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title: "Unimpresa: più servizi pubblici online della pubblica amministrazione, ma resta il divario tra Nord e Sud"
url: https://giornaledellepmi.it/unimpresa-piu-servizi-pubblici-online-della-pubblica-amministrazione-ma-resta-il-divario-tra-nord-e-sud/
author: "Redazione"
published: 2025-03-20T07:00:07+01:00
modified: 2025-03-19T19:43:19+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# Unimpresa: più servizi pubblici online della pubblica amministrazione, ma resta il divario tra Nord e Sud

*Redazione · 20 Marzo 2025 · Il Giornale delle PMI*

Negli ultimi tre anni, le amministrazioni locali italiane hanno fatto passi da gigante nel processo di digitalizzazione, ma il divario tra Nord e Sud del Paese resta ancora marcato: il **73% degli enti pubblici** (regioni, province, comuni e Asl) è ormai in grado di erogare almeno un servizio in modalità completamente digitale, contro il **47%** rilevato nel 2019. Tuttavia, la velocità di questa trasformazione è stata disomogenea sul territorio nazionale e le competenze digitali del personale pubblico restano ancora limitate.

 

Una delle principali leve che ha accelerato il processo di digitalizzazione è stata l’immissione di risorse attraverso il **Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr)**. Nel triennio **2020-2022**, la spesa per investimenti informatici è aumentata di circa il **65-80%** rispetto al biennio precedente, con il Pnrr che ha rappresentato la seconda fonte di finanziamento dopo le risorse interne degli enti pubblici.

 

È quanto rileva un’analisi del **Centro studi di Unimpresa**, secondo la quale **il 100% delle Regioni** ha partecipato almeno a un bando Pnrr per l’innovazione digitale, il **74% della provincia** e **53% dei comuni** con più di 20.000 abitanti hanno utilizzato fondi Pnrr per investimenti informatici; il ricorso ai fondi europei è stato invece inferiore tra le comunità di piccole dimensioni, soprattutto nel Mezzogiorno.

 

Secondo il **Centro studi di Unimpresa**, il miglioramento è stato particolarmente evidente nei servizi rivolti alle imprese: nel **87,5% dei Comuni** è ormai possibile gestire le pratiche relative al **Suap (Sportello unico per le attività produttive)** completamente o parzialmente online. Anche l’accesso ai bandi di finanziamento per le imprese è stato digitalizzato nel **70%** delle regioni e in quasi **il 50%** delle province.

 

«*La digitalizzazione della Pubblica Amministrazione è una sfida ancora aperta. Il Pnrr ha rappresentato una spinta decisiva per l’accelerazione di questo processo, ma le difficoltà restano evidenti soprattutto nei piccoli enti e nelle regioni meridionali. Mentre i servizi alle imprese sono ormai per lo più digitalizzati, i cittadini continuano a scontrarsi con sistemi poco accessibili e con la necessità di recarsi fisicamente presso gli uffici per molte pratiche essenziali. La sfida dei prossimi anni sarà colmare questo divario, investendo in infrastrutture, competenze e semplificazione*» commenta il **presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara**.

 

Secondo il **Centro studi di Unimpresa**, che ha rielaborato informazioni raccolte dalla Banca d’Italia, negli ultimi tre anni, la quota di enti pubblici che offre servizi alle imprese in modalità completamente digitale è passata dal **47% al 73%** (+55%), spinta dagli investimenti del Pnrr. Il **90% degli enti** utilizza sistemi di cloud computing, mentre i servizi Suap sono accessibili online in **87,5% dei Comuni**.

 

La spesa per investimenti informatici nel triennio 2020-2022 è aumentata del **65-80%** rispetto al biennio precedente, con il Pnrr che ha rappresentato la seconda fonte di finanziamento dopo le risorse interne. Se il quadro per le imprese è in netto miglioramento, lo stesso non si può dire per i servizi rivolti direttamente ai cittadini.

 

La digitalizzazione dei servizi anagrafici e sociali procede infatti a un ritmo più lento: solo il **28% dei Comuni** consente di gestire online pratiche di carattere demografico (cambio di residenza, richiesta certificati, ecc.); per i servizi sanitari, il **ritiro referti online** è disponibile nell’ **82,6%** delle Asl, ma la possibilità di prenotare visite o effettuare richieste di assistenza integrativa è ancora limitata; solo il **15%** degli enti sanitari ha digitalizzato completamente il percorso di prenotazione e ritiro dei risultati di esami e visite.

 

Le difficoltà nell’erogazione di servizi digitali ai cittadini sono lo stato attribuisce a tre fattori principali.

 

**Bassa domanda da parte della popolazione**: in molte aree, soprattutto nei piccoli centri, i cittadini continuano a preferire l’interazione diretta agli sportelli rispetto all’utilizzo dei servizi online.

 

**Carenza di competenze digitali**: solo il **19%** dei dipendenti pubblici possiede competenze digitali avanzate e meno del **10%** ha una laurea in discipline Stem (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica).

 

**Scarse risorse organizzative**: in molti enti, soprattutto quelli di piccole dimensioni, mancano le figure tecniche in grado di implementare e gestire infrastrutture digitali complesse. Se la media nazionale mostra un miglioramento costante, il ritardo del Mezzogiorno rispetto alle altre aree del Paese resta evidente.

 

Nel **Nord Est** e nel **Nord Ovest**, la quota di servizi digitali offerti è superiore al **60%**. Nelle **Regioni del Centro**, la quota si ferma intorno al **55%**.

 

Nel **Mezzogiorno**, invece, solo il **40%** dei servizi è disponibile in modalità digitale, e la velocità di adozione di nuove tecnologie è rallentata da connessioni internet più lente e da minori investimenti in infrastrutture. Il diverso è evidente anche nella qualità delle infrastrutture:

 

Solo il **26%** degli enti pubblici italiani è connesso tramite **fibra ottica (FTTH)**, con valori più alti nel Nord Est e significativamente più bassi nel Sud e nelle isole. La velocità media di connessione è di **85 Mbps** al Nord e scende sotto i **60 Mbps** nelle regioni meridionali.

 

**Cloud computing e sicurezza si fanno spazio.** Un aspetto positivo, infatti, è l’adozione di tecnologie cloud, che consentono di migliorare la sicurezza e la flessibilità operativa delle amministrazioni locali: **io** l **90% degli enti** utilizza sistemi di cloud computing. La soluzione più diffusa è il **Software as a Service (SaaS)**, impiegato da quasi tutte le Regioni e dal **70-90% degli enti sanitari** . Solo il **26% degli enti** ha adottato i sistemi cloud più avanzati come il **Piattaforma come servizio (PaaS)**.

 

**La sfida riguarda le competenze digitali.** Uno dei principali ostacoli alla piena digitalizzazione resta la formazione del personale pubblico.Solo io **37%** degli enti ha attivato programmi di formazione in materia di competenze digitali nel 2022.La formazione ha coinvolto meno del **25% dei dipendenti**, con una media di sole **4 ore di formazione** all’anno per addetto. Il problema è particolarmente sentito nel Mezzogiorno, dove solo il **15% dei dipendenti** ha ricevuto formazione in campo digitale. **Qualcosa manca per colmare il diverso.** Dall’indagine emerge che i fattori che potrebbero accelerare il processo di digitalizzazione sono.

 

**Maggiore formazione del personale**: funzioni competenze specializzate implementate per e gestire i nuovi sistemi digitali. **Infrastrutture più performanti** – La diffusione della fibra ottica e di connessioni ultraveloci è ancora limitata.

 

**Semplificazione dell’accesso ai fondi**: molti enti, soprattutto quelli piccoli, faticano a navigare le procedure burocratiche per accedere ai finanziamenti Pnrr.

 

**Coinvolgimento dei cittadini**: per incentivare l’uso dei servizi online, è necessario promuovere campagne di comunicazione e formazione rivolte alla popolazione.

 

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Fonte: [Unimpresa: più servizi pubblici online della pubblica amministrazione, ma resta il divario tra Nord e Sud](https://giornaledellepmi.it/unimpresa-piu-servizi-pubblici-online-della-pubblica-amministrazione-ma-resta-il-divario-tra-nord-e-sud/), Il Giornale delle PMI.
