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title: "Studio Pagamenti 2026: l’Italia scivola nella classifica mondiale. La Danimarca il miglior pagatore"
url: https://giornaledellepmi.it/studio-pagamenti-2026-litalia-scivola-nella-classifica-mondiale-la-danimarca-il-miglior-pagatore/
author: "Redazione"
published: 2026-05-12T06:45:27+02:00
modified: 2026-05-11T18:20:43+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# Studio Pagamenti 2026: l’Italia scivola nella classifica mondiale. La Danimarca il miglior pagatore

*Redazione · 12 Maggio 2026 · Il Giornale delle PMI*

> Cribis presenta i risultati della ventiduesima edizione dell’osservatorio che confronta le abitudini di pagamento delle imprese in 37 Paesi del mondo.

Lo **Studio Pagamenti 2026 di CRIBIS**, società del gruppo CRIF specializzata nel fornire informazioni, soluzioni e consulenza alle imprese, presentato oggi agli IBM Studios di Milano, fotografa un’Europa dei pagamenti sempre più divisa e un’Italia in cui la percentuale di aziende che pagano alla scadenza(entro trenta giorni) cala di 1,7 punti percentuali rispetto al 2024, mentre il numero di aziende con ritardi gravi (oltre i novanta giorni) diminuisce di 0,3 punti percentuali.

 

Lo Studio Pagamenti è considerato il principale osservatorio italiano sul credit management ed è basato su **oltre 2 miliardi di esperienze di pagamento raccolte attraverso la rete CRIBIS iTrade in 37 paesi del mondo che rappresentano oltre il 90% del PIL.** Lo studio analizza e confronta le abitudini di pagamento delle imprese in Italia e nel mondo, evidenziando un quadro complessivamente frammentato.

 

Nel Nord Europa, **Danimarca** (**94,9%**), **Polonia** (**86,6%**) e **Paesi Bassi** (**74,7%**) si confermano ai vertici mondiali della puntualità dei pagamenti. Al Sud, il quadro resta più variegato, con **Ungheria** (**75,8%**) e **Slovenia** (**53,3%**) che registrano le quote più elevate di pagamenti puntuali, mentre **Bulgaria** e **Grecia** mostrano livelli significativamente inferiori. Quest’ultima, tuttavia, ha registrato un netto miglioramento rispetto al 2024 (+9,2%).

 

In **Italia** la percentuale di aziende che pagano con puntualità è pari al **43,4%**, in calo di **1,7** punti percentuali rispetto al 2024, mentre la percentuale di aziende con ritardi gravi diminuisce di 0,3 punti percentuali ed è pari al 4,1%. Il nostro Paese si posiziona al ventunesimo e al ventottesimo posto nelle classifiche europee e mondiali delle nazioni più virtuose (lo scorso anno eravamo rispettivamente al sedicesimo e al ventiquattresimo posto).

 

A livello globale emergono dinamiche differenziate anche tra le principali economie. Gli **Stati Uniti** (60,3%) mostrano un quadro complessivamente stabile, con una buona tenuta della puntualità nei pagamenti, segnale di una domanda interna resiliente e di condizioni di liquidità ancora solide per le imprese. La **Cina**, invece, evidenzia livelli di puntualità più contenuti (57,4%), riflettendo un contesto economico più complesso e una maggiore variabilità nei comportamenti di pagamento lungo le filiere produttive.

 

## **Europa Settentrionale: virtuosità diffusa, ma emergono casi anomali**

 

L’Europa settentrionale si conferma l’area più virtuosa del continente. La **Danimarca** guida la classifica con il 94,9% di pagamenti alla scadenza, consolidando il primato raggiunto nelle edizioni precedenti. Seguono **Polonia (86,6%)**, **Paesi Bassi (74,7%)** e **Svizzera (68,5%).**

 

Tra i casi più rilevanti dell’area spicca il **Lussemburgo**, che registra un miglioramento significativo rispetto all’anno precedente passando dal 41,5% del 2024 al 54,8%.

 

Un andamento che **potrebbe essere coerente** anche con gli effetti di un contesto monetario relativamente più favorevole e con una maggiore capacità di assorbimento del sistema finanziario, fattori che **possono aver contribuito** a un recupero della liquidità nel tessuto economico.

 

Di segno opposto **l’Irlanda**: il Paese subisce la flessione più marcata dell’area con un **-12,8%** e si ferma al **45,5%.** Un calo spiegabile con il “doppio binario” dell’economia irlandese: il PIL aggregato, trainato dalle multinazionali farmaceutiche e tech, non necessariamente si traduce in maggiore liquidità per le PMI locali, esposte a costi operativi elevati e alle persistenti tensioni del mercato immobiliare. Il **Belgio** mostra invece segnali di miglioramento segnando +9,2%, raggiungendo il 47,3%: il Paese beneficia di meccanismi di indicizzazione automatica dei salari all’inflazione, uno strumento raro in Europa che protegge il reddito reale delle imprese e può ridurre le pressioni di liquidità lungo la catena dei pagamenti.

 

## **Europa Meridionale: Grecia in recupero, Bulgaria caso critico**

 

Il panorama dell’Europa meridionale rimane frammentato. **Ungheria (75,8%) e Slovenia (53,3%) guidano il gruppo**, mentre il resto dell’area si attesta su livelli ben più bassi: Francia 46,5%, Turchia 46,4% e Spagna 45,9% e Italia 43,4%.

 

Il dato più positivo dell’area è la Grecia, che registra il miglioramento più marcato nei pagamenti alla scadenza rispetto al 2024, portandosi al **34,1% (+9,2%).** Un recupero coerente con il contesto macroeconomico: la crescita del PIL proiettata oltre il 2% nel 2025-2026, il risanamento del sistema bancario (NPL ai minimi storici) e l’afflusso di fondi UE hanno infuso fiducia al tessuto imprenditoriale greco.

 

All’opposto si trova la **Bulgaria**, che registra l’incremento più elevato dei ritardi gravi nell’intera Europa: +6,6% rispetto al 2024, raggiungendo quota 9,6%. Insieme a Portogallo (20,2%) chiude anche la classifica europea dei pagatori puntuali.

 

## **America: stabilità negli Stati Uniti, segnali di criticità in Messico**

 

Nel Nord America il quadro dei pagamenti si mantiene complessivamente stabile. Gli Stati Uniti registrano una quota di pagamenti puntuali pari al 60,3%, confermando una buona tenuta del sistema economico e della liquidità delle imprese. Il Canada mostra dinamiche sostanzialmente in linea con l’anno precedente (42,3%), mentre il Messico evidenzia un peggioramento sia nella puntualità (-4,3% rispetto al 2024) sia nei ritardi gravi (+3,4% rispetto al 2024), segnalando un aumento delle tensioni finanziarie lungo le filiere.

 

## **Asia: miglioramenti selettivi e peggioramenti marcati**

 

In Asia emerge un panorama fortemente eterogeneo, con andamenti dei pagamenti molto diversi da Paese a Paese. Alcuni mercati mostrano segnali di miglioramento, come la Thailandia, dove i pagamenti alla scadenza salgono al 74,8% (+20,4 punti percentuali rispetto al 2024), e la Cina, che registra un lieve aumento della puntualità al 57,4% e una riduzione dei ritardi gravi al 3,2%. Anche l’India evidenzia un calo dei ritardi gravi, scesi al 6,8% dall’8,4%, mentre Israele mostra variazioni più contenute.  
 Accanto a questi segnali positivi, restano però situazioni più critiche. Le Filippine mostrano il peggioramento più netto dell’area, con i pagamenti alla scadenza in forte calo al 61,2% rispetto all’81,4% del Q4 2024 e i ritardi oltre 90 giorni in aumento al 14,2%. Taiwan si conferma tra i Paesi più solidi, con il 72,4% di pagamenti puntuali e ritardi gravi quasi nulli (0,2%), mentre Hong Kong ed Emirati Arabi Uniti mantengono livelli di puntualità più contenuti, pur con quote di ritardi oltre 90 giorni relativamente contenute.

 

**Marco Preti, Amministratore Delegato di CRIBIS***: “L’ultima edizione dello Studio Pagamenti evidenzia un contesto globale sempre più eterogeneo, in cui coesistono modelli virtuosi e segnali di criticità. Se il Nord Europa continua a distinguersi per livelli di puntualità elevati, l’Italia conferma alcune fragilità nei comportamenti di pagamento, con una pressione crescente sulla gestione della liquidità.*

 

*Questo andamento non può essere letto in modo isolato, ma va inserito in un contesto macroeconomico e geopolitico che nel 2025 è stato caratterizzato da forti discontinuità. Le tensioni internazionali ancora persistenti, a partire dal conflitto in Ucraina e dalle instabilità in Medio Oriente con impatti diretti sulle rotte commerciali, hanno continuato a generare volatilità nei costi energetici e nelle catene di approvvigionamento.*

 

*Allo stesso tempo, il confronto internazionale evidenzia che esistono modelli più resilienti. I Paesi che performano meglio sono quelli in cui le imprese hanno adottato approcci strutturati alla gestione del rischio di credito, facendo leva su dati avanzati, strumenti predittivi e processi decisionali più evoluti.*

 

*Il 2026 si è aperto inoltre con un inasprirsi delle tensioni geopolitiche e in uno scenario del genere rafforzare la cultura del credito e dotarsi di strumenti evoluti diventa una leva fondamentale per affrontare l’incertezza”*.

 

**Note metodologiche**

 

Lo Studio Pagamenti è l’Osservatorio trimestrale di CRIBIS sui comportamenti di pagamento delle imprese italiane e internazionali. I dati vengono raccolti attraverso CRIBIS iTrade, il più grande network mondiale sui pagamenti, con oltre 2 miliardi di esperienze raccolte su più di 700 settori in 37 Paesi che coprono oltre il 90% del PIL mondiale. I dati dell’edizione 2026 sono riferiti al Q4 2025 e confrontati con i periodi equivalenti degli anni precedenti. Le imprese sono classificate in tre fasce: pagamenti alla scadenza, ritardi fino a 90 giorni e ritardi gravi (oltre 90 giorni).

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Fonte: [Studio Pagamenti 2026: l’Italia scivola nella classifica mondiale. La Danimarca il miglior pagatore](https://giornaledellepmi.it/studio-pagamenti-2026-litalia-scivola-nella-classifica-mondiale-la-danimarca-il-miglior-pagatore/), Il Giornale delle PMI.
