---
title: "Unimpresa: in 16 anni chiusi oltre 14mila sportelli bancari, rete dimezzata rispetto al 2008"
url: https://giornaledellepmi.it/unimpresa-in-16-anni-chiusi-oltre-14mila-sportelli-bancari-rete-dimezzata-rispetto-al-2008/
author: "Redazione"
published: 2025-11-12T06:35:50+01:00
modified: 2025-11-11T19:21:03+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["SOLDI"]
---

# Unimpresa: in 16 anni chiusi oltre 14mila sportelli bancari, rete dimezzata rispetto al 2008

*Redazione · 12 Novembre 2025 · Il Giornale delle PMI*

In Italia il numero degli sportelli bancari è sceso da **34.146 nel 2008 a 19.655 nel 2024**, con una riduzione di **14.491 filiali**, pari al **42%** della rete fisica. Dopo la fase espansiva tra il 2000 e il 2008, quando le filiali erano cresciute di oltre 6mila unità, la crisi finanziaria, le fusioni bancarie e la digitalizzazione hanno progressivamente svuotato il territorio. Solo tra il 2016 e il 2021 sono scomparsi più di **7mila sportelli**, anche per effetto della pandemia che ha accelerato il ricorso ai canali online. Negli ultimi tre anni la contrazione si è attenuata (–665 nel 2022, –825 nel 2023 e –505 nel 2024), ma la tendenza resta negativa. Nel medio periodo, la rete continuerà a ridursi, ma a un ritmo più contenuto.

 

È quanto emerge da un’analisi del Centro studi di Unimpresa, secondo la quale le principali banche italiane puntano a modelli di filiale “di nuova generazione”, orientata alla consulenza, al wealth management e all’assistenza personalizzata. Il punto di equilibrio potrebbe essere raggiunto intorno ai **15.000 sportelli entro il 2030**, con una densità territoriale più omogenea e una presenza fisica limitata ai centri a maggior densità economica. Sarà decisiva, per capire l’evoluzione futura della rete bancaria italiana, la stagione dei **nuovi piani industriali** che tutti i principali gruppi creditizi presenteranno nei primi mesi del **2026**.

 

Da **Intesa Sanpaolo a UniCredit, da Banco Bpm a Bper e Crédit Agricole Italia**, i vertici del sistema definiranno strategie che indicheranno con chiarezza la direzione dei prossimi anni: quante filiali resteranno operative, quanto si investirà nella digitalizzazione e come verranno ripensati i modelli di servizio. Da quelle scelte dipenderà il nuovo equilibrio tra banca fisica e banca digitale, tra prossimità territoriale ed efficienza tecnologica. Sarà un passaggio cruciale per tutto il sistema, chiamato a conciliare innovazione, sostenibilità e inclusione finanziaria.

 

> «La chiusura degli sportelli bancari è un **fenomeno in parte inevitabile**, figlio della rivoluzione digitale e dell’evoluzione tecnologica che sta trasformando il sistema finanziario. Ma il rischio è che, dietro la logica dell’efficienza e della riduzione dei costi, **si perda di vista la funzione sociale che le banche hanno sempre svolto nel nostro Paese**. Quando scompare una filiale, i**n molti piccoli centri scompare anche un presidio legale**, di fiducia, di consulenza e di relazione diretta con imprese e cittadini. È qui che d**evono emergere equilibrio e senso di responsabilità da parte dei vertici bancari**: l’innovazione non può significare abbandono dei territori, ma deve tradursi in nuovi modelli di prossimità, capaci di garantire a tutti l’accesso al credito e ai servizi finanziari di base. La vera modernità sarà quella di una banca che resta vicina anche quando non è più dietro lo sportello» **commenta il vicepresidente di Unimpresa, Giuseppe Spadafora.**

 

Secondo il Centro studi di Unimpresa, che ha rielaborato dati della Banca d’Italia, Ddal 2000 al 2024, il volto del sistema bancario italiano è cambiato radicalmente. L’Italia è passata da **28.175 sportelli bancari nel 2000 a 19.655 nel 2024**, con un saldo negativo di **8.520 filiali** e una riduzione che, rispetto al picco massimo del 2008 (34.146 sportelli), supera le **14.400 unità**, pari a una contrazione del **42%**. Un processo di ridimensionamento strutturale e irreversibile, che racconta l’evoluzione di un intero modello di servizio, di business e di relazione tra banca e territorio. I primi anni Duemila rappresentano l’ultima stagione di espansione della rete bancaria italiana. Tra il 2000 e il 2008 il numero di sportelli cresce del **21%**, passando da 28mila a oltre 34mila unità. Era l’epoca della banca di prossimità, in cui la presenza fisica rappresentava un elemento competitivo decisivo: più filiali significava più clientela, più raccolta e più credito sul territorio. Le banche popolari, le casse di risparmio e gli istituti locali sostenevano la crescita delle piccole imprese e del tessuto produttivo diffuso, presidiano fisicamente i centri urbani e le aree interne. L’espansione degli sportelli, tuttavia, si accompagnava a una forte crescita dei costi di struttura e del personale. Quando nel 2008 esplode la crisi finanziaria globale, la rete fisica diventa improvvisamente un fattore di rigidità e vulnerabilità.

 

**Il cambio di paradigma si concretizza tra il 2009 e il 2015, tra crisi, fusioni e prime razionalizzazioni.** Dal 2009 inizia infatti la fase discendente. In appena sette anni, tra il 2008 e il 2015, vengono chiusi circa **4.000 sportelli**. La crisi dei debiti sovrani del 2011, la caduta dei margini bancari e le prime operazioni di concentrazione spingono il sistema verso una razionalizzazione forzata. Le grandi fusioni (Intesa-Sanpaolo, UBI, Banco BPM) determinano la sovrapposizione di reti territoriali, mentre la digitalizzazione, ancora agli inizi, riduce la necessità di una presenza capillare.Le banche iniziano a privilegiare la filiale “hub”, più grande e multiservizi, rispetto alla micro-filiale di quartiere. I costi di locazione, la rigidità del personale e la pressione regolatoria sui requisiti patrimoniali accelerano la chiusura delle sedi marginali, in particolare nei piccoli centri.

 

**Nel decennio della rivoluzione digitale (2016–2024), la rete si dimezza.** Il vero crollo avviene dopo il 2016. In soli otto anni il numero di sportelli scende da 29.027 a 19.655: **una perdita di oltre 9.300 punti fisici**, pari a **più del 32%**. La digitalizzazione dei servizi bancari, la diffusione capillare dell’home banking e dei pagamenti elettronici, l’ingresso di operatori fintech e neobank hanno definitivamente cambiato le abitudini dei clienti. Oggi oltre l’80% delle operazioni correnti avviene da remoto: bonifici, investimenti, ricariche, mutui e perfino aperture di conto non richiedono più la presenza fisica in filiale.L’impatto della pandemia da Covid-19 tra il 2020 e il 2021 ha dato una spinta definitiva a questo processo. In due soli anni (2020-2021) sono scomparse **oltre 2.600 filiali**: mai così tante in un periodo così breve. La fase più intensa della contrazione si registra nel 2017-2018, quando vengono chiusi complessivamente **3.600 sportelli**, anche a seguito delle crisi bancarie territoriali (Venete, Etruria, Marche, CariChieti, Ferrara) e delle aggregazioni successive.

 

**Dal 2022, si registra una stabilizzazione ed emerge banca ibrida.** Negli ultimi tre anni il ritmo delle chiusure si è rallentato: -665 nel 2022, -825 nel 2023 e -505 nel 2024. Si entra in una fase di **stabilizzazione**: le banche hanno ormai completato il ridisegno della loro rete, puntando su modelli ibridi basati su **sportelli meno numerosi ma più tecnologici**, con servizi di consulenza evoluta per imprese e famiglie. Le filiali tradizionali vengono trasformate in “centri di consulenza finanziaria”, dedicati a credito, investimenti, previdenza e pianificazione patrimoniale, mentre le operazioni di cassa vengono automatizzate o spostate sui canali digitali.

 

**Il Paese appare diviso, con il Nord più servito e il Sud più penalizzato.** La contrazione della rete fisica ha però accentuato il divario territoriale. Le regioni del Nord, più densamente bancarizzate e digitalizzate, hanno retto meglio la transizione. Nel Mezzogiorno, invece, la riduzione delle filiali ha prodotto un effetto di desertificazione bancaria, con interi comuni — soprattutto nelle aree interne — rimasti senza uno sportello. La chiusura degli sportelli non rappresenta solo un mutamento organizzativo, ma un **cambio culturale** nel rapporto banca-cliente. La filiale era luogo di relazione, fiducia e dialogo. La banca digitale, per quanto efficiente, tende a standardizzare i rapporti, riducendo il contatto umano e la conoscenza diretta del territorio. Questo aspetto è cruciale per le piccole e medie imprese, che spesso trovavano proprio nel direttore di filiale il primo interlocutore finanziario, capace di valutare non solo i bilanci ma anche la solidità e la reputazione personale dell’imprenditore.

---

Fonte: [Unimpresa: in 16 anni chiusi oltre 14mila sportelli bancari, rete dimezzata rispetto al 2008](https://giornaledellepmi.it/unimpresa-in-16-anni-chiusi-oltre-14mila-sportelli-bancari-rete-dimezzata-rispetto-al-2008/), Il Giornale delle PMI.
