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title: "Unimpresa: lo scatto dell’economia italiana nel 2025"
url: https://giornaledellepmi.it/unimpresa-lo-scatto-delleconomia-italiana-nel-2025/
author: "Redazione"
published: 2025-12-22T07:10:39+01:00
modified: 2025-12-20T19:58:53+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# Unimpresa: lo scatto dell’economia italiana nel 2025

*Redazione · 22 Dicembre 2025 · Il Giornale delle PMI*

> Analisi del Centro studi dell’associazione. Lo scatto dell’economia italiana nel 2025: da gennaio a settembre gli incassi sono aumentati di 63 miliardi. Lombardia e Lazio trainano, sud sopra la media.

***Analisi del Centro studi dell’associazione. Lo scatto dell’economia italiana nel 2025: da gennaio a settembre gli incassi sono aumentati di 63 miliardi. Lombardia e Lazio trainano, Sud sopra la media. Cresce tutto il Paese, solo la Toscana in controtendenza. Il boom di energia e gas, in aumento del 15%. Costruzioni e agricoltura in forte recupero. La manifattura torna positiva, immobiliare in calo.***

 

Il **2025 sta segnando un netto cambio di passo per l’economia italiana**, anche grazie a un contesto di politica economica che, pur tra molte cautele, risulta meno restrittivo rispetto al biennio precedente.

 

Nei primi nove mesi dell’anno, il fatturato di imprese e professionisti registra un aumento complessivo di **63,5 miliardi di euro**, pari a una **crescita del 2,6%** rispetto allo stesso periodo del 2024.

 

Il totale degli incassi sale così da **2.402,7 miliardi a 2.466,2 miliardi di euro**, interrompendo la fase di rallentamento osservata lo scorso anno (-32 miliardi da gennaio a settembre 2024) e restituendo un quadro di **ripresa più diffusa e strutturata**, sostenuta dal progressivo rientro dell’inflazione, da un quadro monetario meno penalizzante e dal dispiegarsi degli effetti delle politiche di sostegno agli investimenti.

 

La crescita riguarda la **maggior parte dei comparti economici**, a conferma del fatto che gli strumenti di politica industriale, gli incentivi agli investimenti e la maggiore stabilità delle aspettative stanno producendo effetti concreti sul tessuto produttivo.

 

In valore assoluto, il contributo più significativo arriva dal settore dell’**energia**, con la fornitura di elettricità e gas che aumenta di **oltre 26 miliardi di euro**, segnando un progresso **superiore al 15%**. Una dinamica che è figlia sia del riequilibrio dei prezzi dopo le tensioni energetiche degli anni precedenti sia di un aumento dei volumi legato alla ripresa dell’attività economica e industriale, favorita da una politica economica basata su incentivi fiscali e sostegni alle imprese.

 

Sono i dati principali del termometro dell’economia realizzato dal Centro studi di Unimpresa sulla base della fatturazione elettronica nei primi nove mesi del 2025, tornano a crescere anche le **costruzioni**, che superano la soglia dei **200 miliardi di euro** con un incremento **prossimo al 6%**, beneficiando della tenuta degli investimenti infrastrutturali, delle misure di supporto al settore e di un graduale miglioramento delle condizioni di accesso al credito.

 

L’**agricoltura** registra un aumento **vicino al 7%**, attestandosi oltre i **63 miliardi**, sostenuta dalla valorizzazione delle filiere agroalimentari, dalle politiche di tutela del made in Italy e dalla buona performance dell’export.

 

Il **manifatturiero**, dopo le difficoltà del 2024 legate alla debolezza della domanda estera e al rallentamento dell’industria europea, rientra in territorio positivo con una crescita **seppur contenuta**, pari a **poco più dello 0,3%**. Un segnale che indica una fase di stabilizzazione, favorita dal graduale recupero della domanda interna e dalle politiche di sostegno alla competitività delle imprese.

 

Il **commercio**, primo comparto per volume di fatturato, cresce **di quasi l’1%**, raggiungendo **656 miliardi di euro**, sostenuto dalla maggiore tenuta dei consumi e da un parziale recupero del potere d’acquisto delle famiglie.

 

I **servizi** continuano a rappresentare un pilastro della crescita. Le **attività finanziarie e assicurative** crescono **di oltre il 6%**, anche per effetto dell’elevata operatività legata alla gestione del risparmio e del credito; la **sanità** aumenta **di quasi il 6%**, riflettendo l’incremento strutturale della spesa sanitaria; mentre il comparto turistico beneficia della normalizzazione dei flussi e della competitività dell’offerta italiana. Restano invece in flessione l’**immobiliare**, che registra una contrazione **superiore al 17%**, penalizzato dall’eredità di tassi ancora elevati e dal rallentamento delle compravendite, e pochi comparti residuali.

 

> *«I dati sulla fatturazione elettronica dei primi nove mesi del 2025 restituiscono un’immagine incoraggiante dell’economia italiana, frutto della capacità delle imprese e dei professionisti di operare con resilienza e delle misure introdotte dal governo guidato da Giorgia Meloni. Così, dopo un periodo complesso, il sistema produttivo dimostra di saper reagire, con una crescita diffusa che attraversa settori e territori. È un segnale di vitalità che va riconosciuto e consolidato. Colpisce in particolare la performance del Mezzogiorno, che mostra tassi di crescita superiori alla media nazionale. Campania, Sicilia, Sardegna, Calabria e Basilicata dimostrano che, quando le condizioni di contesto migliorano, il Sud è in grado di esprimere dinamismo economico, attrarre investimenti e rafforzare il proprio tessuto imprenditoriale. È una conferma del fatto che il riequilibrio territoriale non è solo una necessità sociale, ma una leva strategica per la crescita complessiva del Paese. Questa ripresa non va data per scontata. Il quadro resta fragile e richiede politiche coerenti e di medio periodo. Per questo chiediamo al governo di insistere con determinazione sul sostegno al made in Italy, rafforzando gli strumenti a favore delle piccole e medie imprese, che rappresentano l’ossatura dell’economia nazionale. Incentivi agli investimenti, accesso al credito, politiche industriali mirate e semplificazione amministrativa restano condizioni essenziali. I numeri dimostrano che quando le imprese vengono messe nelle condizioni di operare, rispondono. Ora serve continuità: trasformare questi segnali positivi in crescita strutturale, difendere le filiere produttive italiane e accompagnare le Pmi sui mercati interni ed esteri. È su questo terreno che si misura la credibilità delle politiche economiche» commenta il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.*

 

## **IL BOOM DI ENERGIA E GAS (+15%)**

 

**Secondo l’analisi del Centro studi di Unimpresa, che ha elaborato dati del Dipartimento delle Finanze relativi alla fatturazione elettronica nei primi nove mesi del 2024**, per quanto riguarda i singoli settori economici, l’**agricoltura** cresce da **59,6 a 63,6 miliardi di euro**, con un aumento **pari a circa il 6,7%**. Il **commercio all’ingrosso e al dettaglio** sale da **650,8 a 656,4 miliardi**, segnando una crescita **inferiore all’1%**, ma confermandosi il **primo settore per fatturato**.

 

L’**estrazione mineraria** registra una lieve flessione **di poco superiore all’1%**, scendendo da **4,22 a 4,17 miliardi**. Il **manifatturiero** passa da **566,2 a 568,1 miliardi**, con una crescita **contenuta**, pari a **circa lo 0,3%**.

 

La **fornitura di energia elettrica e gas** cresce in modo marcato, da **167,4 a 193,6 miliardi**, con un incremento **superiore al 15%**.

 

La **fornitura di acqua** aumenta da **35,6 a 37,5 miliardi**, segnando una crescita **di oltre il 5%**.

 

Le **costruzioni** salgono da **189,4 a 200,6 miliardi**, con un aumento **prossimo al 6%**. Il **trasporto e magazzinaggio** cresce da **125,6 a 130,2 miliardi**, con un incremento **di circa il 3,6%**.

 

Il comparto dell’**informazione e comunicazione** passa da **83,3 a 86,4 miliardi**, registrando una crescita **vicina al 4%**.

 

Le **attività finanziarie e assicurative** aumentano da **56,1 a 59,5 miliardi**, con una crescita **superiore al 6%**, mentre le **attività professionali, scientifiche e tecniche** crescono in misura più moderata (**+0,7%**), passando da **124,5 a 125,4 miliardi**.

 

Nel turismo, i **servizi di alloggio e ristorazione** crescono da **19,5 a 20,2 miliardi**, con un aumento **superiore al 3%**, mentre il **noleggio e le agenzie di viaggio** salgono da **98,2 a 102,6 miliardi**, segnando una crescita **di circa il 4,5%**.

 

Il comparto di **arte, sport e intrattenimento** aumenta da **9,6 a 10,3 miliardi**, con una crescita **di oltre il 6%**.

 

I **servizi complessivi** passano da **24,9 a 25,2 miliardi**, con un incremento **poco superiore all’1%**.

 

I **lavori domestici** crescono **di oltre il 5%**, gli **enti pubblici** aumentano **di quasi il 5%**, l’**istruzione** registra una crescita **superiore al 7%**, mentre la **sanità** passa da **39,2 a 41,5 miliardi**, con un incremento **prossimo al 6%**.

 

Le **organizzazioni internazionali** registrano una flessione **superiore al 12%**, mentre la categoria **“Altro”** cala **di circa l’1,5%**, scendendo a **91,7 miliardi di euro**.

 

L’andamento dei singoli settori conferma una ripresa selettiva, fortemente influenzata dalle scelte di politica economica e industriale. La forte crescita della **fornitura di energia elettrica e gas**, che passa da **167,4 a 193,6 miliardi di euro** (+15%), segnala il superamento della fase emergenziale e una maggiore stabilità dei mercati energetici, elemento cruciale per la competitività dell’intero sistema produttivo.

 

Le **costruzioni**, salite da **189,4 a 200,6 miliardi**, beneficiano della continuità degli investimenti pubblici e privati e dell’effetto moltiplicatore delle politiche infrastrutturali. L’**agricoltura**, cresciuta da **59,6 a 63,6 miliardi**, riflette l’efficacia delle politiche di valorizzazione delle produzioni nazionali e della tutela delle filiere strategiche.

 

Nel **manifatturiero**, l’aumento da **566,2 a 568,1 miliardi** rappresenta un segnale di stabilizzazione dopo un 2024 difficile, mentre il **commercio**, salito a **656,4 miliardi**, beneficia di un contesto macroeconomico più favorevole ai consumi.

 

La crescita delle **attività finanziarie e assicurative** (da **56,1 a 59,5 miliardi**) è legata all’evoluzione del mercato del credito e alla gestione del risparmio, mentre l’aumento della **sanità** (da **39,2 a 41,5 miliardi**) riflette una tendenza strutturale della spesa.

 

Il calo dell’**immobiliare**, sceso a **33,2 miliardi**, evidenzia invece come gli effetti della politica monetaria restrittiva continuino a manifestarsi nei settori più sensibili al costo del credito, sottolineando la necessità di interventi mirati per rilanciare il comparto.

 

## **LA SPINTA DEL SUD, SOLO LA TOSCANA ARRETRA**

 

I dati sulla fatturazione elettronica dei primi nove mesi del 2025, rielaborati dal Centro studi di Unimpresa, forniscono, inoltre, un quadro dettagliato dell’andamento economico territoriale in Italia.

 

L’**Abruzzo** cresce **di circa l’1,8%**, passando da **28,7 a 29,2 miliardi**.

 

La **Basilicata** aumenta **di quasi il 3,7%**, salendo a **9,4 miliardi**, mentre la **Calabria** cresce **di oltre il 4,5%**, raggiungendo **18,1 miliardi**.

 

La **Campania** registra un incremento **di circa il 3,4%**, portandosi a **113,1 miliardi**.

 

L’**Emilia-Romagna** cresce **di quasi il 2,7%**, salendo a **206,3 miliardi**, il **Friuli-Venezia Giulia** **di circa il 3,9%**, fino a **34,1 miliardi**, e il **Lazio** **di circa il 3,5%**, arrivando a **397,3 miliardi**.

 

La **Liguria** registra una crescita **superiore al 4%**, raggiungendo **40,8 miliardi**, mentre la **Lombardia** cresce **di oltre il 3,5%**, superando **751,6 miliardi**.

 

Le **Marche** aumentano **di circa l’1,4%**, il **Molise** **di quasi il 4,8%**, il **Piemonte** **di poco più dell’1%** e la **Puglia** **di circa l’1%**.

 

La **Sardegna** cresce **di oltre il 5%**, raggiungendo **22,4 miliardi**, e la **Sicilia** registra un incremento **superiore al 5%**, arrivando a **68,2 miliardi**. In controtendenza la **Toscana**, che registra una flessione **di poco superiore al 5%**, scendendo a **111,4 miliardi**.

 

Crescono invece il **Trentino-Alto Adige** (**+5,8%**, a **63,3 miliardi**), l’**Umbria** (**+3,2%**, a **28,8 miliardi**), la **Valle d’Aosta** (**+0,6%**, a **4,8 miliardi**) e il **Veneto**(**+3,1%**, a **211 miliardi**). La voce **“Altro”** registra una riduzione **di circa l’1,8%**, scendendo a **92,8 miliardi di euro**.

 

Più nel dettaglio, la crescita diffusa segnala un miglior funzionamento delle politiche di riequilibrio e coesione. La **Lombardia**, con un aumento a **751,6 miliardi** (+3,5%), continua a trainare il Paese, mentre il **Lazio**, cresciuto a **397,3 miliardi**, recupera ampiamente le perdite del 2024, anche grazie al peso dei servizi avanzati e della pubblica amministrazione.

 

Particolarmente significativa è la performance del **Mezzogiorno**, dove **Campania, Sicilia, Sardegna e Calabria** registrano incrementi tra il **3% e il 5%**. Un risultato che indica come gli investimenti, le politiche di sostegno alle imprese e le misure per la valorizzazione delle economie locali stiano producendo effetti concreti, rafforzando il contributo del Sud alla crescita nazionale.

 

Il **Nord-Est** mostra una dinamica solida, con **Trentino-Alto Adige, Veneto ed Emilia-Romagna** in crescita, segno di una buona capacità di adattamento dei sistemi produttivi regionali. In controtendenza resta la **Toscana**, che registra una flessione **di poco superiore al 5%**, evidenziando criticità settoriali e territoriali che richiedono, evidentemente, interventi mirati.

 

## **NEL 2025 LO SCATTO DI IMPRESE E PARTITE IVA: IL CAMBIO DI CICLO DELL’ECONOMIA**

 

**Il confronto tra l’andamento della fatturazione elettronica nel 2024 e quello registrato nei primi nove mesi del 2025 evidenzia un vero e proprio cambio di ciclo dell’economia italiana. Nel 2024, il totale degli incassi di imprese e professionisti si era fermato a 2.398 miliardi di euro, in calo di 32 miliardi rispetto al 2023, con una flessione complessiva dell’1,3%.**

 

**Una dinamica negativa che aveva colpito in modo selettivo ma profondo diversi comparti strategici: il manifatturiero aveva perso oltre 19 miliardi (-3,2%), le costruzioni avevano registrato un calo di circa 7,6 miliardi (-3,8%), il comparto immobiliare era sceso di quasi 3%, mentre la fornitura di energia elettrica e gas aveva subito una contrazione particolarmente marcata, superiore al 16%, riflesso del calo dei prezzi e dei volumi. ù**

 

**Sul piano territoriale, il 2024 aveva visto forti squilibri: il Lazio aveva perso oltre 12 miliardi (-3,2%), la Liguria aveva registrato il crollo percentuale più ampio (-18,5%), mentre anche regioni trainanti come Lombardia (-0,8%), Piemonte (-2,9%) ed Emilia-Romagna (-1,4%) erano rimaste in territorio negativo.**

 

Nel 2025 il quadro si ribalta in maniera significativa. Il totale della fatturazione elettronica sale a 2.466 miliardi di euro, con un incremento di 63,5 miliardi rispetto al 2024 e una crescita del 2,6%, non solo recuperando interamente la perdita dell’anno precedente, ma raddoppiandola in valore assoluto. I settori che nel 2024 avevano rappresentato i principali fattori di debolezza diventano nel 2025 i principali motori della ripresa: la fornitura di energia elettrica e gas passa da 167 miliardi a 193,6 miliardi, con un balzo di 26,2 miliardi e una crescita del 15,7%; le costruzioni risalgono da 189,4 a 200,6 miliardi, con un aumento di oltre 11 miliardi (+5,9%); il manifatturiero torna in territorio positivo, crescendo di 1,8 miliardi (+0,3%) dopo il forte arretramento dell’anno precedente. Anche il commercio, che nel 2024 aveva mostrato segnali di debolezza, nel 2025 cresce di oltre 5,6 miliardi, avvicinandosi a 656 miliardi di euro.

 

Sul fronte territoriale, il confronto è altrettanto netto. Regioni che nel 2024 avevano registrato flessioni rilevanti tornano a crescere con decisione: il Lazio recupera oltre 13 miliardi, segnando un +3,5%, la Liguria passa da una caduta a doppia cifra a una crescita superiore al 4%, mentre la Lombardia torna a crescere di oltre 25 miliardi (+3,5%), rafforzando il suo ruolo di motore economico nazionale. Il Mezzogiorno, che nel 2024 aveva già mostrato segnali di maggiore tenuta rispetto al Centro-Nord, nel 2025 accelera ulteriormente: Campania, Sicilia, Sardegna e Calabria registrano incrementi compresi tra il 3% e oltre il 5%, contribuendo in modo significativo alla crescita complessiva del Paese.

 

**Nel complesso, il raffronto tra 2024 e 2025 descrive il passaggio da una fase di contrazione diffusa e selettiva, concentrata nei settori industriali e in alcune regioni chiave, a una fase di ripresa più ampia e strutturata, in cui il recupero dei volumi, il ritorno degli investimenti e una maggiore omogeneità territoriale consentono all’economia italiana non solo di recuperare terreno, ma di riposizionarsi su un sentiero di crescita più solido.**

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Fonte: [Unimpresa: lo scatto dell’economia italiana nel 2025](https://giornaledellepmi.it/unimpresa-lo-scatto-delleconomia-italiana-nel-2025/), Il Giornale delle PMI.
