---
title: "Torna l’ottimismo delle aziende, ma restano alcune criticità in vista della ripresa"
url: https://giornaledellepmi.it/torna-lottimismo-delle-aziende-ma-restano-alcune-criticita-in-vista-della-ripresa/
author: "Redazione"
published: 2021-01-15T07:05:42+01:00
modified: 2021-01-14T21:05:00+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["INFOIMPRESA", "La rassegna dell'una"]
---

# Torna l’ottimismo delle aziende, ma restano alcune criticità in vista della ripresa

*Redazione · 15 Gennaio 2021 · Il Giornale delle PMI*

> Secondo Grant Thornton, la seconda metà dell’anno si apre ad un rinato ottimismo (+14%) con il 57% delle imprese fiduciose sulla ripresa economica per i prossimi 12 mesi. Ancora caute le previsioni sui ricavi e la redditività a causa di condizioni di finanziamento deboli e carenza di ordini.

Dopo il forte calo dell’ottimismo registrato nei primi sei mesi, che ha toccato il livello più basso dalla crisi dell’Eurozona del 2011-2012, **torna a crescere l’ottimismo economico** nella seconda metà dell’anno **(+14% rispetto 1° semestre 2020) con il 57% delle imprese fiduciose** sulla ripresa economica per i prossimi 12 mesi. Seguono il trend globale l’**Italia**, che registra un **+10%**, con il **33% delle imprese positive** sull’andamento dell’economia, e **l’Europa** dove l’ottimismo cresce del **+7%**, pur restando ancora significativamente sotto la media del 2019 (47%) con solo il 36% di imprese positive.

 

Questo, in sintesi, il quadro che emerge dall’ultima edizione dell’**International Business Report (IBR) del network di consulenza internazionale Grant Thornton**, ricerca effettuata a livello globale sui dirigenti di circa 10.000 imprese del mid-market presenti in 29 Stati.

 

Un clima di rinnovata fiducia, che l’analisi Grant Thornton attribuisce soprattutto ad un miglioramento considerevole delle aspettative di investimento e di esportazione. Più di un terzo delle imprese prevede di far crescere le proprie **esportazioni nei prossimi 12 mesi (+34% contro il +25% del 1°semestre 2020**), un segnale di positività che si riflette in un numero maggiore di imprese che hanno pianificato di incrementare i propri **ricavi dai** **mercati internazionali**. Degna di nota è la **performance italiana** con la percentuale di imprese ottimistiche sull’export **raddoppiata rispetto al 1° semestre** **2020,** (32% vs 16%), resta invece più moderato il dato europeo (24% vs 19%).

 

L’indice di ritorno all’ottimismo risiede anche nelle aspettative di **sviluppo degli investimenti**, di cui i più significativi riguardano quelli nelle **costruzioni (+32%),** in **impianti e macchinari (+38%)** e nell’incremento del **personale qualificato (+45%)**.

 

Tuttavia, a causa degli effetti devastanti della prima e seconda ondata della pandemia, **permangono delle criticità** con cui le aziende si trovano a dover fare i conti, per cui si rileva ancora una certa prudenza soprattutto riguardo alle aspettative sui ricavi e i profitti. Sebbene il **45%** delle aziende prevede nei prossimi 12 mesi un **aumento dei propri ricavi (+11 punti percentuali sul primo semestre)**, il dato rimane al di sotto dei livelli pre-Covid del 2019 (caratterizzato da un valore medio superiore al 50%). Guardando alla **redditività**, si allarga considerevolmente il numero di imprese che ne stima una crescita per il 2021, **passando dal 32% al 44% del secondo semestre** **2020**, ma anche in questo caso la percentuale di crescita resta inferiore alla media storica. In **Europa** la percezione sulla redditività si mostra **piuttosto debole** rispetto alla media globale, con solo il **29%** delle aziende positive. Anche per l’Italia il dato è analogo (28%).

 

A destare maggiore preoccupazione è il peso dell’**incertezza economica** sullo sviluppo del business. Dopo il forte picco di incertezza registrato nei primi sei mesi a causa dell’esplosione della pandemia, si assiste infatti ad un **miglioramento solo marginale** (-4%) del numero di aziende che identifica **l’incertezza come vincolo aziendale** (62% la percentuale nella seconda metà dell’anno rispetto al 66% del 1° semestre). L’Italia si mostra in linea con il trend globale (61% vs 68%), mentre l’Europa si assesta al 55% (vs 59%).

 

Tra i fattori percepiti come di maggior impedimento alla ripresa vi è ancora la **carenza di ordini**, identificata come **vincolo al business dal 52% delle imprese** (55% nel 1° semestre 2020). Il calo di soli tre punti percentuali rispetto al 1° semestre, dà in parte giustificazione alle previsioni ancora così deboli sui ricavi, a dispetto di un balzo molto forte dell’ottimismo. La criticità delle **condizioni di finanziamento** resta un problema per il **46%** delle aziende, che la ritiene un vincolo, in modo del tutto invariato rispetto alla prima metà dell’anno. Un ulteriore ostacolo è rappresentato dai **costi del lavoro**, dichiarati anch’essi come vincolo dal **50%** delle imprese (49% nella prima metà dell’anno).

 

Dopo l’enorme sconvolgimento sul mercato del lavoro provocato dalla pandemia di Covid-19 nei primi mesi **del 2020, torna a salire il numero delle aziende che prevede di assumere nuovo personale nel prossimo anno**, passando dal 28% del primo semestre dell’anno al **38% del secondo semestre**, il che dimostra come le imprese siano tornate a guardare avanti ad un futuro più promettente. L’ottimismo traspare anche dai risultati dell’**Italia** (dal 21% al 26%) e dell’**Unione europea** che mostra una tendenza molto simile a quella italiana (dal 20% al 26%). Sull’**aumento dei salari**, lascia ben sperare una crescita non indifferente delle imprese che, a livello globale, prevedono di aumentare lo stipendio dei propri dipendenti nel prossimo anno, salendo **dal** **61% del 1°** **semestre al 72% del 2° semestre** **2020**.

 

Il sentiment delle aziende in termini di **impatto del Covid-19 sull’andamento del business**, è pari al **44%** il numero delle imprese che si aspetta una **diminuzione dei ricavi** nel prossimo anno, in discesa di oltre 20 punti percentuali rispetto al 1° semestre 2020. La maggior parte delle imprese, circa il 31%, prevede un calo dei ricavi inferiore al 20%, mentre solo l’1,5% ipotizza un calo pari (o oltre) il 50%. È incoraggiante notare come sia addirittura **raddoppiato il numero** delle imprese che prevede un **impatto positivo sui propri ricavi**, che corrisponde a circa il **36%,** contro il 18% del 1° semestre 2020.

 

Nella seconda parte dell’anno, continuano ad aumentare le imprese che hanno intrapreso, o iniziato a pianificare, **misure strategiche in risposta alla pandemia**. Su scala mondiale, il **39%** delle aziende ha incrementato **l’utilizzo della tecnologia** nella propria organizzazione e ad ha aumentato **le misure di sicurezza** interne all’azienda. Circa il **34%** ha intrapreso una **pianificazione delle risorse** necessarie per il rilancio e il **31%** ha iniziato a **identificare i prodotti/servizi, clienti e mercati target** su cui focalizzarsi in vista dei piani di investimento futuri. La crisi da Covid-19 ha inoltre sensibilizzato le imprese sulla necessità di saper affrontare le nuove sfide per il mantenimento della **leadership aziendale** (circa il 18% delle imprese italiane, 27% europee e 29% globali) e ha messo in luce la necessità di sapersi adattare al **cambiamento delle abitudini dei consumatori** o delle **dinamiche competitive del mercato** (Italia 16%, Europa 23% e 30% mondo).

 

**L’implementazione** **delle** **misure di sicurezza** sul posto del lavoro e l’adeguamento ai nuovi protocolli normativi anti-contagio, insieme all’utilizzo della **tecnologia**, restano tra le azioni prioritarie in vista del rilancio dell’attività riferiti dalla percentuale più alta delle imprese, pari a circa il 39%.

 

*![](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2019/11/foto-Alessandro-Dragonetti-Head-of-Tax-Grant-Thornton-200x300.jpg)

“L’ultima edizione dell’IBR Grant Thornton* – commenta **Alessandro Dragonetti,** **Managing** **Partner & Head of Tax di Bernoni Grant Thornton (nella foto a fianco)** – *mette in luce una rinata fiducia delle imprese che, nella seconda parte del**l’anno**, sono tornate* *ad essere* *ottimiste, seppur con un atteggiamento ancora cauto, verso* *il possibile* *ricrearsi di quelle condizioni favorevoli* *al* *rilancio del business, con un nuovo slancio verso i mercati internazionali.* *Permangono* *però* *ancora alcune criticità, come le preoccupazioni* *sull’adeguamento* *al**le ultime* *normative* *e gli ostacoli* *burocratici nella gestione delle* *procedure anti-contagio, oltre ad* *importanti* *debolezze strutturali come* *si evince* *dai* *margini* *di sviluppo* *ancora deboli* *sui* *recavi e* *sulla* *redditività.* *Al* *fine di sostenere la crescita, anche nell’ottica di un possibile ulteriore inasprimento causato da un nuovo* *lockdown* *generalizzato, è fondamentale continuare* *a* *concentrare le proprie risorse sui fattori di competitività* *individuati dalle imprese e sulla* *pianificazione* *di* *strategie prioritarie, quali: la corretta ident**ificazione di clienti/prodotti/**mercati target,* *l’adozione di tecnologi**e* *innovativ**e* *e sicur**e**,* *la* *programmazione* *degli strumenti* *per* *affrontare la competitività dei mercati, ma anche* *il* *saper cogliere la sfida dell’evoluzione dei nuovi trend di consumo”*.

---

Fonte: [Torna l’ottimismo delle aziende, ma restano alcune criticità in vista della ripresa](https://giornaledellepmi.it/torna-lottimismo-delle-aziende-ma-restano-alcune-criticita-in-vista-della-ripresa/), Il Giornale delle PMI.
