionale dei figli per le madri.** Il tasso di occupazione delle donne con figli è pari al 58,6%, quello degli uomini con figli all’89,3%. Il divario a scapito delle donne è di -30,7 punti percentuali, mentre in Germania è pari a -17,4, in Francia a -14,4, in Spagna a -19 e in Grecia a -29,1. L’arrivo dei figli rilancia un modello tradizionale di famiglia, con l’antica divisione per genere dei compiti. Nel 2022 le dimissioni e risoluzioni consensuali dal lavoro relative a genitori con figli sino a un anno di età, hanno coinvolto 44,7 mila madri e 16,7 mila padri. Riguardo alle ragioni delle dimissioni, il 41,7% delle madri e il 2,8% dei padri si sono dimessi per difficoltà a conciliare il lavoro con la cura dei figli a causa della carenza dei servizi di cura, e il 21,9% delle madri e il 4,3% dei padri per difficoltà nel conciliare lavoro e cura dei figli a cause di problematiche legate al lavoro in azienda. Le dimissioni e risoluzioni consensuali di lavoratori genitori con figli fino a un anno erano 39.738 nel 2017 e sono oltre 61.000 nel 2022. Il tasso di occupazione femminile resta basso anche per le donne senza figli: è pari al 66,3%, mentre per i maschi senza figli è pari al 76,7%.

 

**Buona l’attenzione delle aziende alle vulnerabilità specifiche dei lavoratori, meno al loro benessere generale.** Reputano adeguata l’attenzione aziendale, il 61,5% degli occupati in relazione alle esigenze dai lavoratori con figli, il 71,0% a quelle delle donne che rientrano dalla maternità, il 62,9% alle esigenze delle persone con una salute fragile, e il 52,3% alle condizioni basiche dei lavoratori, ad esempio la sicurezza. Invece, per il 61,7% degli occupati l’azienda non è abbastanza attenta al benessere psicofisico generale di tutti i lavoratori, anche di quelli senza problematiche specifiche. Sottolineano di più questo deficit di attenzione aziendale gli impiegati (62,3%) e gli operai (68,4%).

 

**Più occupazione, più stabilità, nessuna fuga dal lavoro.** 23,1 milioni gli occupati in Italia nel 2022: il dato più alto di sempre. Più lavoro stabile: tra 2019 e 2023 (terzo trimestre) +5,0% di permanenti e -4,5% a termine. Inoltre, non c’è alcuna fuga dal lavoro, piuttosto una corsa verso lavori migliori. Infatti, dati Inps indicano che il tasso di ricollocazione a tre mesi dei dimessi volontari con meno di 60 anni è stato pari al 67,0%, quindi più alto rispetto agli anni precedenti.

 

**Il valore del welfare aziendale.** Lo conoscono sempre più lavoratori: l’81,8% degli occupati sa cos’è il welfare aziendale (il 32,7% in modo preciso e il 49,1% a grandi linee), mentre nel 2018 era il 60,2%. Il welfare aziendale è anche molto apprezzato e desiderato, poiché tra i lavoratori che ne beneficiano l’84,3% lo vorrebbe potenziato, e tra coloro che non ne beneficiano l’83,8% vorrebbe fosse introdotto nella propria azienda. Inoltre, il 79,5% degli occupati apprezzerebbe un aumento retributivo sotto forma di una o più prestazioni di welfare. Lo afferma il 94,2% dei dirigenti, il 78,2% degli impiegati e il 74,8% degli operai. Il welfare aziendale può diventare uno degli strumenti migliori per trattenere o attrarre i lavoratori.

 

*Questi sono i principali risultati del 7° Rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale, realizzato in collaborazione con Credem, Edison, Michelin e OVS.*

 

[Immagine di 8photo](https://it.freepik.com/foto-gratuito/concetto-nucleo-familiare-con-le-icone-sui-cubi-di-legno-figure-umane-sulla-vista-laterale-della-tavola-di-legno_9486030.htm#query=welfare%20aziendale&position=9&from_view=search&track=ais&uuid=a338fa48-8d6f-4a10-bd23-66e3132c0f78) su Freepik

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Fonte: [Voglia di lavorare meno, mercato del lavoro dinamico: nuovo paradosso italiano](https://giornaledellepmi.it/voglia-di-lavorare-meno-mercato-del-lavoro-dinamico-nuovo-paradosso-italiano/), Il Giornale delle PMI.
