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title: "Unimpresa: ricchezza finanziaria famiglie +266 miliardi in 2025 a 6.150 miliardi (+4,5%)"
url: https://giornaledellepmi.it/unimpresa-ricchezza-finanziaria-famiglie-266-miliardi-in-2025-a-6-150-miliardi-45/
author: "Redazione"
published: 2026-01-08T06:35:26+01:00
modified: 2026-01-07T19:24:39+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# Unimpresa: ricchezza finanziaria famiglie +266 miliardi in 2025 a 6.150 miliardi (+4,5%)

*Redazione · 8 Gennaio 2026 · Il Giornale delle PMI*

La ricchezza finanziaria delle famiglie italiane è accelerata nel 2025 ed è aumentata complessivamente di **266,6 miliardi di euro**, passando da **5.881,6 a 6.148,2 miliardi**, con una crescita **pari al 4,5%**. Un incremento rilevante, rispetto al 2024, che si accompagna a una **profonda ricomposizione dei portafogli**, segnata da una graduale riduzione della liquidità improduttiva e da un rafforzamento degli investimenti finanziari più dinamici: più titoli e meno depositi, anche se i **conti correnti** restano la singola voce più consistente del risparmio, crescendo da **1.112,4 miliardi nel 2024 a 1.140,9 miliardi nel 2025**, con un aumento **di 28,5 miliardi (+2,6%)**. Tuttavia, la loro incidenza sul totale scende leggermente dal **18,9% al 18,6%**, segnalando che la liquidità continua ad aumentare in valore assoluto, ma perde centralità nella composizione complessiva della ricchezza.

 

È quanto emerge da un report del Centro studi di Unimpresa, secondo il quale in calo risultano invece i **depositi**, che diminuiscono da **444,4 a 432,5 miliardi**, con una riduzione **di 11,9 miliardi (–2,7%)** e una contrazione del peso dal **7,6% al 7,0%**. L’andamento conferma il progressivo disimpegno delle famiglie dagli strumenti a più bassa remunerazione.

 

Sul fronte dei titoli emerge una netta differenziazione: i **titoli a breve termine** scendono da **36,0 a 32,3 miliardi**, perdendo **3,7 miliardi (–10,3%)**, mentre i **titoli a medio e lungo termine** aumentano da **454,7 a 472,5 miliardi**, con una crescita **di 17,8 miliardi (+3,9%)** e una quota stabile al **7,7%**. La scelta sembra orientata verso strumenti con orizzonti temporali più lunghi e maggiore stabilità. Il dato più significativo riguarda la componente più esposta ai mercati finanziari.

 

Le **azioni e altre partecipazioni** crescono in modo marcato da **1.745,9 a 1.875,5 miliardi**, con un incremento **di 129,6 miliardi (+7,4%)**, portando il loro peso dal **29,7% al 30,5%** del totale. Anche le **quote di fondi comuni** registrano un forte aumento, passando da **794,2 a 857,7 miliardi**, pari a **+63,5 miliardi (+8,0%)**, con un’incidenza che sale dal **13,5% al 14,0%**.

 

Nel complesso, azioni e fondi rappresentano la parte più dinamica della crescita del risparmio nel 2025. Prosegue inoltre l’espansione delle **riserve assicurative**, che aumentano da **1.090,3 a 1.137,9 miliardi**, con un incremento **di 47,7 miliardi (+4,4%)**, mantenendo invariata la quota al **18,5%** e confermando il ruolo strutturale della previdenza e degli strumenti di protezione. In aumento anche i **derivati e stock option**, che passano da **9,9 a 11,2 miliardi**, con una crescita **di 1,2 miliardi (+12,4%)**, pur restando una componente marginale del portafoglio. I dati si riferiscono al primo semestre del 2024 e al primo semestre del 2025.

 

## **LONGOBARDI: «SOLIDITÀ PROFONDA RICCHEZZA FAMIGLIE, RESISTE A INCERTEZZE E TENSIONI CICLICHE»**

 

> «I numeri sui risparmi delle famiglie italiane raccontano una verità che troppo spesso viene sottovalutata: **l’economia del nostro Paese è più forte, resiliente e sorprendente di quanto non emerga dal dibattito quotidiano**. Un aumento di oltre 266 miliardi della ricchezza finanziaria in un solo anno non è un fatto episodico, ma il segno di una solidità profonda, costruita nel tempo, che resiste alle incertezze internazionali e alle tensioni cicliche. Questa grande massa di risparmio rappresenta però anche una **responsabilità collettiva**. Una quota crescente di capitali si sta orientando verso strumenti finanziari più dinamici: è un segnale positivo, che va accompagnato da politiche capaci di **canalizzare una parte di queste risorse verso la crescita delle imprese**, in particolare delle piccole e medie, che sono il motore dell’occupazione. Investire nelle imprese significa creare lavoro stabile, innovazione, competitività e, in ultima analisi, rafforzare il tessuto sociale del Paese. Questo risultato è favorito anche da un **quadro di stabilità politica** che negli ultimi anni ha contribuito a rafforzare la fiducia di famiglie e operatori economici. La continuità dell’azione di governo e una gestione responsabile dei conti pubblici hanno creato le condizioni per cui il risparmio non si è ritratto, ma ha continuato a crescere. È su questa base di fiducia che occorre ora costruire la prossima fase: meno incertezza, più investimenti produttivi, più crescita reale» afferma **Paolo Longobardi**, presidente di **Unimpresa**

 

Secondo il Centro studi di Unimpresa, che ha elaborato dati della Banca d’Italia aggiornati al primo semestre dello scorso anno, nel passaggio dal 2024 al 2025 la **ricchezza finanziaria complessiva delle famiglie italiane** cresce da **5.881,6 miliardi a 6.148,2 miliardi di euro**, con un aumento **pari a 266,6 miliardi**, corrispondente a una crescita **del 4,5%**. È un incremento diffuso, che è legato a una ricomposizione graduale dei portafogli, più che un semplice accumulo di liquidità.

 

I **conti correnti** restano una componente centrale del risparmio. Nel 2024 ammontano a **1.112,4 miliardi di euro**, mentre nel 2025 salgono a **1.140,9 miliardi**, con un aumento **di 28,5 miliardi**, pari a **+2,6%**. In termini di incidenza sul totale, la quota scende leggermente dal **18,9% al 18,6%**, segnalando una crescita in valore assoluto accompagnata da una progressiva diversificazione verso altri strumenti.

 

Di segno opposto è l’andamento dei **depositi**, che passano da**444,4 miliardi nel 2024** a **432,5 miliardi nel 2025**, con una riduzione **di 11,9 miliardi**, pari a **-2,7%**. Anche il peso percentuale cala dal **7,6% al 7,0%**, confermando il graduale disimpegno delle famiglie dagli strumenti meno remunerativi.

 

I **titoli a breve termine** mostrano una contrazione marcata: da **36,0 miliardi nel 2024** a **32,3 miliardi nel 2025**, con una diminuzione **di 3,7 miliardi**, pari a **-10,3%**. Il loro peso resta marginale, scendendo dallo **0,6% allo 0,5%**del totale, a indicare una ridotta propensione per strumenti finanziari di breve durata.

 

Diverso il quadro dei **titoli a medio e lungo termine**, che crescono da **454,7 miliardi nel 2024** a **472,5 miliardi nel 2025**, con un incremento **di 17,8 miliardi**, pari a **+3,9%**. La loro incidenza rimane stabile al **7,7%**, segno di una crescita coerente con l’aumento complessivo della ricchezza finanziaria.

 

Le **azioni e altre partecipazioni** rappresentano la componente più rilevante e dinamica del risparmio. Nel 2024 valgono **1.745,9 miliardi di euro**, mentre nel 2025 raggiungono **1.875,5 miliardi**, con un aumento **di 129,6 miliardi**, pari a **+7,4%**. Il loro peso sul totale sale dal **29,7% al 30,5%**, evidenziando una maggiore esposizione delle famiglie ai mercati finanziari.

 

Anche le **quote di fondi comuni** registrano una crescita significativa, passando da **794,2 miliardi nel 2024** a **857,7 miliardi nel 2025**. L’incremento è **di 63,5 miliardi**, pari a **+8,0%**, con un aumento dell’incidenza dal **13,5% al 14,0%**. È uno dei segnali più chiari di una riallocazione del risparmio verso strumenti gestiti e diversificati.

 

Le **riserve assicurative** aumentano da **1.090,3 miliardi nel 2024** a **1.137,9 miliardi nel 2025**, con una crescita **di 47,7 miliardi**, pari a **+4,4%**. La quota sul totale resta stabile al **18,5%**, confermando il ruolo strutturale degli strumenti previdenziali e assicurativi nel portafoglio delle famiglie.

 

Più contenuto ma rilevante in termini relativi è l’aumento dei **derivati e stock option**, che salgono da **9,9 miliardi nel 2024** a **11,2 miliardi nel 2025**, con un incremento **di 1,2 miliardi**, pari a **+12,4%**, pur mantenendo un’incidenza marginale intorno allo **0,2%**.

 

Gli **altri conti** registrano invece una flessione, passando da **185,6 miliardi nel 2024** a **179,4 miliardi nel 2025**, con una riduzione **di 6,2 miliardi**, pari a **-3,3%**, e una diminuzione del peso dal **3,2% al 2,9%**.

 

Nel complesso, l’evoluzione tra 2024 e 2025 restituisce l’immagine di famiglie italiane che vedono **crescere in modo significativo la propria ricchezza finanziaria**, passata da **5.881,6 a 6.148,2 miliardi di euro**, con un incremento **di 266,6 miliardi pari a +4,5%**, e che accompagnano questa crescita con una **progressiva ricomposizione dei portafogli**.

 

La liquidità resta ampia ma non più dominante: i **conti correnti**, pur aumentando in valore assoluto da **1.112,4 a 1.140,9 miliardi** (**+28,5 miliardi, +2,6%**), riducono lievemente il proprio peso percentuale, mentre i **depositi** si contraggono da **444,4 a 432,5 miliardi** (**–11,9 miliardi, –2,7%**), segnalando una minore convenienza percepita degli strumenti a rendimento nullo o molto contenuto.

 

Parallelamente, si osserva una netta selezione all’interno degli strumenti obbligazionari: i **titoli a breve termine** scendono da **36,0 a 32,3 miliardi** (**–3,7 miliardi, –10,3%**), mentre i **titoli a medio e lungo termine** crescono da **454,7 a 472,5 miliardi** (**+17,8 miliardi, +3,9%**), indicando una maggiore propensione a impegnare il risparmio su orizzonti temporali più lunghi e coerenti con aspettative di stabilizzazione finanziaria.

 

Il tratto più marcato della dinamica 2025 è però il rafforzamento della componente più esposta ai mercati: le **azioni e altre partecipazioni** aumentano da **1.745,9 a 1.875,5 miliardi** (**+129,6 miliardi, +7,4%**), arrivando a rappresentare oltre il **30% della ricchezza finanziaria**, mentre le **quote di fondi comuni** crescono da **794,2 a 857,7 miliardi** (**+63,5 miliardi, +8,0%**), ampliando il loro peso dal 13,5% al 14,0%. Si tratta di un segnale chiaro di maggiore apertura verso strumenti diversificati e gestiti, che consente di cogliere opportunità di rendimento pur diluendo il rischio.

 

In questo quadro di maggiore dinamismo non viene meno la componente di protezione: le **riserve assicurative** salgono da **1.090,3 a 1.137,9 miliardi** (**+47,7 miliardi, +4,4%**), mantenendo invariata l’incidenza al 18,5% e confermando il ruolo strutturale della previdenza e dell’assicurazione nella pianificazione finanziaria delle famiglie. Nel loro insieme, questi movimenti descrivono un risparmio che non si limita ad accumularsi, ma che **si orienta in modo più consapevole**, riducendo la quota improduttiva e rafforzando quella investita, in un equilibrio tra prudenza e ricerca di rendimento.

 

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Fonte: [Unimpresa: ricchezza finanziaria famiglie +266 miliardi in 2025 a 6.150 miliardi (+4,5%)](https://giornaledellepmi.it/unimpresa-ricchezza-finanziaria-famiglie-266-miliardi-in-2025-a-6-150-miliardi-45/), Il Giornale delle PMI.
