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title: "Unimpresa: Manovra, 5 miliardi a lavoro e fisco, 3,5 sanità, 3 imprese, 2 investimenti, 1 famiglie e 1,5 riserve"
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author: "Redazione"
published: 2025-10-15T06:55:17+02:00
modified: 2025-10-14T18:30:31+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# Unimpresa: Manovra, 5 miliardi a lavoro e fisco, 3,5 sanità, 3 imprese, 2 investimenti, 1 famiglie e 1,5 riserve

*Redazione · 15 Ottobre 2025 · Il Giornale delle PMI*

**Manovra 2026 da 16 miliardi di euro: 5 miliardi per il lavoro e il fisco, 3,5 per la sanità, 3 per le imprese, 2 per gli investimenti pubblici, 1 per le famiglie e 1,5 per riserve tecniche.** È questa la distribuzione delle risorse alla base della prossima legge di bilancio, nel pieno rispetto del limite europeo di crescita della spesa netta fissato all’1,6% nel 2026, così come indicato nel *Documento programmatico di finanza pubblica 2025*.

 

È quanto emerge da un’analisi del **Centro studi di Unimpresa**, che ha passato il Dpfp ai raggi X. Secondo lo studio, il governo conferma **taglio del cuneo fiscale e riforma Irpef** per il lavoro, il **rafforzamento del Fondo sanitario nazionale** e la **riduzione delle liste d’attesa** nella sanità, oltre a nuovi fondi per la **Transizione 6.0**, la **Nuova Sabatini** e il **Fondo Pmi** a sostegno della competitività.

 

Due miliardi andranno a **infrastrutture e digitalizzazione**, un miliardo a **famiglie e natalità** con l’**assegno unico universale** e il **bonus nidi**, mentre **1,5 miliardi** saranno accantonati per **coperture e riserve di bilancio**. Il governo prevede di impiegare **5 miliardi di euro per lavoro e redditi**, confermando il taglio del cuneo contributivo per i redditi medio-bassi, la riforma **Irpef a tre aliquote** e i **rinnovi contrattuali nel pubblico impiego**. Alla **sanità e al welfare** saranno destinati **3,5 miliardi**, con l’aumento del Fondo sanitario nazionale, misure per la riduzione delle liste d’attesa, il potenziamento del personale sanitario e il completamento dei progetti di **telemedicina** e **medicina territoriale**.

 

Altri **3 miliardi** finanzieranno **imprese e competitività**, con incentivi per la **Transizione 6.0**, la **Nuova Sabatini**, il **Fondo di garanzia Pmi** e agevolazioni per investimenti in digitalizzazione e intelligenza artificiale. Saranno inoltre stanziati **2 miliardi** per **investimenti pubblici e cofinanziamento del Pnrr**, destinati a infrastrutture, energia e digitalizzazione della pubblica amministrazione. Un ulteriore **miliardo** sarà rivolto a **famiglie, natalità e istruzione**, con il rafforzamento dell’assegno unico universale, il rifinanziamento del bonus asili nido e l’estensione delle deduzioni per le spese scolastiche. Infine, **1,5 miliardi** saranno accantonati per **riserve e coperture tecniche**, da utilizzare in caso di imprevisti di spesa o adeguamenti europei.

 

Nel complesso, la manovra – pari a **0,7 punti di Pil** – sarà **totalmente autofinanziata**, senza scostamenti di bilancio né nuove imposte, e rispetterà il limite di crescita della spesa netta (+1,6% nel 2026). Il quadro di finanza pubblica resta invariato: **deficit al 2,8% del Pil**, **saldo primario in miglioramento di 0,4 punti**, **debito in calo al 133,5%**, e **spesa per interessi stabile al 4% del Pil (circa 93 miliardi di euro)**. Le **coperture** deriveranno da **revisione della spesa, razionalizzazione delle agevolazioni fiscali e maggiore efficienza della riscossione**.

 

> «Il governo ha fatto bene a mantenere l’impianto dei conti in equilibrio e a non introdurre nuove imposte, ma la prossima fase deve essere più coraggiosa. È arrivato il momento di liberare risorse aggiuntive, anche attraverso una revisione profonda della spesa improduttiva, per ridurre in modo stabile le tasse su famiglie, lavoratori e imprese. Il **taglio del cuneo** e la **riforma dell’Irpef a tre aliquote**rappresentano un primo passo, ma non bastano a riattivare consumi e investimenti interni. Una vera riforma fiscale deve avere un respiro pluriennale, con risorse certe e progressivamente crescenti, tali da spingere l’occupazione e aumentare il reddito disponibile delle famiglie. Se l’Italia vuole davvero tornare a crescere deve puntare con decisione su un abbassamento duraturo della pressione fiscale. Le regole europee sono importanti, ma non possono diventare una gabbia: la priorità politica e sociale deve restare quella di ridare fiato all’economia reale» **commenta il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.**

 

Secondo quanto si legge nel paper del Centro studi di Unimpresa, che ha analizzato *Documento programmatico di finanza pubblica 2025*, la **manovra di bilancio per il 2026** disporrà di **risorse complessive pari a circa 16 miliardi di euro**, corrispondenti a **0,7 punti percentuali di pil**, in linea con il limite di crescita della spesa netta fissato a **+1,6%** dal nuovo quadro di governance economica europea. L’intervento sarà **totalmente autofinanziato**, senza scostamenti di bilancio né aumenti di pressione fiscale. Il governo destinerà i fondi secondo sei aree di impiego principali: **lavoro e redditi, sanità e welfare, imprese e competitività, investimenti pubblici, famiglie e natalità, accantonamenti tecnici**.

 

La quota più consistente della manovra, pari a **5 miliardi**, sarà destinata al **sostegno del lavoro dipendente e dei redditi familiari**, con l’obiettivo di consolidare le misure già introdotte nel biennio 2024–2025. Il governo confermerà il **taglio del cuneo fiscale e contributivo**, che ha garantito finora un aumento medio mensile di circa 80–100 euro nelle buste paga dei lavoratori con redditi fino a 35 mila euro. L’intervento, che interessa oltre 14 milioni di lavoratori, rappresenta la misura socialmente più rilevante della manovra e una delle più costose in termini di copertura. Sarà inoltre prorogata e stabilizzata la **riforma Irpef a tre aliquote**, che riduce la pressione fiscale sui redditi medi e semplifica il sistema impositivo. Il documento prevede una revisione delle detrazioni per rendere l’impianto più lineare, garantendo neutralità di gettito. Infine, proseguiranno i **rinnovi contrattuali nel pubblico impiego**, con particolare attenzione al comparto sicurezza e alla scuola, per un ammontare stimato di circa 1 miliardo incluso nel pacchetto complessivo.

 

Una delle priorità più forti del governo riguarda il **rafforzamento del sistema sanitario nazionale**. Al comparto andranno **3,5 miliardi di euro**, destinati ad aumentare la dotazione del **Fondo sanitario nazionale**e a sostenere misure straordinarie per la **riduzione delle liste d’attesa** e il **potenziamento del personale sanitario**. La spesa sanitaria dovrà essere mantenuta su un livello medio del **6,8% del pil**, con un equilibrio tra risorse centrali e regionali. Circa 500 milioni saranno dedicati al programma nazionale per la riduzione dei tempi di attesa diagnostica e specialistica, in alcune regioni superiori ai limiti di legge. Una parte delle risorse andrà al rafforzamento della **medicina territoriale e digitale**, con l’estensione dei progetti di **telemedicina** e il completamento delle **case e ospedali di comunità** avviati con il Pnrr. Sul fronte sociale, il governo conferma la **copertura integrale dell’Assegno unico universale** e il rifinanziamento dei contributi per la natalità e l’assistenza domiciliare ai minori, con l’obiettivo di sostenere il reddito delle famiglie e contrastare il calo demografico.

 

La terza componente della manovra riguarda il **rafforzamento del tessuto produttivo**. Al settore andranno **3 miliardi di euro**, destinati a proseguire e potenziare gli strumenti di incentivo all’innovazione e alla transizione tecnologica. Cuore del pacchetto è la nuova **Transizione 6.0**, evoluzione del piano 5.0, che incentiverà gli investimenti in **digitalizzazione, intelligenza artificiale, robotica, cybersecurity ed efficientamento energetico**. Il credito d’imposta sarà modulato in funzione dell’impatto ambientale e della spesa in ricerca e sviluppo. Verranno inoltre rifinanziati la **Nuova Sabatini**, con dotazione aggiuntiva di circa 600 milioni, e il **Fondo di garanzia per le PMI**, che nel 2025 ha sostenuto oltre 150 mila imprese nell’accesso al credito. Una parte minore del fondo sarà riservata a incentivi per la **patrimonializzazione delle imprese**, attraverso una nuova versione dell’Ace o un meccanismo di deduzione sui reinvestimenti, coerente con le regole europee sugli aiuti di Stato.

 

Al sostegno degli **investimenti pubblici** e del **cofinanziamento dei progetti Pnrr** saranno destinati **2 miliardi di euro**. La spesa in conto capitale dovrà restare su livelli “storicamente elevati”, pari al **3,4% del pil**, garantendo la continuità dei programmi infrastrutturali nazionali ed europei. Le priorità riguardano **opere ferroviarie, digitalizzazione della pubblica amministrazione, efficientamento energetico degli edifici pubblici** e completamento degli interventi nel Mezzogiorno. Una parte dei fondi sarà utilizzata come **cofinanziamento nazionale** dei programmi Pnrr, per accelerare la rendicontazione delle spese e rispettare la tabella di marcia delle erogazioni europee.

 

Le politiche familiari e di sostegno alla natalità assorbiranno **circa 1 miliardo di euro**. Oltre al rifinanziamento dell’**Assegno unico universale**, che rappresenta ormai una misura strutturale, il governo prevede la proroga del **bonus asili nido** e nuovi fondi per l’ampliamento dell’offerta educativa nella fascia 0–6 anni. Sono inoltre in valutazione interventi di **deducibilità parziale delle spese scolastiche e universitarie**, in funzione del reddito familiare, con l’obiettivo di alleggerire il carico fiscale medio delle famiglie con figli in età scolare.

 

Una quota pari a **1,5 miliardi** sarà destinata a **fondi di riserva e coperture tecniche**. Si tratta di risorse allocate nel bilancio del Ministero dell’Economia per fronteggiare eventuali scostamenti di spesa o richieste europee legate al rispetto del vincolo di crescita della spesa netta. Tali accantonamenti costituiscono una “fascia di sicurezza” finanziaria e servono anche a coprire eventuali costi derivanti dai rinnovi contrattuali o da oneri non previsti nel corso dell’anno.

 

> «Nel complesso, la manovra 2026 sarà **neutrale sui saldi di bilancio**, ma espansiva nella qualità della spesa. Il **deficit resterà al 2,8% del PIL**, il **saldo primario migliorerà di 0,4 punti** e il **debito pubblico scenderà al 133,5% del PIL**. La **spesa per interessi** rimarrà stabile intorno al **4,0% del PIL**, pari a circa **93 miliardi di euro**, senza effetti di deterioramento sui conti. La filosofia di fondo è quella di una manovra **selettiva e responsabile**, che privilegia la redistribuzione delle risorse già esistenti e punta a rafforzare i tre pilastri della crescita economica: **lavoro, sanità e produttività**. Non sono previsti nuovi tributi, imposte straordinarie o prelievi di settore: le coperture deriveranno da **spending review, razionalizzazione delle agevolazioni fiscali e maggiore efficienza della riscossione**. Il risultato è una manovra **di continuità e consolidamento**, coerente con gli obiettivi del governo di mantenere la pressione fiscale stabile, sostenere il potere d’acquisto delle famiglie e preservare la credibilità finanziaria dell’Italia in vista della piena applicazione del nuovo Patto di stabilità europeo» spiegano gli **analisti del Centro studi di Unimpresa.**

 

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Fonte: [Unimpresa: Manovra, 5 miliardi a lavoro e fisco, 3,5 sanità, 3 imprese, 2 investimenti, 1 famiglie e 1,5 riserve](https://giornaledellepmi.it/unimpresa-manovra-5-miliardi-a-lavoro-e-fisco-35-sanita-3-imprese-2-investimenti-1-famiglie-e-15-riserve/), Il Giornale delle PMI.
