---
title: "STUDI CONFARTIGIANATO – Le sfide delle imprese moda tra transizione green e crisi della manifattura"
url: https://giornaledellepmi.it/studi-confartigianato-le-sfide-delle-imprese-moda-tra-transizione-green-e-crisi-della-manifattura/
author: "Redazione"
published: 2025-05-09T07:20:47+02:00
modified: 2025-05-08T18:48:59+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["INFOIMPRESA"]
---

# STUDI CONFARTIGIANATO – Le sfide delle imprese moda tra transizione green e crisi della manifattura

*Redazione · 9 Maggio 2025 · Il Giornale delle PMI*

> La Moda sostenibile secondo Confartigianato.

Negli ultimi anni, la moda italiana sta vivendo una fase di profonda trasformazione, spinta da un lato dalla crescente attenzione dei consumatori verso la **sostenibilità** e dall’altro dalla **reattività delle imprese alla crisi**, ora accentuata dalla guerra dei dazi avviata dagli Stati Uniti.

 

Le nuove generazioni di consumatori si dimostrano sempre più consapevoli dell’impatto ambientale e sociale dei propri acquisti. In risposta le imprese della moda stanno adottando pratiche più sostenibili. La tracciabilità della filiera, l’uso di materiali ecologici, la riduzione degli sprechi e la promozione dell’economia circolare sono diventati principi guida diffusi tra le imprese del settore. Alla scelta etica si associa anche una maggiore competitività, dato che i consumatori premiano i prodotti che dimostrano coerenza e responsabilità.

 

Parallelamente, la moda italiana deve fare i conti con una profonda crisi che ha colpito il comparto e che ora potrebbe aggravarsi con le difficoltà legate alla guerra commerciale: L’introduzione di dazi mette sotto pressione l’export, storicamente uno dei punti di forza del sistema moda italiano.

 

**Il punto sulla congiuntura della moda** – A febbraio 2025 la produzione della moda scende del -12,9%: si tratta del 25esimo mese consecutivo con il trend in territorio negativo. Nel totale del primo bimestre del 2025 la **produzione** scende del 12,7% una tendenza che peggiora di circa un punto percentuale la flessione dell’11,8% del 2024. Ad aprile le **attese sugli ordini** ristagnano, con saldo a -8 rispetto al -8,5 di marzo e in peggioramento rispetto al -2,5% di febbraio. Sempre nei primi due mesi di quest’anno le **esportazioni** della moda scendono del 6,0% su base annua, in controtendenza rispetto al +1,4% della manifattura e con una flessione più intensa (-10,1%) nei mercati extra UE. Nel dettaglio settoriale, il calo è più marcato per gli articoli in pelle (-6,7%) e abbigliamento (-6,1%), mentre è meno pronunciato per i prodotti tessili (-3,6%).

 

I consumi rimangono deboli: dopo che nel 2024 i **consumi delle famiglie** per abbigliamento e calzature sono scesi di 1.632 milioni di euro, pari al -2,4% rispetto all’anno precedente, a marzo 2025 le **vendite al dettaglio** di abbigliamento e calzature cedono del 3,0% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente e nel complesso dei primi tre mesi del 2025 segnano una flessione dell’1,7% su base annua, con una maggiore accentuazione per le calzature (-4,4%) rispetto all’abbigliamento (-0,9%).

 

Le attese sull’occupazione sono in forte calo: le **assunzioni previste** nel trimestre aprile-giugno 2025 dalle imprese del tessile, abbigliamento e calzature sono in calo del 12,5% a fronte del calo dell’1,5% della media del manifatturiero. Le tensioni del primo bimestre dell’anno sui prezzi dell’energia si attenuano: il **prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica** ad aprile scende al di sotto della media del 2024. Persiste un rincaro del 18,5% del prezzo medio dei primi quattro mesi del 2025 rispetto alla media del 2024. Il settore della moda registra un **consumo di energia elettrica** di 4,5 TWh con un **costo dell’elettricità** che, ai prezzi medi calcolati da Eurostat, si stima che superi un miliardo di euro.

 

**I rischi dei dazi USA** – Nel primo bimestre 2025, a fronte del calo -6,0% dell’export della moda, va segnalata la crescita del 3,4% delle vendite negli Stati Uniti. Questa tendenza positiva, però, si potrebbe invertire qualora il negoziato USA-UE sui dazi non approdasse ad un accordo entro luglio e venissero applicate le [tariffe aggiuntive annunciati ad aprile](https://bit.ly/3Ej9bZw). L’export della moda sul mercato statunitense nel 2024 vale 5.569 milioni di euro, che rappresenta l’8,7% delle vendite di prodotti manifatturieri negli USA.

 

**Il significato di Moda sostenibile secondo Confartigianato** – Il complesso mix di fattori spinge molte aziende a rivedere le proprie strategie produttive e commerciali, maggiormente orientate alla sostenibilità. Il profilo della sostenibilità delle imprese della moda, un settore ad alta vocazione artigiana, è stato presentata da Maria Luisa Rubino, Responsabile nazionale Federazioni Moda e Artistico, nel corso dell’evento ‘[Sustainab-Italy. La sostenibilità della moda Made in Italy nelle percezioni dei consumatori](https://www.unimarconi.it/uploads/2025/04/DSEAGP_locandina_Sustainab-Italy_20250506.pdf)’ organizzato nell’ambito della Giornata del Made in Italy.

 

L’intervento ha evidenziato il ruolo cruciale delle micro e piccole imprese nella moda sostenibile italiana, fondata su qualità artigianale e filiere territoriali. La sostenibilità viene intesa in senso ambientale, sociale ed economico, grazie a pratiche produttive etiche e processi a basso impatto. Le certificazioni rappresentano strumenti essenziali per garantire trasparenza, sicurezza e tracciabilità, rafforzando l’immagine del Made in Italy nel mondo. I consumatori sono sempre più attenti e orientano il mercato verso prodotti certificati e responsabili. Le imprese artigiane si confermano presidio di innovazione sostenibile e coesione sociale.

 

**Investimenti e azioni per la sostenibilità** – Nell’intervento di Confartigianato è stato ricordato che nel 2024, nonostante le difficili condizioni del credito determinate dalla stretta monetaria, il 21,6% delle imprese del settore del tessile, abbigliamento e calzature hanno investito in prodotti e tecnologie green.

 

L’analisi dei dati Istat evidenzia che tra gli investimenti per una gestione più efficiente e sostenibile dell’energia e dei trasporti si osserva una maggiore diffusione per l’installazione di macchinari e impianti ad alta efficienza energetica e di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, seguiti dall’ acquisto veicoli a basse emissioni (elettrici, ibridi o alimentati a gas) e l’isolamento termico degli edifici e la realizzazione di edifici a basso consumo energetico.

 

#### Produzione della moda

 

*gennaio 2022-febbraio 2025, var. % tendenziale, dati corretti per i giorni lavorativi – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat*

 

**[![](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/05/Produzione-della-moda.png)](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/05/Produzione-della-moda.png)**

 

[Immagine di lookstudio su Freepik](https://it.freepik.com/foto-gratuito/la-donna-crea-modelli-di-abbigliamento-per-manichino_15970721.htm#fromView=search&page=1&position=15&uuid=8090ffff-b4ad-4bce-a02e-79f2006d8e0e&query=MODA)

---

Fonte: [STUDI CONFARTIGIANATO – Le sfide delle imprese moda tra transizione green e crisi della manifattura](https://giornaledellepmi.it/studi-confartigianato-le-sfide-delle-imprese-moda-tra-transizione-green-e-crisi-della-manifattura/), Il Giornale delle PMI.
