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title: "STUDI CONFARTIGIANATO – Medio Oriente in fiamme: con crisi geopolitiche e tensione prezzi energia a rischio 0,2 punti di PIL nel 2025 e 0,5 punti nel 2026"
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author: "Redazione"
published: 2024-10-02T07:30:21+02:00
modified: 2024-10-01T18:32:32+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
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# STUDI CONFARTIGIANATO – Medio Oriente in fiamme: con crisi geopolitiche e tensione prezzi energia a rischio 0,2 punti di PIL nel 2025 e 0,5 punti nel 2026

*Redazione · 2 Ottobre 2024 · Il Giornale delle PMI*

La crescente situazione di instabilità in Libano a seguito dei bombardamenti in corso su varie aree del Paese ha ulteriormente acuito le tensioni in Medio Oriente. Il perdurare di una diffusa instabilità geopolitica rallenta la **ripresa del commercio internazionale**: secondo gli ultimi dati del *CPB World Trade Monitor*, nei primi sette mesi del 2024 il volume del commercio mondiale sale dell’1,1% a fronte di una crescita del +2,8% prevista per quest’anno da parte del Fondo monetario internazionale.

 

Le ultime tendenze del commercio internazionale e le ricadute sul sistema delle imprese saranno esaminate nel corso del [webinar di lunedì prossimo,7 ottobre 2024](https://bit.ly/4dehAJj) in cui sarà presentato il 31° Report su trend economia, congiuntura e MPI, ‘**Filiere del made in Italy, congiuntura e prospettive della politica di bilancio**’.

 

I rischi derivanti da una debole ripresa del commercio internazionale e una risalita dei prezzi dell’energia, potenzialmente innescabile da una escalation della crisi in Medio Oriente, impattano negativamente sulla crescita dell’economia italiana. Nel Piano strutturale di bilancio di medio termine 2025-2029 varato dal Governo venerdì scorso sono proposti alcuni **scenari di rischio** che valutano l’impatto sulle previsioni macroeconomiche di alcune ipotesi sulle variabili esogene internazionali meno favorevoli rispetto al quadro di riferimento. Nello scenario che prevede un **andamento meno vigoroso della domanda mondiale** – che ipotizza un tasso di crescita dell’export inferiore di mezzo punto percentuale nel 2025 e di un punto nel 2026 – il tasso di crescita del PIL risulterebbe inferiore, rispetto al quadro di riferimento del Piano, di 0,1 punti percentuali nel 2025, 0,3 punti nel 2026 e 0,1 punti nel 2027. Nel caso di **evoluzione meno favorevole dei prezzi dei beni energetici** – quotazioni di petrolio e gas maggiori, rispetto allo scenario di riferimento, rispettivamente, di 10 dollari e 10 euro sia nel 2025 che nel 2026 – si registrerebbe un tasso di crescita del PIL inferiore, rispetto al quadro di riferimento del Piano, di 0,1 punti percentuali nel 2025 e 0,2 punti nel 2026. Nel totale i due rischi esaminati cumulano un effetto recessivo di 0,2 punti di PIL nel 2025 e di 0,5 punti nel 2026.

 

**Medio Oriente: export made in Italy e import di energia** – L’allargamento del conflitto nel Medio Oriente interessa un’area che è strategica per l’Italia per la fornitura di commodities energetiche, e rappresenta un rilevante mercato di sbocco di prodotti made in Italy. I paesi dell’area del Medio Oriente concentrano quasi un terzo delle forniture di energia all’Italia, mentre rappresentano un mercato che nel 2024 (ultimi dodici mesi a luglio), vale 25,9 miliardi di euro, pari al 4,1% del totale dell’export italiano.

 

Il mercato mediorientale, nel suo complesso, nei primi sette mesi del 2024 manifesta **segnali di resilienza**, con un aumento del 7,0% dell’export a fronte di una stazionarietà del totale dell’export nel mondo, con un maggiore dinamismo rispetto all’aumento dell’1,8% dei paesi extra Ue.

 

Il **settore di esportazione** più rilevante è quello dei macchinari e impianti con il 25,3% dell’export verso il Medio Oriente, seguito da altre manifatture – che comprendono i mobili, la gioielleria e l’occhialeria – con il 12,5%, moda con il 9,2%, mezzi trasporto con l’8,8%, metallurgia e metalli con il 7,7%, alimentare e bevande con il 7,2% e apparecchiature elettriche con il 7,0%.

 

L’**analisi per paese** evidenzia che il primo mercato del Medio Oriente è quello degli Emirati Arabi Uniti con il 26,8% dell’export del 2023 nell’area, seguiti da Arabia Saudita con 19,4%, Israele con 13,4%, Qatar con 10,7%, Kuwait con 9,0%. Seguono Libano (4,5%), Iraq (3,6%), Giordania (2,5%), Repubblica islamica dell’Iran (2,4%), Oman (1,7%), Azerbaigian (1,5%), Georgia (1,5%), Armenia (1,3%), Bahrein (1,1%), Yemen (0,3%), Siria (0,2%) e Territorio palestinese occupato con 45 milioni (0,2%).

 

In **chiave dinamica**, tra i maggiori mercati del Medio Oriente si registra una crescita dell’export verso Arabia Saudita (+23,5%) ed Emirati Arabi Uniti (+21,8% nei primi sei mesi del 2024), mentre sono in flessione le vendite del made in Italy in Qatar (-41,6%), Kuwait (-17,7%) e Israele (-10,0%).

 

**I territori più esposti in Medio Oriente**. Considerando le più recenti rilevazioni sulle esportazioni a livello territoriale riferite all’anno terminante a giugno 2024, le esportazioni di prodotti manifatturieri in Medio Oriente rappresentano l’1,53% del valore aggiunto dell’Italia, valore superato dall’1,88% del Nord-Ovest e dell’1,86% del Nord-Est, mentre il Centro si attesa sull’1,42% ed il Mezzogiorno è a 0,65%.

 

A **livello regionale** risulta più esposta la Toscana le cui esportazioni di made in Italy in Medio Oriente rappresentano il 2,95% del valore aggiunto regionale ed ammontano a 3,1 miliardi di euro, pari al 12,6% delle vendite italiane nell’area. Superano inoltre l’esposizione media nazionale: il Piemonte con il 2,09% (2,6 miliardi di vendite, pari al 10,4%), l’Emilia-Romagna con il 2,07% (3,1 miliardi di vendite, pari al 12,5% del totale vendite italiane nell’area), il Veneto con il 2,02% (3,0 miliardi di vendite, pari al 12,2%), la Lombardia con l’1,91% (prima regione esportatrice nell’area con 7,1 miliardi di vendite e una quota di 28,5%) ed il Friuli-Venezia Giulia con l’1,77% (645 milioni di euro di vendite, pari al 2,6%).

 

Per quanto riguarda la dinamica dell’export di made in Italy in Medio Oriente, a fronte di crescita pari al 4,3% nel primo semestre del 2024 (migliore del +6,6% dello stesso periodo del 2023), crescono tra le regioni più esposte: la Toscana con il +20,4% (meglio rispetto al +17,7% di un anno prima), la Lombardia con il +11,3% (peggio rispetto al precedente +12,9%) e l’Emilia-Romagna con il +9,0% (meglio rispetto al corrispondente +8,7%). All’opposto si rilevano cali, oltretutto in controtendenza rispetto al I semestre 2023, per il Friuli-Venezia Giulia che segna un pesante -60,5% (era +0,3%), seguito dal Veneto con -8,8% (era +3,4%) e dal Piemonte con il -7,6% (era al +2,2%).

 

A **livello provinciale** risultano esposte più il doppio della media: Arezzo (11,79%), Siracusa (5,30%), Vercelli (4,99%), Massa-Carrara (4,89%), Vicenza (3,96%), Cagliari (3,93%), Trieste (3,50%), Firenze (3,46%), Piacenza (3,32%) e Belluno (3,08%). Seguono con esposizione superiore alla media: Modena (2,96%), Varese (2,87%), Bergamo (2,72%), Lecco (2,64%), Monza e Brianza (2,46%), Siena (2,40%), Torino (2,39%), Bologna (2,35%), Cuneo (1,96%), Treviso (1,96%), Padova (1,94%), Reggio Emilia (1,87%), Milano (1,78%), Macerata (1,74%), Lucca (1,72%), Lodi (1,72%), Pordenone (1,70%), Alessandria (1,66%), Brescia (1,64%), Ascoli Piceno (1,61%), Parma (1,60%) e Forlì-Cesena (1,54%).

 

#### Esposizione sul mercato del Medio Oriente per regione

 

*Export manifatturiero dei 12 mesi terminanti a giugno 2024 in % al valore aggiunto 2021 – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat*

 

[![](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2024/10/Esposizione-sul-mercato-del-Medio-Oriente-per-regione.webp)](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2024/10/Esposizione-sul-mercato-del-Medio-Oriente-per-regione.webp)

  

#### Dinamica delle esportazioni manifatturiere sul mercato del Medio Oriente nel I semestre 2024 per regione

 

*I semestre 2024. Variazione %. Pallini verdi: performance migliore vs anno precedente – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat*

 

[![](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2024/10/Dinamica-delle-esportazioni-manifatturiere-sul-mercato-del-Medio-Oriente-nel-I-semestre-2024-per-regione.webp)](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2024/10/Dinamica-delle-esportazioni-manifatturiere-sul-mercato-del-Medio-Oriente-nel-I-semestre-2024-per-regione.webp)[Immagine di freepik](https://it.freepik.com/foto-gratuito/veduta-di-un-carro-armato-usato-in-combattimento-e-in-tempo-di-guerra_236262331.htm#fromView=search&page=2&position=18&uuid=fa6c0d6b-6653-4d51-8e8e-05470b63e288)

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Fonte: [STUDI CONFARTIGIANATO – Medio Oriente in fiamme: con crisi geopolitiche e tensione prezzi energia a rischio 0,2 punti di PIL nel 2025 e 0,5 punti nel 2026](https://giornaledellepmi.it/studi-confartigianato-medio-oriente-in-fiamme-con-crisi-geopolitiche-e-tensione-prezzi-energia-a-rischio-02-punti-di-pil-nel-2025-e-05-punti-nel-2026/), Il Giornale delle PMI.
