---
title: "STUDI CONFARTIGIANATO – Riforma delle partecipate locali, il 44,6% delle partecipazioni non è conforme alla normativa"
url: https://giornaledellepmi.it/studi-confartigianato-riforma-delle-partecipate-locali-il-446-delle-partecipazioni-non-e-conforme-alla-normativa/
author: "Redazione"
published: 2022-04-06T07:03:54+02:00
modified: 2022-04-05T18:35:10+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["INFOIMPRESA"]
---

# STUDI CONFARTIGIANATO – Riforma delle partecipate locali, il 44,6% delle partecipazioni non è conforme alla normativa

*Redazione · 6 Aprile 2022 · Il Giornale delle PMI*

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) varato dal Governo italiano ad aprile del 2021 prevede 134 interventi per investimenti e 63 riforme. Si tratta il più vasto programma di **riforme** degli ultimi decenni, da cui si attendono effetti rilevanti sui processi di crescita. Dall’attuazione delle riforme chiave del PNRR – su concorrenza, giustizia e pubblica amministrazione – si stima nel lungo periodo una maggiore crescita di 3,3 punti. Un impatto rilevante, per un Paese attanagliato da eccessiva burocrazia, scarsa qualità dei servizi pubblici e bassa crescita: nei primi vent’anni del XXI secolo, tra il 2000 e il 2019, il PIL dell’Italia è cresciuto al tasso medio annuo del 0,2%, 1,2 punti in meno della media degli altri 18 paesi dell’Eurozona.

 

Per garantire gli effetti su produttività e crescita, le riforme vanno avviate, monitorate e implementate. Serve una governance efficiente, con gli uffici della Pubblica amministrazione capaci di progettare e attuare gli interventi, integrandoli nell’attività ordinaria dello Stato e delle amministrazioni locali, misurando e controllando i risultati. Se queste condizioni non si attuano, il processo di riforma è destinato a non manifestare effetti.

 

Un caso di **riforma poco efficace** è certamente quello della razionalizzazione delle partecipate pubbliche locali contenuta nel Testo unico del 2016. Ad oltre cinque anni dalla riforma permangono **diffuse situazioni anomale**. Nel [rapporto del MEF](https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/programmi_cartolarizzazione/patrimonio_pa/Rapporto_Partecipazioni_Dati_2019.pdf) sulle partecipazioni detenute delle amministrazioni pubbliche per il 2019 si evidenzia che quasi una partecipazione su due (11.152 pari al 44,6%) non è conforme alla normativa. Per il 72,7% di queste, le pubbliche amministrazioni hanno espresso la volontà di mantenimento, nonostante l’obbligo di razionalizzazione disposto dal Testo Unico.

 

Una riforma, per essere efficace, deve essere accompagnata da un adeguato sistema di incentivi e sanzioni. Nel caso in esame, per le società partecipate che non rispettano il parametro sui dipendenti – con il numero dei dipendenti pari a zero o superiore al numero degli amministratori – il 69,6% delle amministrazioni hanno dichiarato di voler mantenere la partecipazione nella società, senza azioni di razionalizzazione. Analogamente, per le società con il fatturato medio non in linea la normativa, nel 72,5% delle partecipazioni le amministrazioni hanno manifestato la volontà di mantenere comunque la partecipazione nella società, senza intervenire.

 

*Last but not least*, le partecipate locali operano frequentemente in condizioni di scarsa concorrenza. Già nel Country report del 2019, la Commissione europea evidenziava che “*la mancanza di procedure competitive per l’aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi e delle concessioni per i beni pubblici incide negativamente sulla qualità (e sul costo) dei servizi*”.

 

Nell’ultima ricognizione della Corte dei conti, gli **affidamenti diretti** (*in house*) da parte degli enti rappresentano il 92,9% del totale di 18.251 affidamenti e l’86,3% dell’impegno annuale di 11.018 milioni di euro, mentre risultano affidati mediante gara solo il restante 9,0% degli affidamenti, per 1.501 milioni di euro, pari al 13,7% del totale. In particolare, nei settori dei servizi strumentali l’applicazione dei meccanismi concorrenziali diventa marginale: solo il 2,9% del valore dei servizi acquistati viene affidato con le gare.

 

Una maggiore concorrenzialità selezionerebbe le imprese più efficienti, con effetti positivi su produttività, investimenti e costo dei servizi per i cittadini, favorendo la crescita economica.

 

#### Esito ricognizione partecipazioni delle Amministrazioni locali per conformità al Testo Unico 2016 (T.U.S.P.)

 

##### *anno 2019, numero e % – aborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Ministero dell’Economia e delle Finanze*

 

[![](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2022/04/Esito-ricognizione-partecipazioni-delle-Amministrazioni-locali-per-conformita-al-Testo-Unico-2016-T.U.S.P..jpg)](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2022/04/Esito-ricognizione-partecipazioni-delle-Amministrazioni-locali-per-conformita-al-Testo-Unico-2016-T.U.S.P..jpg)

 

#### Affidamenti a partecipate di Enti territoriali per settore e tipologia

 

##### *anno 2018, numero e importi e % sul totale – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Corte dei conti*

 

[![](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2022/04/Affidamenti-a-partecipate-di-Enti-territoriali-per-settore-e-tipologia.jpg)](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2022/04/Affidamenti-a-partecipate-di-Enti-territoriali-per-settore-e-tipologia.jpg)

---

Fonte: [STUDI CONFARTIGIANATO – Riforma delle partecipate locali, il 44,6% delle partecipazioni non è conforme alla normativa](https://giornaledellepmi.it/studi-confartigianato-riforma-delle-partecipate-locali-il-446-delle-partecipazioni-non-e-conforme-alla-normativa/), Il Giornale delle PMI.
