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title: "Vacanze estive degli italiani: chi parte e chi resta nella fotografia di Federalberghi e Tecnè"
url: https://giornaledellepmi.it/vacanze-estive-degli-italiani-chi-parte-e-chi-resta-nella-fotografia-di-federalberghi-e-tecne/
author: "Redazione"
published: 2026-08-10T06:50:01+02:00
modified: 2026-08-07T16:28:19+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# Vacanze estive degli italiani: chi parte e chi resta nella fotografia di Federalberghi e Tecnè

*Redazione · 10 Agosto 2026 · Il Giornale delle PMI*

> Le proposte a sostegno dei 24,2 milioni di stay-cationisti.

Ad agosto saranno in vacanza 17,5 milioni di italiani, e 4,7 milioni lo saranno a settembre. Numeri importanti, che però raccontano solo una parte della storia: **quasi un adulto su due (48,5%) non farà alcuna vacanza durante il periodo estivo**.

 

Sono infatti **24,2 milioni** le persone che trascorreranno il periodo di ferie senza spostarsi dalla propria città o dalla propria casa.

 

Vengono definiti “stay-cationisti”, neologismo coniato rielaborando il termine inglese “Staycation”, fusione di stay (restare) e vacation (vacanza).

 

## **Perché si rinuncia alla vacanza**

 

A pesare di più è la situazione economica familiare, indicata dal 52,8% degli intervistati come motivo principale della rinuncia. Seguono le difficoltà organizzative in famiglia (25,7%) e i motivi di salute (24,5%). L’11,2% ha dovuto fare i conti con l’aumento dei prezzi, mentre il 10,4% è stato condizionato da impegni lavorativi. C’è infine un 6,6% che non rinuncia alla vacanza, ma la sposterà in un altro periodo dell’anno.

 

La ricerca, realizzata da Tecnè per Federalberghi, conferma quindi che la mancata vacanza è prima di tutto una questione sociale.

 

Quello che per decenni è stato un appuntamento fisso del calendario, torna a essere percepito da molti come una spesa su cui si è costretti a fare economia.

 

Colpisce inoltre il divario generazionale: i primi a rinunciare alla vacanza sono le persone più anziane (over 65) e i pensionati, categorie in cui la percentuale di chi resta a casa per tutta l’estate sale fino al 67%.

 

## **Come si vive l’estate senza partire**

 

Chi resta a casa non rinuncia al desiderio di staccare dalla routine, ma lo fa reinventando l’idea stessa di riposo estivo, muovendosi lungo tre direttrici principali: restare in forma, coltivare le relazioni sociali e godersi eventi culturali. Una passeggiata o un bagno in piscina, una serata con gli amici, un concerto diventano così piccoli sostituti della vacanza classica, segno che il bisogno di svago e socialità non scompare, ma si adatta alle possibilità reali di ciascuno.

 

## **Tenersi in forma**

 

L’attività più gettonata resta la classica passeggiata, scelta dal 33,8% di coloro che hanno risposto al sondaggio. Inoltre, per combattere il caldo, il 22,1% cercherà refrigerio in acqua: tra questi, il 12,4% farà il bagno in mare, lago, fiume o piscina, mentre il 9,7% si limiterà a godersi l’ambiente acquatico senza immergersi.

 

## **Consolidare le relazioni sociali**

 

Non mancano le occasioni di socialità: serate con gli amici (21,7%), visite a parenti (9,8%), aperitivi (9,2%), serate in discoteca (6,0%) e pranzi o cene al ristorante (4,4%) saranno i modi scelti per rafforzare i legami affettivi durante l’estate.

 

## **Dilettarsi con eventi culturali**

 

Una quota del tempo libero estivo sarà dedicata anche alla cultura: il 10,5% parteciperà a spettacoli musicali, mentre il 5,3% si dedicherà a eventi tradizionali e folkloristici.

 

## **Cosa fare per invertire la tendenza**

 

Lo strumento più efficace per sostenere il diritto alle vacanze è probabilmente il welfare aziendale, sempre più diffuso nelle imprese di tutti i settori.

 

Questa leva potrebbe essere utilizzata elevando le soglie di esenzione dai contributi e dalle tasse dei cosiddetti fringe benefit (attualmente pari a **1.000 euro** per tutti i dipendenti e a **2.000 euro** per i lavoratori con figli a carico) oppure creando una soglia ad hoc, come già avviene per i buoni pasto.

 

Un ulteriore aiuto può venire dalle imprese del settore turismo, che sono pronte a fare la propria parte, applicando tariffe agevolate nei mesi di giugno e di settembre e, più in generale, durante i periodi di bassa stagione.

 

Per coloro che non hanno un reddito da lavoro dipendente, inclusi i pensionati, e, più in generale, per tutte le persone a rischio di esclusione, si potrebbe attivare un sistema di buoni vacanze erogati in base al reddito e spendibili in strutture ricettive convenzionate. Si tratta di un modello utilizzato con successo in altri paesi europei, tra cui Francia e Spagna. Un’interessante sperimentazione è stata realizzata anche in Italia, a cura dell’associazione no-profit Buoni Vacanze Italia” (BVI), con il finanziamento del Ministero del Turismo e il supporto tecnico di Intesa Sanpaolo e Accor. L’associazione fu costituita nel 2005 da Federalberghi e FITUS (federazione del turismo sociale) e successivamente aderirono anche altre organizzazioni imprenditoriali.

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Fonte: [Vacanze estive degli italiani: chi parte e chi resta nella fotografia di Federalberghi e Tecnè](https://giornaledellepmi.it/vacanze-estive-degli-italiani-chi-parte-e-chi-resta-nella-fotografia-di-federalberghi-e-tecne/), Il Giornale delle PMI.
