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title: "STUDI CONFARTIGIANATO – La reazione alla crisi energetica: per 47% piccole imprese riduzione margini di profitto, ma sale la solidità"
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author: "Redazione"
published: 2023-05-11T07:00:13+02:00
modified: 2023-05-10T20:10:30+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# STUDI CONFARTIGIANATO – La reazione alla crisi energetica: per 47% piccole imprese riduzione margini di profitto, ma sale la solidità

*Redazione · 11 Maggio 2023 · Il Giornale delle PMI*

> La crisi energetica ha impattato in modo severo sulle imprese italiane, ma le strategie di reazione adottate hanno consentito di superare le difficoltà e di mantenere un sentiero di crescita nel primo semestre del 2023.

La crisi energetica ha impattato in modo severo sulle imprese italiane, ma le **strategie di reazione** adottate hanno consentito di superare le difficoltà e di mantenere un sentiero di crescita nel primo semestre del 2023. Nonostante la stretta monetaria in corso le imprese italiane hanno manifestato una [buona propensione ad investire](https://bit.ly/40YyFAX) e, in particolar modo le piccole, una [robusta domanda di lavoro](https://bit.ly/3V6VOQa), soprattutto per quello stabile.

 

La crisi energetica, iniziata nel 2021 e amplificata dalle conseguenze dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, ha generato un rilevante caro bollette: le [stime di Confartigianato](https://bit.ly/22threport) indicano che nel 2022 le micro e piccole imprese hanno subito **rincari per elettricità e gas** per 23,9 miliardi di euro, con un impatto sul 6,1% del valore aggiunto prodotto.

 

Una [recente rilevazione dell’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia](https://www.confartigianato-lombardia.it/post/sondaggio-criticit%C3%A0-e-prospettive-2023-per-le-mpi-lombarde-le-principali-evidenze) evidenzia che le **difficoltà** maggiormente riscontrate negli ultimi 12 mesi dalle imprese artigiane e di piccole dimensioni sono l’aumento dei prezzi delle materie prime (80,2%), l’alto prezzo di energia elettrica e gas (54,7%, che sale al 64,4% per le manifatturiere) e la mancanza di manodopera (29,1%).

 

**Nella turbolenza energetica le imprese rimangono solide** – L’analisi dei dati contenuti nel Rapporto sulla competitività dei settori produttivi dell’Istat delinea le modalità di reazione delle imprese all’ingente aumento dei costi dell’energia e delle altre commodities. Nonostante la pervasività dell’impatto dello shock energetico, il sistema imprenditoriale italiano ho mostrato un consolidamento della ripresa successiva alla pandemia. A fine 2022 la quota di imprese italiane che non intravedevano seri rischi operativi per la propria attività al primo semestre del 2023 è del 50,2% nella manifattura e del 58,9% nei servizi, a cui si aggiunge la quota di imprese che valutano l’attività “parzialmente solida”, rispettivamente del 36,3% e del 26,4%. La **solidità del sistema imprenditoriale è in aumento** rispetto ad un anno prima: a fine 2021 si dichiarava solido il 45,3% delle imprese manifatturiere e il 37,1% di quelle dei servizi, parzialmente solido rispettivamente il 38,6% e 39,8%.

 

**Le strategie di reazione delle piccole imprese manifatturiere** – La solidità del sistema delle imprese è stata accompagnata da **strategie di reazione** all’aumento dei prezzi di beni energetici e dei costi di approvvigionamento di prodotti intermedi. Vediamo nel dettaglio le opzioni adottate nel comparto manifatturiero, dove è più alta l’esposizione alla crisi energetica. Solo il 6,3% delle piccole imprese è stata costretta a **ridurre o sospendere l’attività** a seguito dei rincari delle materie prime energetiche e nel 2,9% a seguito dell’aumento dei costi dei beni intermedi. La sospensione dell’attività è stata più diffusa nelle imprese medie (8,8%) e grandi (8,7%).

 

La reazione più frequente è stata quello dell’**aumento dei prezzi di vendita**, meno diffusa tra le piccole imprese, attuata nel 57,7% dei casi per far fronte ai rincari dell’energia e nel 67,3% dei casi per assorbire i maggiori costi dei beni intermedi. Diffusa in poco meno della metà delle piccole imprese la **riduzione dei margini di profitto** (47,3% per costi energia e 46,6% per costi energetici).

 

Circa un quarto delle piccole imprese ha **rinegoziato i contratti o cambiato il fornitore** (22,2% per rincari energetici e 23,3% per costi beni intermedi). Un 13,2% delle piccole imprese ha indicato una maggiore **efficienza energetica degli impianti** e il 17,1% il **consumo di elettricità autoprodotta**, mentre per contrastare il caro commodities il 19,5% ha indicato la **modifica dei volumi di beni intermedi acquistati**. Grazie alle economie di scala sugli investimenti e al maggiore potere contrattuale, l’autoproduzione e l’efficienza energetica degli impianti sono più diffuse tra le imprese medio-grandi.

 

Dalla **survey sulla MPI lombarde** si conferma una diffusa riduzione dei margini, che ha interessato il 73,7% delle MPI e una apprezzabile propensione ad investire in tecnologie *energy saving*: il 13,5% delle micro e piccole imprese manifatturiere ha effettuato investimenti green nell’ultimo anno per far fronte al caro bollette e quelli maggiormente diffusi riguardano l’illuminazione a basso consumo energetico e la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

 

**La reazione delle imprese dei servizi** – L’analisi dei dati del report dell’Istat fornisce alcune evidenze anche per le imprese dei servizi, tra le quali vi è una minore diffusione dell’aumento dei prezzi di vendita, utilizzato dal 30,5% delle unità, con l’eccezione di quelle del turismo, per le quali la quota supera il 56%, mentre è diffusa la riduzione dei margini di profitto (46,5%), il risparmio energetico (42,5%), la rinegoziazione dei contratti di fornitura (37,9%) e la ricerca di autosufficienza energetica mediante l’elettricità autoprodotta (34,1%). Più marcata rispetto al manifatturiero la riduzione o sospensione di attività, rilevata nel 27,3% dei casi.

 

#### Reazione delle piccole imprese manifatturiere all’aumento dei prezzi energia e beni intermedi per classe di addetti

 

*Dicembre 2022, % imprese – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat*

 

#### [![](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2023/05/Reazione-delle-piccole-imprese-manifatturiere-allaumento-dei-prezzi-energia-e-beni-intermedi-per-classe-di-addetti.jpg)](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2023/05/Reazione-delle-piccole-imprese-manifatturiere-allaumento-dei-prezzi-energia-e-beni-intermedi-per-classe-di-addetti.jpg)

 

#### Reazione imprese manifatturiere all’aumento dei prezzi di beni energetici e dei beni intermedi per classe di addetti

 

*dicembre 2022, % imprese – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat*

 

[![](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2023/05/Reazione-imprese-manifatturiere-allaumento-dei-prezzi-di-beni-energetici-e-dei-beni-intermedi-per-classe-di-addetti.jpg)](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2023/05/Reazione-imprese-manifatturiere-allaumento-dei-prezzi-di-beni-energetici-e-dei-beni-intermedi-per-classe-di-addetti.jpg)

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Fonte: [STUDI CONFARTIGIANATO – La reazione alla crisi energetica: per 47% piccole imprese riduzione margini di profitto, ma sale la solidità](https://giornaledellepmi.it/studi-confartigianato-la-reazione-alla-crisi-energetica-per-47-piccole-imprese-riduzione-margini-di-profitto-ma-sale-la-solidita/), Il Giornale delle PMI.
