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title: "Valore aggiunto: Rimini prima per crescita"
url: https://giornaledellepmi.it/valore-aggiunto-rimini-prima-per-crescita/
author: "Redazione"
published: 2026-11-04T06:35:29+01:00
modified: 2026-11-03T18:37:39+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["INFOIMPRESA"]
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# Valore aggiunto: Rimini prima per crescita

*Redazione · 4 Novembre 2026 · Il Giornale delle PMI*

> Al Nord pro-capite quasi doppio del Sud. Milano prima con 67.137 euro a testa. Record dell’agricoltura dal 2005. L’industria perde peso.

Rimini vince la corsa del valore aggiunto con un aumento del 3,92%, tallonata sul podio da L’Aquila (+3,69%) e Bologna (+3,39%) a fronte di un incremento del 2,30% della media nazionale nel 2025 rispetto al 2024. È quanto emerge dall’analisi realizzata dal **Centro Studi Tagliacarne e Unioncamere** sul valore aggiunto\[1\] provinciale a valori correnti del 2025.

 

Ma la geografia della crescita cambia sensibilmente se si guarda, in particolare, ai settori più dinamici. Fermo (+22,27%), Pesaro e Urbino (+20,55%) e Ascoli Piceno (+18,90%) registrano aumenti più consistenti in agricoltura che, nel complesso, cresce più degli altri comparti (+6%) soprattutto al Nord (+10,08%) rispetto al Mezzogiorno (+1,24%). Mentre L’Aquila (+13,31%), Teramo (+11,92%) e Chieti (+11,92%) guidano la classifica delle costruzioni che con un incremento del 3,43% è il secondo settore per “velocità” di passo, con il Centro che segna il ritmo (+5,03%) staccando il Settentrione (+4,6%) e, più marcatamente, il Mezzogiorno (+1,09%).

 

“La crescita del valore aggiunto conferma la capacità di tenuta del sistema produttivo italiano, ma i dati evidenziano anche divari territoriali e segnali di rallentamento in comparti strategici come l’industria”, commenta il **presidente** **di Unioncamere Andrea** **Prete**. “La sfida è trasformare la crescita in uno sviluppo più solido e diffuso, sostenendo le imprese negli investimenti, nell’innovazione e nell’apertura a nuovi mercati. Per farlo, è fondamentale partire dalle specificità dei territori: il sistema camerale, grazie alla sua presenza capillare e alla conoscenza diretta delle economie locali, può contribuire a individuare i fabbisogni delle imprese e accompagnarle nei percorsi di crescita e competitività”.

 

## **Industria a passo rallentato**

 

L’industria continua a crescere (+1,75% nel 2025 rispetto al 2024) ma il ritmo appare più affaticato rispetto a quello resto degli altri settori. A fare più difficoltà è in particolare il Nord (+ 1,37%) staccato dal Centro (+3,12%) soprattutto per l’effetto traino del Lazio (+4,85%) e, in particolare, di Roma (+6,77%) e dal Mezzogiorno (+1,90%) che, con Siracusa (+8,82%) e Cagliari (+7,55%), conquista le prime due posizioni nella graduatoria provinciale, ma anche “paradossalmente” gli ultimi posti della classifica con Caltanissetta (-3,79%) e Taranto (-2,98%) a testimonianza della complessità della questione meridionale.

 

Le difficoltà dell’industria registrate lo scorso anno riflettono uno stato di salute che già da tempo appare in affanno. Tanto che il contributo di questo settore all’economia è passato dal 22,07% del 2000 al 19,68% del 2025.

 

## **Agricoltura più “pesante” dal 2005,** **Molise** **primo per** **incidenza** **su****ll’economia locale**

 

Il rinnovato interesse per la “terra” ha portato il settore a raggiungere nel 2025 il suo “peso massimo” rispetto agli ultimi 20 anni, anche se resta circoscritto ad appena il 2,33% del valore aggiunto dell’intera economia contro il 2,26% nel 2005

 

A livello regionale, il Molise con un peso del 6,46% è primo nella graduatoria per incidenza del settore primario sull’economia locale nel 2025, e segna il suo record storico surclassando il suo precedente primato del 6,28% raggiunto l’anno precedente.

 

Su scala provinciale, invece, è Oristano a posizionarsi al vertice della classifica per contributo dell’agricoltura sul valore aggiunto complessivo del territorio (10,42%). Mentre a raggiungere lo scorso anno il record per incidenza di questo comparto sull’economia locale sono soprattutto Crotone (10,34% nel 2025 a fronte del precedente primato di 10,22% del 2005), Viterbo (8,55% contro l’8,27% del 2024), Grosseto (7,49% contro il precedente primato 7,26% del 2024), Mantova (6,78% contro il 6,20% del 2012) e Campobasso (6,66% contro il 6,49% del 2024).

 

## **…****ma** **Abruzzo al top per contributo dell’edilizia**

 

Le Costruzioni continuano ad essere un settore rilevante dell’economia, nonostante il ridimensionamento di alcune misure che ne hanno sostenuto lo slancio nell’ultimo quinquennio. Nel 2025, il peso delle Costruzioni ha raggiunto il 5,90% del valore aggiunto complessivo nazionale, sfiorando il massimo storico del 6,06% rilevato nel 2023, con picchi che superano l’8% in Abruzzo sull’economia locale.

 

Mentre l’incidenza del comparto sulla “ricchezza” prodotta regionale ha evidenziato nel 2025 livelli mai registrati prima in Piemonte (6,08% contro il precedente primato di 6,05% nel 2023), Liguria (6,60% contro il 6,34% nel 2023) e Toscana (5,79% contro 5,65% nel 2024).

 

A livello provinciale, Teramo e L’Aquila svettano nella classifica per peso dell’edilizia sull’economia locale (entrambe con il 10,00%). Mentre delle 13 province che hanno registrato nel 2025 il proprio record si distinguono in particolare Avellino (8,40% nel 2025 contro il precedente primato di 8,25% nel 2023), Savona (8,10% contro 7,79% nel 2024) e Asti (7,49% contro 7,42% nel 2022).

 

## **Pro-capite:** **il** **Nord ovest** **vicino a** **doppia****re** **il** **Sud. Milano resta** **in cima alla classifica**

 

Nord ovest quasi doppia il Sud per valore aggiunto pro-capite: 42.339,78 euro contro il 22.875,35 a fronte di una media nazionale di 34.316,68 euro A livello regionale a primeggiare sono Trentino-Alto Adige (49.882,74), Lombardia (46.194,96) e Valle d’Aosta (43.840,20). Mentre nella graduatoria provinciale restano salde sul podio Milano (67.137,09), Bolzano (56.340,63) e Bologna (47.030,41).

 

\[1\] Il valore aggiunto è l’aggregato che consente di apprezzare la crescita del sistema economico in termini di nuovi beni e servizi messi a disposizione della comunità per “impieghi finali”. Si ottiene come differenza tra il valore della produzione di beni e servizi delle singole branche produttive e il valore dei beni e servizi intermedi dalle stesse utilizzati (materie prime e ausiliarie impiegate e servizi forniti da altre unità produttive). Tale aggregato viene qui diffuso a prezzi correnti. Il valore aggiunto pro-capite è il rapporto fra il valore aggiunto realizzato in un anno e la popolazione residente media dello stesso anno ove per popolazione media è pari alla semisomma della popolazione residente al 1°gennaio e al 31 dicembre desunta dal bilancio demografico della popolazione dell’Istat. Le valutazioni tengono conto dell’ultima revisione del quadro nazionale Istat, delle stime macro ripartizionali del Pil di Istat e dei conti regionali dell’agricoltura.

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Fonte: [Valore aggiunto: Rimini prima per crescita](https://giornaledellepmi.it/valore-aggiunto-rimini-prima-per-crescita/), Il Giornale delle PMI.
