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title: "STUDI CONFARTIGIANATO – L’Italia sale al 1° posto in Ue a 27 per inflazione energetica. Con stretta monetaria, riduzione del deficit e ritardi PNRR rischio stagflazione"
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author: "Redazione"
published: 2022-12-20T07:10:35+01:00
modified: 2022-12-19T18:45:53+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# STUDI CONFARTIGIANATO – L’Italia sale al 1° posto in Ue a 27 per inflazione energetica. Con stretta monetaria, riduzione del deficit e ritardi PNRR rischio stagflazione

*Redazione · 20 Dicembre 2022 · Il Giornale delle PMI*

> Il divergente andamento dei prezzi delle commodities energetiche pone un problema di competitività dell'economia italiana.

Nella seduta del 15 dicembre il [Consiglio della Bce ha inasprito la stretta monetaria](https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2022/html/ecb.mp221215~f3461d7b6e.it.html), con un ulteriore rialzo di 50 punti base i tassi di riferimento, portando l’aumento a 250 punti base da luglio a dicembre. I **tassi di interesse** aumenteranno ancora, “*in misura significativa a un ritmo costante*” per garantire un “*ritorno tempestivo*” dell’inflazione al target del 2%, da cui siamo ancora lontani: secondo i dati definitivi di novembre 2022 pubblicati venerdì scorso, l’**inflazione** nell’Eurozona scende al 10,1% dal 10,6% di ottobre, mentre in Italia rimane costante al 12,6%.

 

In un semestre di recessione tecnica – terzo trimestre 2022 e primo trimestre del 2023 con segno negativo della crescita del PIL – la **politica monetaria** diventa pro-ciclica e sincronizzata con una **politica fiscale** prudente, finalizzata a garantire una riduzione del debito, come confermato dal parere[della Commissione europea](https://economy-finance.ec.europa.eu/system/files/2022-12/c_2022_9622_1_it.pdf) sul documento programmatico di bilancio dell’Italia pubblicato mercoledì scorso. Come evidenziato nel [22°report Confartigianato presentato il 5 dicembre,](https://bit.ly/22threport) la manovra di bilancio varata dal Governo, nel 2023 è espansiva portando l’indebitamento netto dal -3,4% PIL tendenziale (a legislazione costante) al -4,5% PIL programmatico (con effetti della manovra). Persiste, però, un elevato **sforzo fiscale**, con l’indebitamento netto strutturale, al netto delle misure una tantum e della componente ciclica, che si riduce di 1,3 punti, passando dal -6,1% del PIL nel 2022 al -4,8% del 2023.

 

Sulla crescita pesano anche i ritardi degli interventi del **Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)**, come ha [evidenziato una recente analisi di Confartigianato](https://www.confartigianato.it/2022/12/studi-detrazioni-edilizia-ragnatela-di-burocratica-di-224-interventi-1-modifica-normativa-ogni-16-giorni/). Va ricordato che sulla previsione del Governo di crescita del PIL nel 2023 del +0,6%, 0,3 punti arrivano dalla manovra di bilancio e altri 0,3 punti dall’attuazione del PNRR: senza questi due impulsi l’economia italiana segnerebbe una ‘crescita zero’, avvicinandosi pericolosamente ad una **stagflazione**. Uno **scenario di recessione e alta inflazione** che non si concretizza da 47 anni: fu nel 1975 che il PIL scese del 2,4% a fronte di un tasso di inflazione del 17,0% mentre risultarono più contenuti i tassi di inflazione in altre recessioni (inflazione al +3,0% nel 2012, al +3,3% nel 2008 e al +4,6% nel 1993).

 

La più elevata inflazione in Italia è alimentata da una crescita dei **prezzi dell’energia** che non ha confronto in Europa. A novembre i prezzi dei beni energetici salgono del 68,1% (era 71,7% ad ottobre), un ritmo doppio del +34,9% della media dell’Eurozona. Si tratta dell’inflazione energetica più alta di tutta l’Unione europea a 27, dopo il marcato rallentamento registrato nei Paesi Bassi. Nel dettaglio, a novembre l’indice dei **prezzi dell’energia elettrica** in Italia sale del 174,8% (era 199,0% ad ottobre) a fronte del +39,6% registrato in Eurozona; persiste un ampio divario anche per i **prezzi del gas**, che in Italia salgono del 96,5% rispetto al 67,0% della media europea. Gli effetti recessivi sui bilanci di famiglie e imprese italiane innescati dal **caro bollette** sono più intensi rispetto agli altri paesi Ue: se prendiamo in considerazione la media dei primi undici mesi del 2022, l’indice dei **prezzi di elettricità, gas e altri combustibili** in Italia sale del 81,7% rispetto allo stesso periodo del 2021, in Germania del 33,2% mentre in Francia la crescita si ferma al 18,8%. Secondo le [recenti valutazioni dell’Istat](https://www.istat.it/it/files/2022/12/Istat-Audizione-Bilancio-2023.pdf), per i **consumi energetici dell’abitazione principale** le famiglie residenti in Italia hanno sostenuto nel 2020 una spesa complessiva di 36,0 miliardi di euro, di cui l’83,8% è attribuibile al metano (15,6 miliardi di euro) e all’energia elettrica (14,5 miliardi). Seguono la legna da ardere e il pellet con 2,5 miliardi di euro, il GPL (di rete o in bombola/cisterna) con 1,8 miliardi di euro (5% della spesa totale) e il gasolio con 0,8 miliardi (2,3%). Una quota residua di spesa (0,7 miliardi di euro) compete agli impianti centralizzati (per riscaldamento o acqua calda), alimentati a biomasse o ad altra fonte.

 

Il **divergente andamento dei prezzi delle commodities energetiche** pone un problema di **competitività dell’economia italiana.** Se prendiamo a riferimento l’aggiornamento dell’[analisi di Bruegel curata da Giovanni Sgaravatti, Simone Tagliapietra e Georg Zachmann](https://www.bruegel.org/dataset/national-policies-shield-consumers-rising-energy-prices) gli **interventi contro il caro energia** in Germania ammontano al 7,1% del PIL, 2 punti sopra al 5,1% dell’Italia, nonostante l’**inflazione energetica** tedesca sia di 28 punti inferiore a quella italiana (a novembre in Germania è pari al 40,1% a fronte del 68,1% in Italia). L’intensità degli interventi statali tende a correlarsi con la pressione dei prezzi energetici, ad eccezione, come visto sopra, della Germania e dei Paesi Bassi, in cui l’intervento è relativamente meno incisivo rispetto alla più alta inflazione energetica.

 

Infine, segnaliamo che i dati sul commercio estero rilasciati venerdì dall’Istat mostrano un **allentamento della pressione della bolletta energetica** a seguito del calo di domanda e della minore crescita dei prezzi all’importazione: ad ottobre 2022 il valore delle **importazioni di energia** segna un aumento del 57,5%, in decelerazione rispetto al +145,1% di settembre, risultato di un dimezzamento dell’aumento dei prezzi (67,1% rispetto al +144,1% a settembre) e di una riduzione del 5,8% dei volumi importati (+0,4%a settembre).

 

#### Interventi governativi per proteggere famiglie e imprese dalla crisi energetica nei maggiori paesi Ue e inflazione energetica

 

##### *Inflazione energetica media 11 mesi 2022, interventi tra settembre 2021 e novembre 2022: aggiornamento al 29 novembre 2022 – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat e Bruegel*

 

[![](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2022/12/Interventi-governativi-per-proteggere-famiglie-e-imprese-dalla-crisi-energetica-nei-maggiori-paesi-Ue-e-inflazione-energetica.png)](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2022/12/Interventi-governativi-per-proteggere-famiglie-e-imprese-dalla-crisi-energetica-nei-maggiori-paesi-Ue-e-inflazione-energetica.png)

  

#### Inflazione energetica e trend prezzi elettricità gas in Ue 27

 

##### *Ottobre e novembre 2022, ordine per inflazione Energia – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat*

 

[![](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2022/12/Inflazione-energetica-e-trend-prezzi-elettricita-gas-in-Ue-27.png)](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2022/12/Inflazione-energetica-e-trend-prezzi-elettricita-gas-in-Ue-27.png)

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Fonte: [STUDI CONFARTIGIANATO – L’Italia sale al 1° posto in Ue a 27 per inflazione energetica. Con stretta monetaria, riduzione del deficit e ritardi PNRR rischio stagflazione](https://giornaledellepmi.it/studi-confartigianato-litalia-sale-al-1-posto-in-ue-a-27-per-inflazione-energetica-con-stretta-monetaria-riduzione-del-deficit-e-ritardi-pnrr-rischio-stagflazione/), Il Giornale delle PMI.
