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title: "STUDI CONFARTIGIANATO – Next Generation EU: con investimenti aggiuntivi +3 punti di PIL entro il 2025"
url: https://giornaledellepmi.it/studi-confartigianato-next-generation-eu-con-investimenti-aggiuntivi-3-punti-di-pil-entro-il-2025/
author: "Redazione"
published: 2020-09-23T07:06:12+02:00
modified: 2020-09-22T18:29:31+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["INFOIMPRESA", "La rassegna dell'una"]
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# STUDI CONFARTIGIANATO – Next Generation EU: con investimenti aggiuntivi +3 punti di PIL entro il 2025

*Redazione · 23 Settembre 2020 · Il Giornale delle PMI*

Il peso della **crisi Covid-19** sull’economia italiana è confermata dalle previsioni dell’Ocse della scorsa settimana, che indicano per l’Italia un calo del PIL per quest’anno del 10,5% e una ripresa del 5,4% per il prossimo anno: nel 2021 il PIL dell’Italia sarà del 5,7% inferiore al livello pre Covid-19 e di 9,4 punti inferiore al livello del 2007, precedente allo scoppio della Grande crisi.

 

I dati pubblicati nei giorni scorsi confermano la fase critica per l’economia italiana. Nel secondo trimestre del 2020 l’occupazione scende del 3,6%, mentre nei cinque mesi della crisi le esportazioni scendono del 20,5% e le importazioni calano del 23,4%.

 

Il quadro economico rimane fragile e sono essenziali adeguate **politiche di rilancio**, anche attraverso le risorse messe in campo dall’Unione europea. Nel [discorso sullo stato dell’Unione di mercoledì scorso](https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/speech_20_1655) viene indicato che il 20% di Next Generation EU sarà investito sul digitale, il 37 % sarà destinato agli interventi del *Green Deal* europeo, per portare almeno al 55 % l’obiettivo di riduzione delle emissioni entro il 2030.

 

**Risorse alle PMI e agli investimenti** – Secondo le [indicazioni della Commissione europea pubblicate giovedì scorso](https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_20_1658), i piani di ripresa e resilienza degli Stati membri finanziati dai fondi europei dovranno rispettare le **raccomandazioni della Commissione sui programmi nazionali di riforma** del 2019 e del 2020, tra le quali va ricordato il sostegno per le piccole e medie imprese, e l’orientamento degli interventi verso gli investimenti. Questi, infatti, dovranno irrobustire il sistema produttivo italiano, fatto di piccole imprese diffuse sul territorio, come [evidenziato da Confartigianato](https://www.confartigianato.it/2020/09/recovery-fund-confartigianato-alla-camera-con-risorse-ue-puntare-su-piccole-imprese-forza-del-made-in-italy/) nell’audizione della Commissione Attività Produttive della Camera sull’individuazione delle priorità nell’utilizzo del Recovery Fund.

 

Inoltre, la Commissione indica **sette specifici criteri strategici** dell’UE, di cui tre relativi al green: maggiore utilizzo di energia pulita, miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici – nell’Ue gli immobili sono responsabili del 40 % delle emissioni – e adozione di tecnologie per sistemi di trasporto sostenibili, accessibili e intelligenti. I ‘progetti faro’, inoltre, dovranno prevedere l’estensione dei servizi veloci a banda larga, comprese le reti in fibra ottica e 5G, la digitalizzazione della pubblica amministrazione e dei servizi pubblici, tra cui sistemi giudiziari e sanitari, un maggiore utilizzo dei dati e adattare i sistemi d’istruzione per promuovere le competenze digitali e la formazione scolastica e professionale per tutte le età.

 

Un punto focale degli interventi sarà rappresentato dalla **spesa per investimenti pubblici** la quale, grazie ad un più elevato moltiplicatore, garantisce un maggiore impatto sulla crescita. Su questo fronte va invertita la tendenza: dal 2009 al 2019 gli investimenti pubblici in rapporto al PIL, sono scesi di 1,4 punti, passando da 3,7% a 2,3%, un livello inferiore di mezzo punto a quello dell’area euro (2,8%). Nelle [Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza](https://bit.ly/32zOEua) individua l’obiettivo di portare gli investimenti al 3% del PIL.

 

Come evidenziato dall’audizione di Banca d’Italia del 7 settembre, nell’ipotesi di utilizzare le risorse del Recovery Fund per investimenti aggiuntivi, si avrebbe un aumento cumulato del livello del PIL di circa 3 punti percentuali entro il 2025, con un incremento degli occupati di circa 600.000 unità.

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Fonte: [STUDI CONFARTIGIANATO – Next Generation EU: con investimenti aggiuntivi +3 punti di PIL entro il 2025](https://giornaledellepmi.it/studi-confartigianato-next-generation-eu-con-investimenti-aggiuntivi-3-punti-di-pil-entro-il-2025/), Il Giornale delle PMI.
