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title: "Unimpresa: dazi, i costi di produzione industriale giù del 9% nel 2025 grazie al calo delle materie prime"
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author: "Redazione"
published: 2025-04-11T07:10:14+02:00
modified: 2025-04-10T18:48:27+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# Unimpresa: dazi, i costi di produzione industriale giù del 9% nel 2025 grazie al calo delle materie prime

*Redazione · 11 Aprile 2025 · Il Giornale delle PMI*

I costi della produzione industriale a livello globale sono previsti in calo del 6-9% nel 2025, trainati dal ribasso dei prezzi delle materie prime, a partire dal gas naturale, che oggi si attesta a 35 €/MWh in Europa al Ttf, rispetto ai 40-50 €/MWh del 2024. È quanto emerge da un’analisi macroeconomica del Centro studi di Unimpresa, che evidenzia opportunità per l’industria, nonostante le turbolenze finanziarie legate ai dazi imposti dagli Stati Uniti. Il calo del gas (-12-30% rispetto al 2024) e del petrolio (Brent a 62-66 $/barile, -15% anno su anno) potrebbe ridurre i costi energetici per settori energivori come chimica e metallurgia del 10-18% in Europa e del 5-7% negli USA. Anche i metalli industriali, come rame (-8%) e alluminio (-12%), contribuiscono al trend, favorendo una diminuzione dei costi operativi fino al 10% per la produzione di acciaio e manufatti. Secondo il Centro studi di Unimpresa, il ribasso delle commodity offre un’ancora di salvezza per l’industria globale, mitigando l’impatto dei dazi americani. Negli Usa, il gas a 3,2-3,6 $/MMBtu e le politiche protezionistiche potrebbero incentivare un aumento del 2-4% della produzione interna, mentre in Europa i risparmi energetici sostengono una ripresa manifatturiera. Previsto anche un impatto positivo sull’inflazione, con una riduzione stimata tra -0,4 e -0,8 punti percentuali sull’Ipc.

 

«*Restano rischi legati a possibili rialzi delle commodity per tensioni geopolitiche o a un aumento dei costi di input importati a causa dei dazi. Il 2025 si prospetta come un anno di opportunità, ma la stabilità dei prezzi sarà cruciale*» commenta il **vicepresidente di Unimpresa, Giuseppe Spadafora**.

 

Secondo il Centro studi di Unimpresa, per quanto riguarda il gas naturale: In Europa, il prezzo al TTF è oggi a 35 €/MWh, un livello inferiore rispetto ai 40-50 €/MWh medi del 2024, ma superiore alle proiezioni più ottimistiche di inizio anno (25-28 €/MWh). Questo valore riflette scorte ancora elevate (circa 85% di riempimento) e una domanda industriale contenuta, mitigata da un inverno mite e da forniture stabili da Norvegia e LNG statunitense. Negli Usa, il gas al Henry Hub si attesta a 3,2-3,6 $/MMBtu, grazie alla forte produzione di shale gas e a una domanda interna stabile. Quanto al petrolio, il Brent si aggira sui 62-66 $/barile, mentre il WTI è a 59-63 $/barile, in calo del 15-20% rispetto ai picchi del 2024. La debolezza della domanda globale (crescita stimata a 1,1 milioni di barili/giorno dall’AIE) e l’aumento della produzione non-OPEC (es. Canada e Brasile) mantengono i prezzi sotto pressione, nonostante i dazi Usa su alcuni importatori. Sul fronte dei metalli industriali, il rame è a 8.700-9.100 $/tonnellata (-8% rispetto al 2024), mentre l’alluminio si stabilizza a 2.350-2.600 $/tonnellata (-12% anno su anno), spinto da una domanda cinese in rallentamento e da scorte globali in crescita. Capitolo materie prime agricole: grano e soia registrano cali moderati (grano a 5,7-6,2 $/bushel, soia a 9,8-10,3 $/bushel), grazie a raccolti abbondanti in Nord e Sud America, nonostante le tensioni commerciali.

 

Questa situazione conduce a stimare un calo dei costi della produzione industriale. Partendo dal prezzo del gas a 35 €/MWh in Europa e da una tendenza ribassista per altre materie prime, è possibile stimare l’impatto sui costi industriali nel 2025. Riduzione dei costi energetici: con il gas a 35 €/MWh, il calo rispetto ai 40-50 €/MWh del 2024 è del 12-30%. Se questo livello si mantenesse o scendesse ulteriormente (verso i 30-32 €/MWh entro fine anno, come suggeriscono alcune proiezioni), i costi energetici per l’industria europea potrebbero ridursi del 10-18%. Negli Usa, con il gas a 3,2-3,6 $/MMBtu, il risparmio è più contenuto (5-7%), grazie a una base già competitiva. Per settori come la chimica, dove il gas incide per il 25-30% dei costi, ciò si traduce in un risparmio di 8-12 €/tonnellata di prodotto in Europa. Quanto all’impatto sui settori manifatturieri, la produzione di acciaio, che combina energia e metalli, potrebbe beneficiare di una riduzione dei costi del 8-10%, grazie al calo dell’alluminio e del gas. Negli USA, l’industria della plastica e dei fertilizzanti potrebbe vedere costi operativi inferiori del 4-6%, sostenuta da energia a buon mercato. Va dunque valutato un potenziale effetto cumulativo: a livello globale, il calo dei prezzi delle materie prime potrebbe ridurre i costi di produzione industriale del 6-9% nel 2025, secondo stime basate su modelli del FMI e della Banca Mondiale; in Europa, con il gas a 35 €/MWh, il beneficio è stimato tra l’8% e il 11%, mentre negli USA si attesta al 5-7%, grazie alla minore dipendenza dalle importazioni energetiche.

 

Le turbolenze finanziarie legate ai dazi Usa (es. volatilità negli indici S&P 500 e EURO STOXX 50) sono controbilanciate da effetti positivi derivanti dai prezzi più bassi delle materie prime. Competitività industriale: le imprese europee e americane possono sfruttare costi energetici ridotti per migliorare i margini o competere sui prezzi, soprattutto nei mercati interni protetti dai dazi. Negli Usa, il mix di dazi e gas a basso costo potrebbe incentivare un aumento del 2-4% della produzione manifatturiera domestica entro il 2025, con settori come l’automotive e la chimica in prima linea a rilocalizzare. Quanto alla stabilità dei prezzi al consumo, la riduzione dei costi industriali potrebbe attenuare l’inflazione, con un impatto stimato tra -0,4 e -0,8 punti percentuali sull’IPC, favorendo il potere d’acquisto.

 

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Fonte: [Unimpresa: dazi, i costi di produzione industriale giù del 9% nel 2025 grazie al calo delle materie prime](https://giornaledellepmi.it/unimpresa-dazi-i-costi-di-produzione-industriale-giu-del-9-nel-2025-grazie-al-calo-delle-materie-prime/), Il Giornale delle PMI.
