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title: "Unimpresa: meno liquidità e più capitale nel 2025, le attività finanziarie delle imprese su di 70 miliardi"
url: https://giornaledellepmi.it/unimpresa-meno-liquidita-e-piu-capitale-nel-2025-le-attivita-finanziarie-delle-imprese-su-di-70-miliardi/
author: "Redazione"
published: 2026-01-09T06:50:32+01:00
modified: 2026-01-08T20:56:44+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# Unimpresa: meno liquidità e più capitale nel 2025, le attività finanziarie delle imprese su di 70 miliardi

*Redazione · 9 Gennaio 2026 · Il Giornale delle PMI*

Dal 2024 al 2025 la struttura finanziaria delle imprese italiane mostra un **rafforzamento complessivo**, con una crescita delle attività di **69,6 miliardi di euro (+2,7%)**, da **2.587,2 a 2.656,8 miliardi**, accompagnata da un aumento più sostenuto delle passività, pari a **178,8 miliardi (+3,6%)**, fino a **5.173,9 miliardi**.

 

È quanto emerge dall’analisi sulla struttura finanziaria delle imprese italiane, realizzata dal Centro studi di Unimpresa, che evidenzia un netto **riposizionamento qualitativo** delle scelte finanziarie. Sul lato delle **attività**, cala in modo significativo la liquidità: **cash e conti correnti** scendono di **15,1 miliardi (–3,2%)**, da **477,6 a 462,5 miliardi**, mentre gli **altri depositi** diminuiscono di **8,2 miliardi (–11,7%)**, attestandosi a **62,1 miliardi**.

 

Complessivamente, oltre **23 miliardi** vengono sottratti alle giacenze a bassa redditività. In parallelo, crescono in modo marcato gli investimenti finanziari. Le **obbligazioni e i titoli di Stato**detenuti dalle imprese aumentano di **20,7 miliardi (+21,1%)**, passando da **97,9 a 118,6 miliardi**.

 

Forte anche l’incremento delle componenti legate al capitale di rischio: le **azioni** salgono di **63,5 miliardi (+6,8%)**, da **935,6 a 999,1 miliardi**, mentre i **fondi comuni** registrano la crescita percentuale più elevata, con **+10,6 miliardi (+23,4%)**, fino a **55,7 miliardi**. In calo netto i **derivati**, che si riducono di **6,5 miliardi (–41%)**, scendendo a **9,3 miliardi**.

 

Il **credito sul lato attivo** resta sostanzialmente stabile: i **prestiti a breve termine** crescono di **917 milioni (+2,3%)** a **41 miliardi**, mentre quelli **a medio-lungo termine** aumentano di **1,5 miliardi (+1,8%)** a **84,6 miliardi**. Stabili anche le poste operative: **crediti commerciali e altre voci** crescono di appena **800 milioni (+0,1%)**, attestandosi a **802,1 miliardi**.

 

Sul fronte delle **passività**, il dato più rilevante è il forte aumento del **capitale proprio**. Le **azioni al passivo** crescono di **150,1 miliardi (+5,3%)**, da **2.809,2 a 2.959,3 miliardi**, rappresentando oltre l’80% dell’incremento complessivo delle passività.

 

Più articolata la dinamica del debito: i **prestiti a breve termine** aumentano di **13,6 miliardi (+5,5%)** a **260,7 miliardi**, mentre quelli **a medio-lungo termine** diminuiscono di **18,8 miliardi (–2,2%)**, scendendo a **838 miliardi**, con una riduzione del debito strutturale. Cresce inoltre il ricorso al mercato obbligazionario: **obbligazioni e titoli di Stato** al passivo aumentano di **22,2 miliardi (+11,6%)**, fino a **213,8 miliardi**. Più contenuto l’incremento delle **passività assicurative**, pari a **332 milioni (+0,4%)**, mentre i **crediti commerciali e altre passività** salgono di **11 miliardi (+1,5%)**, a **726,7 miliardi**. I dati si riferiscono al primo semestre del 2024 e al primo semestre del 2025.

 

> «Nel complesso, i dati sulla struttura finanziaria delle imprese italiane nel 2025 restituiscono un quadro incoraggiante e maturo del nostro sistema produttivo. La riduzione della liquidità, il rafforzamento del capitale proprio, la diminuzione del debito di lungo periodo e un utilizzo più consapevole e strutturato dei mercati finanziari indicano imprese che tornano a fare scelte orientate alla crescita, non più dettate solo dalla difesa e dall’incertezza. È il segnale di una fiducia che si ricostruisce gradualmente, dopo anni complessi, e di una progressiva normalizzazione delle strategie finanziarie, in cui il capitale di rischio torna ad avere un ruolo centrale accanto al credito. Al tempo stesso, la stabilità delle poste operative dimostra che questo riequilibrio avviene senza strappi, mantenendo sotto controllo i rapporti industriali e commerciali. Questo percorso va sostenuto e accompagnato: servono politiche economiche che favoriscano la patrimonializzazione delle imprese, incentivino l’investimento produttivo e rafforzino il legame tra risparmio privato e crescita dell’economia reale. Solo così la maggiore solidità finanziaria che oggi emerge dai dati potrà tradursi in più investimenti, più occupazione e uno sviluppo duraturo per il Paese» commenta il **vicepresidente di Unimpresa, Giuseppe Spadafora**.

 

Secondo il Centro studi di Unimpresa, che ha elaborato dati della Banca d’Italia relative al primo semestre del 2024 e al primo semestre del 2025, l’evoluzione della struttura finanziaria delle imprese italiane tra il 2024 e il 2025 restituisce l’immagine di un sistema produttivo che, pur in un contesto macroeconomico ancora complesso, mostra segnali chiari di **rafforzamento qualitativo delle scelte finanziarie**. Le attività complessive crescono di **69,6 miliardi di euro**, passando da **2.587,2 a 2.656,8 miliardi**, con un incremento pari al **2,7%**. Una dinamica moderata, ma significativa, che assume particolare rilievo se letta alla luce della composizione delle poste.

 

Sul lato delle attività, il dato più evidente riguarda la **riduzione della liquidità**. Cash e conti correnti scendono da **477,6 a 462,5 miliardi**, con una contrazione di **15,1 miliardi (–3,2%)**, mentre gli altri depositi calano ancora più marcatamente, da **70,3 a 62,1 miliardi**, pari a **–8,2 miliardi (–11,7%)**. Complessivamente, oltre **23 miliardi di euro** vengono sottratti a forme di impiego a bassa redditività, segnalando un cambiamento nelle strategie di tesoreria delle imprese, meno difensive e più orientate all’allocazione produttiva delle risorse. Questa riallocazione emerge con forza nella crescita degli **strumenti finanziari**.

 

Le **obbligazioni e i titoli di Stato** detenuti dalle imprese aumentano di **20,7 miliardi**, passando da **97,9 a 118,6 miliardi**, con un balzo del **21,1%**. Si tratta di uno degli incrementi percentuali più rilevanti dell’intera struttura finanziaria e indica una maggiore propensione a impieghi finanziari con profilo di rendimento più elevato rispetto alla liquidità pura.

 

Parallelamente si riduce l’esposizione ai **derivati**, che scendono da **15,8 a 9,3 miliardi**, con un calo di **6,5 miliardi (–41%)**. Il dato suggerisce una minore necessità di copertura finanziaria o una riduzione delle operazioni più complesse, coerente con una fase di maggiore stabilità dei mercati e con una gestione più prudente del rischio.

 

Il **credito** sul lato attivo resta sostanzialmente stabile. I prestiti a breve termine crescono di **917 milioni** (+2,3%), attestandosi a **41 miliardi**, mentre quelli a medio e lungo termine aumentano di **1,5 miliardi (+1,8%)**, arrivando a **84,6 miliardi**. Si tratta di variazioni contenute, che indicano un utilizzo selettivo e non espansivo del debito come strumento di gestione finanziaria.

 

Molto più marcata è invece la crescita delle **componenti legate al capitale di rischio**. Le **azioni** detenute dalle imprese salgono di **63,5 miliardi**, da **935,6 a 999,1 miliardi**, con un incremento del **6,8%**. Ancora più accentuata, in termini percentuali, è la crescita dei **fondi comuni**, che aumentano di **10,6 miliardi**, passando da **45,1 a 55,7 miliardi**, pari a **+23,4%**.

 

Nel complesso, oltre **74 miliardi di euro** confluiscono verso strumenti finanziari più dinamici e orientati alla crescita, rafforzando il profilo patrimoniale delle imprese. Le **polizze assicurative**crescono in modo più graduale, da **20,4 a 21,8 miliardi** (**+6,9%**), confermando la funzione di copertura e protezione del rischio, mentre i **crediti commerciali e altre poste operative** restano sostanzialmente stabili, con un aumento marginale di **800 milioni (+0,1%)**, a **802,1 miliardi**, segno di un equilibrio nella gestione del ciclo industriale e dei rapporti tra imprese.

 

Sul fronte delle **passività**, l’aumento è più consistente: il totale sale da **4.995,1 a 5.173,9 miliardi**, con un incremento di **178,8 miliardi (+3,6%)**. Anche in questo caso, però, è la composizione a fornire le indicazioni più rilevanti.

 

Il dato dominante è la crescita del **capitale proprio**. Le **azioni al passivo** aumentano di **150,1 miliardi**, passando da **2.809,2 a 2.959,3 miliardi**, con una crescita del **5,3%**. Questo incremento da solo rappresenta oltre l’80% dell’aumento complessivo delle passività e indica un rafforzamento patrimoniale netto delle imprese, attraverso capitale proprio o rivalutazione delle partecipazioni. Il **debito** mostra una dinamica più articolata.

 

I **prestiti a breve termine** crescono di **13,6 miliardi (+5,5%)**, arrivando a **260,7 miliardi**, mentre i **prestiti a medio e lungo termine** diminuiscono di **18,8 miliardi (–2,2%)**, scendendo a **838 miliardi**. Il risultato è una riduzione del debito strutturale di lungo periodo, compensata solo in parte da un maggiore ricorso al credito di breve durata.

 

Cresce invece il finanziamento tramite **obbligazioni e titoli di Stato**, che aumentano di **22,2 miliardi (+11,6%)**, fino a **213,8 miliardi**, confermando una tendenza alla diversificazione delle fonti di raccolta e a un utilizzo più attivo dei mercati dei capitali. Le **passività assicurative** crescono marginalmente (**+332 milioni, +0,4%**), mentre i **crediti commerciali e altre poste** aumentano di **11 miliardi (+1,5%)**, raggiungendo **726,7 miliardi**, in linea con l’andamento dell’attività economica.

 

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Fonte: [Unimpresa: meno liquidità e più capitale nel 2025, le attività finanziarie delle imprese su di 70 miliardi](https://giornaledellepmi.it/unimpresa-meno-liquidita-e-piu-capitale-nel-2025-le-attivita-finanziarie-delle-imprese-su-di-70-miliardi/), Il Giornale delle PMI.
