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title: "Trasparenza salariale: l’Italia corre più veloce delle altre grandi economie europee"
url: https://giornaledellepmi.it/trasparenza-salariale-litalia-corre-piu-veloce-delle-altre-grandi-economie-europee/
author: "Redazione"
published: 2026-09-17T06:50:06+02:00
modified: 2026-09-16T23:17:18+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["LAVORO"]
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# Trasparenza salariale: l’Italia corre più veloce delle altre grandi economie europee

*Redazione · 17 Settembre 2026 · Il Giornale delle PMI*

> A luglio il 61% degli annunci di lavoro su Indeed riporta indicazioni sullo stipendio. L’Italia registra valori più alti di Paesi Bassi (49%) e Francia (43%). Spagna (18%) e Germania (14%) si attestano a livelli minimi tra i paesi più grandi dell'UE.

L’Italia registra una spinta significativa sul fronte della trasparenza salariale, avanzando con un passo più spedito rispetto ai principali mercati dell’Unione Europea. Secondo i più recenti dati dell’Indeed Hiring Lab – il dipartimento di ricerca economica di Indeed – a luglio 2026, il 61% degli annunci di lavoro pubblicati sul portale italiano di Indeed indica la retribuzione o il range salariale di riferimento. Una rivoluzione, se si considera che nel 2020 tale percentuale si attestava al 5,3% e un balzo straordinario rispetto al 35% registrato a inizio anno.

 

A fronte di una crescita serrata in Italia, le altre grandi economie dell’UE mostrano, invece, un andamento per lo più stabile o di attesa, rispecchiando gli stati di avanzamento degli iter normativi di recepimento della Direttiva Europea sulla trasparenza retributiva (UE 2023/970) nei vari mercati. Paesi Bassi (49%) e Francia (43%), che negli ultimi anni si sono sempre distinti per percentuali tra le più elevate, a luglio si attestavano a valori inferiori a quelli italiani. Spagna (18%) e Germania (14%), invece, si mantengono su livelli minimi.

 

## **L’effetto** **traino** **della** **legislazione** **italiana**

 

L’Italia si posiziona in primo piano in materia di trasparenza retributiva, in virtù del rapido recepimento della Direttiva Europea UE 2023/970. Il D.Lgs. del 7 maggio 2026, n. 96, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 1° giugno ed entrato in vigore il 7 giugno 2026, ne definisce il quadro di applicazione in Italia.

 

**Lisa** **Feist,** **economista** **di** **Indeed,** spiega: *“Questa* *accelerazione* *dell’Italia* *negli* *ultimi* *mesi* *deriva direttamente dall’entrata in vigore delle norme nazionali di recepimento della Direttiva Europea. Il rispetto* *puntuale* *della* *scadenza* *di* *giugno* *ha* *posizionato* *l’Italia* *in* *prima* *linea* *su* *questo* *fronte,* *con un quadro normativo che si caratterizza per un’applicazione estensiva della Direttiva: i datori di lavoro sono tenuti a indicare lo stipendio inizia**le o la fascia retributiva direttamente nell’annuncio di lavoro, anziché rinviarne la comunicazione a un momento successivo della selezione. Nelle altre principali economie dell’Unione Europea, invece, il trend appare più stazionario. Le aziende mantengono* *un atteggiamento più cauto in attesa del completamento* *dei rispettivi quadri normativi* *nazionali”.*

 

## **I** **range** **salariali** **non** **si** **sono** **ampliati**

 

Si temeva che i datori di lavoro potessero reagire alle nuove norme ricorrendo a range salariali molto ampi, in osservanza della legge, ma poco indicativi per chi cerca lavoro. I dati suggeriscono invece il contrario: i range salariali pubblicati si sono ristretti. La mediana dei range salariali negli annunci di lavoro pubblicati su Indeed Italia tra il 7 giugno e il 31 agosto 2026 era pari al 25% del limite inferiore, in calo rispetto al 46% registrato nello stesso periodo dell’anno precedente. Ad esempio, un range che partiva da 2.000 euro aveva in passato un’ampiezza di circa 900 euro; oggi è più vicina ai 500 euro.

 

Ciò è in linea con l’analisi condotta da **Mariano** **Mamertino,** **economista** **senior** **presso** **il** **Burning Glass Institute**, sulla base dei dati di Lightcast. Mamertino aggiunge: *“Si sospettava che la trasparenza salariale potesse indurre i datori di lavoro a pubblicare range salariali molto ampi, tecnicamente trasparenti ma poco utili. Finora, i dati mostrano il contrario: i range salariali si sono effettivamente ridotti”.*

 

## **Si** **è** **ancora** **lontani** **dal** **100%**

 

Sebbene il trend italiano sia orientato alla crescita, la quota di annunci trasparenti è ancora lontana dalla totalità del mercato. Si tenga presente che alcune tipologie contrattuali e settoriali beneficiano di deroghe specifiche e che sono ancora in corso di definizione alcuni dettagli attuativi della normativa. I processi HR di diverse realtà aziendali, inoltre, richiedono un fisiologico tempo di adeguamento alle nuove prassi.

 

Conclude **Lisa Feist**: *“in questo scenario, favorire una maggiore trasparenza salariale non rappresenta un mero adempimento normativo per le aziende, ma una leva strategica. Aiuta i candidati a fare* *scelte più consapevoli e permette alle aziende di attrarre i talenti giusti, con aspettative già allineate. È uno strumento chiave per creare fiducia fin dal primo contatto, ridurre il mismatch sul mercato e contribuire alla parità retributiva di genere.”*

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Fonte: [Trasparenza salariale: l’Italia corre più veloce delle altre grandi economie europee](https://giornaledellepmi.it/trasparenza-salariale-litalia-corre-piu-veloce-delle-altre-grandi-economie-europee/), Il Giornale delle PMI.
