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title: "Unimpresa: Mercosur, export Italia sale a 10,4 miliardi (+40%)"
url: https://giornaledellepmi.it/unimpresa-mercosur-export-italia-sale-a-104-miliardi-40/
author: "Redazione"
published: 2026-01-13T06:50:09+01:00
modified: 2026-01-12T19:34:23+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["INTERNAZIONALIZZAZIONE"]
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# Unimpresa: Mercosur, export Italia sale a 10,4 miliardi (+40%)

*Redazione · 13 Gennaio 2026 · Il Giornale delle PMI*

L’accordo commerciale tra **Unione europea** e **Mercosur** potrebbe generare un forte impulso all’export delle piccole e medie imprese italiane, progressivamente, nel triennio 2026–2028. Le esportazioni italiane verso i Paesi del Mercosur – Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay – potrebbero crescere in media del 40%, passando dagli attuali 7,4 miliardi di euro a oltre 10,4 miliardi, con un incremento complessivo vicino ai 3 miliardi di euro.

 

La crescita sarebbe trainata soprattutto dai settori manifatturieri a maggiore valore aggiunto, a partire dai macchinari e dalle apparecchiature elettriche, che oggi valgono 3,1 miliardi di export e potrebbero superare quota 4,3 miliardi a fine triennio grazie all’eliminazione di dazi che arrivano fino al 35% e alla maggiore apertura degli appalti pubblici.

 

Benefici rilevanti sono attesi anche per la chimica e la farmaceutica, con un aumento stimato di circa 460 milioni di euro, per la componentistica e i veicoli, che potrebbero crescere di 260 milioni, e per il tessile, abbigliamento e calzature, comparto fortemente penalizzato oggi dalle barriere tariffarie e destinato a rafforzarsi nei segmenti di qualità.

 

È quanto emerge da un report del Centro studi di Unimpresa, secondo cui l’agroalimentare e le bevande, sostenuti dalla riduzione dei dazi e dal riconoscimento delle indicazioni geografiche, potrebbero registrare un incremento di oltre 160 milioni di euro, mentre gomma, plastica, arredo e design e gli strumenti medici e di precisione beneficerebbero soprattutto della riduzione delle barriere tecniche e della semplificazione normativa.

 

> «L’intesa Ue–Mercosur si configura come uno degli accordi commerciali più rilevanti per il sistema produttivo italiano, con un impatto potenzialmente decisivo sulla competitività internazionale delle pmi e sulla capacità di presidiare in modo stabile i mercati sudamericani. Siamo di fronte a un’opportunità concreta: un potenziale aumento dell’export del 40% nel prossimo triennio significa più produzione, più lavoro e una maggiore presenza del Made in Italy in un’area economica dinamica e in forte evoluzione. Per le pmi italiane la riduzione dei dazi, la semplificazione delle regole e l’accesso agli appalti pubblici nei paesi del Mercosur possono trasformarsi in un vero moltiplicatore di crescita, soprattutto per i settori manifatturieri ad alto valore aggiunto, come la meccanica, la chimica, la moda e l’agroalimentare di qualità. È una sfida che richiede accompagnamento istituzionale, strumenti di sostegno all’export e una forte azione di diplomazia economica, ma che può rafforzare in modo strutturale la competitività del nostro sistema produttivo», commenta il presidente di Unimpresa, **Paolo Longobardi.**

 

Secondo il Centro studi di Unimpresa, nel triennio 2026–2028 l’accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur potrebbe determinare un salto dimensionale dell’export italiano verso l’America Latina, con un aumento complessivo stimato intorno al 40%, pari a circa 3 miliardi di euro aggiuntivi, portando le esportazioni dai 7,4 miliardi attuali a oltre 10,4 miliardi di euro a fine periodo. Si tratterebbe di una crescita strutturale, non episodica, in grado di rafforzare in modo duraturo il ruolo delle piccole e medie imprese manifatturiere italiane sui mercati sudamericani, grazie alla riduzione dei dazi, alla semplificazione delle procedure doganali, alla riduzione delle barriere tecniche e all’apertura degli appalti pubblici anche a livello sub-federale.

 

Il Mercosur, acronimo di Mercado Común del Sur, è il principale blocco economico del Sud America e comprende Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay; rappresenta un mercato di oltre 260 milioni di consumatori, con una forte domanda di beni industriali, infrastrutture, tecnologie e prodotti di qualità, ambiti in cui il sistema produttivo italiano presenta vantaggi competitivi consolidati.

 

L’accordo con l’Unione europea, dopo oltre vent’anni di negoziati, mira a integrare progressivamente le due aree attraverso la liberalizzazione della maggior parte delle linee tariffarie, la convergenza regolatoria e la tutela della proprietà intellettuale, creando nuove opportunità di accesso ai mercati per le imprese europee e italiane in particolare.

 

Oggi l’export italiano verso il Mercosur è fortemente concentrato sui **beni manifatturieri** a medio-alto valore aggiunto e vede nei macchinari e nelle apparecchiature elettriche il comparto di gran lunga più rilevante, con un valore pari a 3,1 miliardi di euro, circa il 43% del totale; è proprio questo settore a beneficiare maggiormente dell’accordo, poiché i dazi applicati dai Paesi Mercosur raggiungono in alcuni casi il 35% e incidono pesantemente sulla competitività di prezzo, e la loro progressiva eliminazione potrebbe determinare nel triennio un aumento delle esportazioni di circa 1,24 miliardi di euro, portando il valore complessivo a 4,34 miliardi, sostenuto dalla domanda di macchinari per l’agroindustria, l’automazione, il packaging, l’energia e la logistica.

 

Il secondo grande comparto per valore è quello **chimico e farmaceutico**, che oggi esporta verso il Mercosur 1,16 miliardi di euro e che, grazie alla riduzione dei dazi fino al 18% e soprattutto al miglioramento della certezza regolatoria e del riconoscimento delle certificazioni, potrebbe crescere di circa 460 milioni di euro nel triennio, raggiungendo 1,62 miliardi, con un’espansione trainata dalle forniture industriali ricorrenti e dalla chimica applicata all’agricoltura, all’edilizia e alla manifattura. I

 

l settore dei **veicoli** e della componentistica, che attualmente vale circa 640 milioni di euro di export, presenta un potenziale di crescita più graduale ma significativo e potrebbe beneficiare dell’accordo con un incremento stimato di 260 milioni di euro, arrivando a 900 milioni a fine periodo, soprattutto grazie alla componentistica ad alto contenuto tecnologico e ai mezzi specializzati destinati ai mercati locali.

 

Un contributo rilevante alla crescita complessiva è atteso anche dal comparto **tessile**, abbigliamento e calzature, che oggi esporta 550 milioni di euro ed è tra i più penalizzati dalle barriere tariffarie, con aliquote che possono raggiungere il 35%; in questo caso l’abbattimento dei dazi e il rafforzamento della tutela dei marchi e della proprietà intellettuale potrebbero favorire un aumento di circa 220 milioni di euro nel triennio, portando l’export a 770 milioni e rafforzando la presenza delle pmi italiane nei segmenti di qualità e premium.

 

**L’agroalimentare e le bevande** rappresentano oggi un export di 410 milioni di euro e, pur in un contesto politicamente sensibile, offrono margini di crescita interessanti per i prodotti trasformati ad alto valore aggiunto, che potrebbero beneficiare della riduzione dei dazi e del riconoscimento delle indicazioni geografiche, con un incremento stimato di 165 milioni di euro e un valore complessivo di 575 milioni a fine triennio.

 

Il comparto **gomma, plastica, arredo e design**, tipicamente composto da pmi e oggi pari a 610 milioni di euro di export, potrebbe crescere di circa 245 milioni di euro, raggiungendo 855 milioni, grazie alla domanda di semilavorati industriali, componenti per edilizia e manifattura e soluzioni di arredo per i mercati residenziali e commerciali.

 

Anche il settore degli **strumenti medici, ottici e di precisione**, che oggi esporta circa 350 milioni di euro, potrebbe beneficiare in modo significativo dell’accordo soprattutto attraverso la riduzione delle barriere tecniche e l’accesso agli appalti pubblici, con un aumento stimato di 140 milioni di euro e un export complessivo di 490 milioni a fine periodo. Infine, **gli altri comparti manifatturieri,** che oggi valgono circa 580 milioni di euro, potrebbero registrare un incremento di 230 milioni di euro, portando il totale a 810 milioni.

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Fonte: [Unimpresa: Mercosur, export Italia sale a 10,4 miliardi (+40%)](https://giornaledellepmi.it/unimpresa-mercosur-export-italia-sale-a-104-miliardi-40/), Il Giornale delle PMI.
