
Fase 2: Unimpresa, cassa integrazione inferiore al 50% della busta paga
Il consigliere nazionale Assi: «La Cig è un bluff, ma le aziende e i lavoratori hanno le mani legate».
Il consigliere nazionale Assi: «La Cig è un bluff, ma le aziende e i lavoratori hanno le mani legate».
Le risposte al lockdown, la nuova narrazione, le nuove dinamiche di relazione e vendita: la reazione delle piccole realtà d’eccellenza all’emergenza coronavirus nella ricerca #RestartItalia
realizzata dalla community Wwworkers.it con tree.
Nella maggior parte degli studi lo smart working è una realtà già prima del Covid-19. Orari di lavoro flessibili nell’80% degli studi. Nei grandi studi molto diffuse anche le tecnologie per il lavoro agile (88%), lavoro da casa (97%) e lavoro per obiettivi (69%). Piccole e micro strutture in ritardo e a rischio di emarginazione. Studi multidisciplinari i più evoluti, nei legali molti progetti ma perlopiù informali. Ancora pochi i dipendenti degli studi coinvolti nei progetti e con accesso a flessibilità e tecnologie.
L’escalation delle misure adottate per contrastare la pandemia in corso è stata molto rapida ed ha colto di sorpresa molti imprenditori, che non hanno avuto modo di reagire tempestivamente, ed in molti casi hanno dovuto fermare le proprie attività. Per alcune aziende è stato possibile continuare l’attività ricorrendo allo smart working, mentre altre, dimostrando grande…
INPS: erogate istruzioni operative sull’esonero contributivo per le assunzioni a tempo indeterminato, effettuate negli anni 2019/2020, di giovani fino a 35 anni di età. Il suddetto esonero contributivo è volto a favorire l’assunzione di giovani entro i 35 anni di età che non risultino essere mai stati titolari di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Possono fare richiesta…
Al Sud lo smart working una opportunità per il 27% delle aziende. Oltre un terzo delle imprese ha puntato sulle vendite online.
Come emerge dai dati aggiornati al 29 aprile 2020, circa 1 milione e 600 mila gli accordi attivati a seguito delle norme sull’emergenza epidemiologica.
Alla vigilia del primo maggio, pubblicato il primo report sulle infezioni di origine professionale. Quasi la metà (45,7%) riguarda infermieri e altri tecnici della salute, seguiti da operatori socio-sanitari (18,9%), medici (14,2%) e operatori socio-assistenziali (6,2%). I casi mortali sono stati 98, pari a circa il 40% del totale dei decessi segnalati all’Istituto nel periodo preso in esame.
A marzo 2020 occupati in lieve calo (-27mila). Tasso di disoccupazione all’8,4% (-0,9 punti percentuali).
L’emergenza Coronavirus ha impattato sull’occupazione già da marzo. Dimostrando che le misure adottate dal Governo, in particolare le ingenti risorse destinate agli ammortizzatori sociali e il blocco dei licenziamenti fino a metà maggio, non sono sufficienti a garantire i posti di lavoro. A rilevarlo è l’Osservatorio mercato del lavoro CNA, curato dal Centro studi della Confederazione, che analizza mensilmente le…