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title: "STUDI CONFARTIGIANATO – Riforma regole di bilancio Ue: nei 6 paesi ad alto debito il 43% del PIL europeo. In Italia -4,5 punti debito/PIL in 3 anni"
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author: "Redazione"
published: 2023-03-02T07:10:38+01:00
modified: 2023-03-01T21:16:52+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# STUDI CONFARTIGIANATO – Riforma regole di bilancio Ue: nei 6 paesi ad alto debito il 43% del PIL europeo. In Italia -4,5 punti debito/PIL in 3 anni

*Redazione · 2 Marzo 2023 · Il Giornale delle PMI*

> Nel corso del 2023 sui tavoli delle istituzioni europee si giocheranno partite chiave per l’economia e per le imprese italiane.

Nel corso del 2023 sui tavoli delle istituzioni europee si giocheranno partite chiave per l’economia e per le imprese italiane. Il percorso delle norme europee sulla [prestazione energetica nell’edilizia](https://www.consilium.europa.eu/it/infographics/fit-for-55-making-buildings-in-the-eu-greener/), sul [divieto di vendita dal 2035 di autoveicoli nuovi con motori diesel e benzina](https://bit.ly/3lIKuvR), e del [piano industriale del Green Deal](https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52023DC0062&qid=1677661212385&from=EN) determineranno la traiettoria della transizione green, mentre la [revisione degli interventi del PNRR](https://www.politicheeuropee.gov.it/it/comunicazione/notizie/6-feb-2023-cabina-pnrr/) definirà i flussi degli investimenti nei prossimi quattro anni.

 

Una attenzione particolare riguarda la [proposta della Commissione europea](https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52022DC0583&from=IT) per la **riforma del quadro di governance economica dell’UE** varata il 9 novembre 2022, in cui viene proposta una disciplina di bilancio impostata su regole più semplici che garantiscano “*una crescita equa e sostenibile nel quadro di un percorso credibile di riduzione del debito*“.

 

#### La riforma del Patto di stabilità e crescita

 

La proposta prevede una differenziazione degli Stati membri sulla base del rapporto debito/PIL: nella **fascia di debito superiore al 90% del PIL**, si collocano 6 paesi – Grecia, Italia, Spagna Francia, Portogallo e Belgio – che rappresentano il 43% dell’economia Ue. Nella fascia tra il 60 e 90% del PIL si collocano 7 paesi, il 31,1% del PIL dell’Ue a 27, di cui il 24,6% è riferito alla Germania. I restanti 14 paesi, che rappresentano il 25,6% dell’economia Ue, sono nella **fascia di debito inferiore al 60% del PIL**: in questo *cluster* sono maggiormente presenti le economie più piccole dell’Ue e con propria valuta, al di fuori dell’eurozona.

 

La proposta della Commissione mantiene invariati i valori di riferimento del trattato – disavanzo del 3% del PIL e un rapporto debito/PIL del 60% – ponendo al centro un **percorso adeguato e credibile di riduzione del debito verso il 60% del PIL**.

 

La nuova governance prevede una proposta della Commissione di percorso pluriennale – almeno quattro anni – di **aggiustamento del debito**, a cui sono associati **interventi sulla spesa primaria netta**, ovvero “*al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate ed escludendo la spesa per interessi e la spesa ciclica derivante dalla disoccupazione*”.

 

Sulla base delle indicazioni, ogni Stato membro andrà a definire un piano di bilancio strutturale di medio termine, associato a riforme a piani di investimento, finalizzato alla diminuzione sostenibile del debito. A seguire si articoleranno le valutazioni e le approvazioni di Commissione e Consiglio e il monitoraggio annuale, con una intensificazione dei controlli ex post vincolanti e, per i **Paesi con elevato rapporto debito PIL**, l’allontanamento dal percorso pluriennale determinerebbe l’**apertura automatica della procedura di infrazione**.

 

Nel corso dell’iter di discussione delle nuove regole saranno decisive le alleanze per contrastare le spinte rigoriste dei Paesi frugali del Nord Europa.

 

#### Il sentiero del debito/PIL per l’Italia

 

Con la manovra di bilancio 2023-2025 si è tracciata una riduzione del deficit di bilancio di 2,6 punti in tre anni (dal 5,6% del 2022 al 3,0% nel 2025), con il ritorno di un avanzo primario nel 2024 (+02% PIL) e nel 2025 (+1,1%). Con questa intonazione restrittiva – pericolosa per la crescita se sincronizzata con una stretta monetaria, come evidenziato in [una recente analisi pubblicata su IlSussidiario.net](https://bit.ly/3JKosTG), il rapporto tra debito e PIL è previsto in discesa di 4,5 punti in tre anni, passando dal 145,7% nel 2022 al 141,2% nel 2025.

 

#### Consuntivo 2022 migliore delle previsioni

 

A dicembre 2022 il debito contabilizzato da Banca d’Italia è arrivato a 2.762,4 miliardi di euro; sulla base del valore del PIL pubblicato oggi dall’Istat, il debito è pari 144,7% del PIL, un valore migliore di 1 punto percentuale rispetto alle previsioni della Nota di aggiornamento al DEF di novembre.

 

#### Stop agli acquisti della Bce

 

La quota di debito detenuta dalla Banca d’Italia, per conto dell’Eurosistema, è salita al 26,1%, in forte aumento rispetto al 16,8% del 2019, prima dello scoppio della pandemia: in tre anni il debito pubblico detenuto dalla Banca d’Italia è salito di 315,5 miliardi. Le autorità monetarie hanno interrotto gli acquisti netti di titoli di Stato, [da luglio 2022 quelli previsti dal programma Asset Purchase Programme (APP) e da aprile 2022 quelli del Pandemic Emergency Purchase Programme (PEPP)](https://www.bancaditalia.it/compiti/polmon-garanzie/pspp/index.html).

 

La stretta monetaria in corso influisce sulla **spesa pubblica per interessi**: il rendimento medio dei BTP decennali emessi a dicembre 2022 è dell’3,96%, in aumento di 257 punti base rispetto all’1,39% delle emissioni di febbraio. Secondo una [analisi di sensitività condotta dall’Upb](https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/05/Rapporto_progr-2022.pdf), un aumento di 100 punti base sulla curva dei rendimenti dei titoli di Stato italiani a partire dal 2023 cumulerebbe in tre anni un aumento della spesa per interessi di 19,3 miliardi di euro in 3 anni.

 

#### Debito/PIL nei tre gruppi paesi Ue

 

##### 2023, % del PIL – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea

 

**[![](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2023/03/Debito-PIL-nei-tre-gruppi-paesi-Ue.jpg)](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2023/03/Debito-PIL-nei-tre-gruppi-paesi-Ue.jpg)**

  

#### Debito pubblico e PIL in paesi Ue ad alto, medio e basso debito

 

##### 2023, % sul totale Ue 27 – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea

 

**![](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2023/03/Debito-pubblico-e-PIL-in-paesi-Ue-ad-alto-medio-e-basso-debito.jpg)**

 

#### Debito pubblico in rapporto al PIL

 

##### Anni 2010-2021 e 2022-2025 quadro programmatico NADEF rivista e integrata di novembre 2022 – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef

 

**[![](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2023/03/Debito-pubblico-in-rapporto-al-PIL.jpg)](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2023/03/Debito-pubblico-in-rapporto-al-PIL.jpg)**

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Fonte: [STUDI CONFARTIGIANATO – Riforma regole di bilancio Ue: nei 6 paesi ad alto debito il 43% del PIL europeo. In Italia -4,5 punti debito/PIL in 3 anni](https://giornaledellepmi.it/studi-confartigianato-riforma-regole-di-bilancio-ue-nei-6-paesi-ad-alto-debito-il-43-del-pil-europeo-in-italia-45-punti-debito-pil-in-3-anni/), Il Giornale delle PMI.
