---
title: "Unimpresa: inflazione +1,7% non è un allarme, ma un segnale di stabilità"
url: https://giornaledellepmi.it/unimpresa-inflazione-17-non-e-un-allarme-ma-un-segnale-di-stabilita/
author: "Redazione"
published: 2025-07-01T06:55:46+02:00
modified: 2025-06-30T19:11:00+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["INFOIMPRESA"]
---

# Unimpresa: inflazione +1,7% non è un allarme, ma un segnale di stabilità

*Redazione · 1 Luglio 2025 · Il Giornale delle PMI*

> Centro studi, soglia BCE del 2% sempre più vicina, è tendenza verso la normalizzazione.

Il jackpot al 1,7% registrato a giugno non rappresenta un campanello d’allarme, ma un segnale positivo di arrivo alla soglia del 2% ritenuto ottimale dalla Banca centrale europea. Lo afferma il **Centro studi di Unimpresa**, secondo cui il rialzo dei prezzi è sostenuto da dinamiche settoriali fisiologiche, soprattutto nel comparto alimentare, mentre continua il raffreddamento dei beni energetici.

 

“*Non si tratta di una fiammata infattiva, ma di un ritorno alla normalità dopo gli shock degli anni scorsi. L’ acquisto di fondo all’1,8% viene interpretata come “segnale di equilibrio, coerente con consumi prudenti e stabilità salariale*” commenta il **presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara**. Per Unimpresa, la media annua dei prezzi per il 2025 si attesterà tra l’1,5% e l’1,8%.

 

Secondo le stime preliminari pubblicate oggi dall’Istat, l’inflazione italiana si attesta all’1,7% su base annua nel mese di giugno, in lieve rialzo rispetto all’1,6% registrato a maggio. Un dato che, a giudizio del Centro studi di Unimpresa, non deve essere letto come un segnale di preoccupazione, bensì come un graduale affrontare alla soglia del 2%, considerato dalla Banca centrale europea il livello fisiologico di inflazione per un’economia in equilibrio. La moderata risalita dell’indice dei prezzi – cioè +0,2% su base mensile – è infatti il risultato di dinamiche settoriali non allarmanti, legate in particolare a fattori stagionali e congiunturali nel comparto alimentare. L’aumento dei prezzi dei beni alimentari non lavorati (+4,2%) e lavorati (+3,0%) è infatti riconducibile a tensione su alcune filiere, all’impatto di condizioni climatiche sfavorevoli ea rialzi selettivi delle materie prime, ma non prefigura una spirale inflattiva generalizzata.

 

Al contrario, continua a manifestarsi una marcata debolezza dei prezzi nei comparti energetici, con i beni regolamentati in forte decelerazione (+22,7% da +29,3%) e quelli non regolamentati ancora in calo (-4,6% su base annua). Si tratta di segnali di riequilibrio complessivo della struttura dei prezzi, che consentono al Paese di consolidare un quadro di stabilità economica e monetaria dopo gli shock inflattivi del biennio 2022–2023. È rilevante, inoltre, il fatto che l’inflazione di fondo, al netto degli alimentari freschi e dell’energia, si attesta all’1,8%, livello coerente con una dinamica salariale contenuta e una domanda interna che torna a crescere con prudenza. Questo indicatore, particolarmente osservato anche dalla BCE, conferma che l’aumento dei prezzi non è guidato da elementi strutturalmente destabilizzanti.

 

Secondo il Centro studi di Unimpresa, dunque, l’inflazione al 1,7% rappresenta un passo verso la normalizzazione, non un rischio da contenere. Il ritorno progressivo verso il 2% – obiettivo di medio termine della politica monetaria europea – è un indicatore di fiducia nei fondamentali dell’economia, a condizione che venga accompagnato da un adeguato sostegno alla domanda interna, da politiche fiscali compatibili con la crescita e da una costante attenzione ai costi dell’energia e alla tenuta delle filiere produttive. Sotto questo profilo, resta centrale il monitoraggio dell’evoluzione dei prezzi nei settori più esposti, come l’alimentazione e la logistica, ma senza allarmismi alimentari: un’inflazione moderata, in un quadro macroeconomico stabile, è un segnale di vitalità economica, non un fattore di rischio. Si può dunque confermare la previsione di vincere media annua per il 2025 tra l’1,5% e l’1,8%, in linea con le tempistiche delle principali istituzioni europee e coerente con un contesto di graduale ripresa della fiducia e dei consumi.

---

Fonte: [Unimpresa: inflazione +1,7% non è un allarme, ma un segnale di stabilità](https://giornaledellepmi.it/unimpresa-inflazione-17-non-e-un-allarme-ma-un-segnale-di-stabilita/), Il Giornale delle PMI.
