UniCredit supporta le donne e contribuisce fattivamente alla crescita dell’imprenditoria femminile. Partendo da questo assunto, dopo il successo delle scorse edizioni, è stata presentata a Milano, la quinta edizione di Women ONBoarding, il progetto di empowerment dedicato alle donne, che ha l’obiettivo di valorizzare il talento e la leadership femminile, offrendo alle donne delle nuove generazioni imprenditoriali gli strumenti necessari per la crescita professionale e personale.
L’evento di lancio è coinciso con la prima sessione di formazione che ha visto, dopo un saluto di Luisella Altare, Head of Corporate UniCredit, come relatori Alessandra Rocchi, Head of Territorial Relationships – Advisory Board & Territorial Plans, che ha condotto i lavori della giornata e Alessandra Lanza, Senior Partner di Prometeia, che ha presentato un osservatorio sull’imprenditoria femminile prodotto per UniCredit e Giuseppe Meli, coach, mentor trainer di Menslab che con il suo Team seguirà le nostre protagoniste nelle loro sessioni di mentoring.
Questa edizione coinvolge non solo le donne membri degli Advisory Board UniCredit e delle PMI clienti, ma anche mentor appartenenti alla Territorial Community di UniCredit e al Network femminile GammaDonna, partner del progetto già negli scorsi anni, che con la presenza di Valentina Parenti ci accompagna anche in questa edizione.
Annalisa Areni, Head of Clients strategies di UniCredit, ha dichiarato: “Supportare le donne nei loro percorsi lavorativi è una naturale conseguenza del nostro impegno volto a costruire una società più equa e giusta per clienti, dipendenti e comunità in cui operiamo. Vogliamo essere dei catalizzatori dell’empowerment delle donne e dei giovani, annullando il gender gap e offrendo all’imprenditoria femminile gli strumenti necessari per competere.”
Osservatorio Prometeia per Women ONBoarding di UniCredit: Imprenditoria e lavoro femminili
L’aggiornamento 2025 dell’Osservatorio sull’imprenditoria e il lavoro femminile realizzato da Prometeia per l’iniziativa Women ONBoarding di UniCredit disegna un quadro di consolidamento dell’imprenditoria femminile in Italia, con una quota di imprese guidate da donne che nel 2024 si attesta al 24.4% (era 24.7% nel 2023), rappresentativa di quasi 1.5 milioni di aziende. Sebbene persistano ostacoli strutturali e criticità legate al gender gap – in particolare nel mondo del lavoro, con l’Italia in posizione di svantaggio nell’UE – emergono elementi incoraggianti, soprattutto in ottica prospettica. I dati evidenziano performance superiori alla media delle imprese guidate da donne, opportunità di crescita dell’impiego femminile nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale e un possibile ruolo chiave delle donne nel passaggio generazionale delle imprese nei prossimi anni. Un contributo alla riduzione del divario di genere viene anche dal sostegno pubblico, attraverso i fondi PNRR per l’imprenditorialità femminile e la certificazione di parità di genere che si stanno rivelando strumenti efficaci (quasi raggiunto il target di 2400 imprese femminili da finanziare entro il 2026 e superato quello, sempre al 2026, di 800 imprese da certificare per parità di genere).
Tipologie di imprese
Resta invariata, rispetto al 2023, la distribuzione dell’imprenditoria femminile per forma giuridica: si conferma più elevata nelle ditte individuali (al 27%), seguita dalle società di persone (23%) e da quelle di capitali (19%). Nel 2024 cresce la presenza femminile tra le Start Up, salita al 15.3% (+ 1 p.p. rispetto all’anno precedente), grazie anche ai fondi PNRR a sostegno delle nuove iniziative; si registra, invece, un arretramento della quota femminile tra le PMI Innovative, scesa all’8.5% nelle iscrizioni del 2024 dal 9.3% del 2023.
Geografia e settori
Anche la fotografia del tasso di femminilizzazione a livello settoriale non mostra variazioni di rilievo, con Sanità, Istruzione e servizi legati al Turismo stabilmente sopra la media, nonostante un arretramento delle nuove iniziative negli anni più recenti, e un picco di oltre il 55% per gli Altri servizi, comparto protagonista invece di uno stabile incremento dell’imprenditorialità femminile nell’ultimo quinquennio. Si consolida contestualmente l’aumento della presenza femminile nelle cariche societarie in settori più tradizionalmente maschili, quali logistica e utility. Sanità e istruzione risultano i comparti con la maggior incidenza di iscrizioni femminili nel 2024 tra le Start Up, mentre il commercio torna a catalizzare la quota più elevata (oltre il 20%) di nuove PMI Innovative guidate da donne.
Da un punto di vista geografico, i territori con un maggior quota di imprese femminili si confermano quelli del Centro-Sud, anche per Start Up e PMI Innovative, mentre alcune regioni del Nord – Emilia-Romagna e Veneto in primis – registrano un leggero arretramento del tasso di femminilizzazione.
Risultati
Le aziende a guida femminile evidenziano un vantaggio di crescita negli ultimi anni storici, trasversale per dimensione d’impresa. Ciò è particolarmente evidente nei Servizi, che hanno beneficiato di una vivace ripresa post pandemia di settori a forte presenza femminile come alloggio, ristorazione, agenzie di viaggi e tour operator, ma interessa anche settori quali immobiliare e sanità e, sebbene più marginalmente, comparti a minore specializzazione femminile come il manifatturiero.
In un contesto di tassi di interesse in aumento, si conferma un minore ricorso alla leva finanziaria da parte delle imprese femminili che, unito a maggiori riserve liquide e una buona redditività media, determina un vantaggio in termini di sostenibilità finanziaria sotto tutti i punti di vista, settoriale, dimensionale e territoriale.
Occupazione
Sotto il profilo occupazionale la situazione italiana è di netto svantaggio a livello europeo, con un divario di genere tra i più elevati (19.5% con una media UE del 10.2% nel 2023, fonte Eurostat). Nonostante il lieve recupero degli ultimi anni, il tasso di occupazione femminile in Italia si è attestato al 53.3% a fine 2024 (fonte Istat), confermandosi tra i più bassi del continente. Spunti positivi vengono da una maggiore dinamicità dell’occupazione femminile, rispetto a quella maschile, nelle fasce di età più giovani (in particolare quella 35-49) e per i titoli di studio più elevati (laurea e oltre).
Anche il gender gap pensionistico in Italia, pur in riduzione (26.4% nel 2023 dal 38% del 2010), è superiore alla media europea.
Intelligenza Artificiale
La diffusione dell’Intelligenza Artificiale è in rapida crescita in tutti i comparti economici e risulta tra gli ambiti di investimento digitale per cui si prevede il più forte incremento nei prossimi anni. Servizi e Distribuzione, tipicamente comparti a maggiore presenza di donne, sono quelli in cui l’accelerazione nell’adozione di questi strumenti è stata più intensa nel 2024.
In questo contesto, l’imprenditoria femminile si può configurare come un motore di innovazione e crescita. Sebbene il divario di genere nel bacino di talenti nell’AI sia più marcato rispetto a quello che si riscontra nella forza lavoro complessiva, l’Italia si distingue per una situazione di partenza più favorevole rispetto alla media UE, oltre che per una maggiore presenza di donne con elevate competenze tecniche in ICT. Ciò rappresenta un’opportunità non solo per ridurre il gender gap nel settore AI, rispondendo alle future esigenze di specialisti in questo ambito, ma anche per favorire, attraverso una maggiore partecipazione femminile, l’adozione di tecnologie digitali avanzate nel sistema imprenditoriale italiano.
Passaggio generazionale
Nei prossimi anni l’imprenditoria femminile potrebbe rivestire un ruolo chiave anche nel passaggio generazionale delle imprese italiane. La distribuzione delle imprese per fascia d’età degli imprenditori (soci, azionisti o esponenti con cariche di controllo nel caso delle società) evidenzia, infatti, come la quota di imprese femminili sia più elevata fra le aziende con persone giovani in ruoli guida, soprattutto fino ai 44 anni, per poi scendere progressivamente all’aumentare dell’età media. Il bacino di imprese che si avvicina al passaggio generazionale (stimato più elevato tra le società di capitale rispetto alle altre tipologie d’impresa) rappresenta pertanto un’importante opportunità per un consolidamento della presenza di giovani generazioni di donne nel nostro tessuto imprenditoriale.
Prospettive
Lo scenario per i prossimi anni si delinea relativamente più favorevole per le imprese femminili, sia in termini di prospettive settoriali di crescita – migliori per i Servizi, in particolare per alcuni tra quelli a guida più tipicamente femminile e meno esposti al tema delle guerre commerciali – sia per una maggiore potenziale capacità di resilienza, date le solide condizioni finanziarie di partenza, in un contesto competitivo carico di tensioni commerciali e geopolitiche.