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title: "STUDI CONFARTIGIANATO – Italia prima economia del mare in Ue"
url: https://giornaledellepmi.it/studi-confartigianato-italia-prima-economia-del-mare-in-ue/
author: "Redazione"
published: 2023-08-24T07:10:32+02:00
modified: 2023-08-23T17:32:53+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# STUDI CONFARTIGIANATO – Italia prima economia del mare in Ue

*Redazione · 24 Agosto 2023 · Il Giornale delle PMI*

> Il profilo dell’economia del mare è tratteggiato nell’ultimo Rapporto annuale di Confartigianato.

Nelle 66 province costiere – affacciate sul mare o con almeno la metà della popolazione residente entro 50 km dalla costa – che rappresentano l’**economia italiana del mare** sono attive 2.467.076 **micro e piccole imprese** (MPI) con 5.898.822 addetti, pari a oltre la metà (54,3%) degli addetti nazionali delle MPI. Le MPI concentrano il 70,7% degli addetti delle imprese delle province costiere, una quota nettamente superiore al 63,4% della media nazionale. Il profilo dell’economia del mare è tratteggiato nell’[ultimo Rapporto annuale di Confartigianato](https://ufficiostudi.confartigianato.it/pubblicazioni/imprese-nelleta-del-chilowatt-oro-17-rapporto-per-assemblea-22-novembre-2022/). [Qui](https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2022/11/Confartigianato_Key_Data_Imprese_Eta_chilowatt-oro_v08_22112022__web.pdf) i key data del Rapporto.

 

In particolare, nelle aree costiere si contano 526.846 le **imprese artigiane** con 1.238.045 addetti, pari alla metà (48,7%) degli addetti dell’artigianato italiano e al 14,8% degli addetti nazionali. Per quanto riguarda il **turismo**, nelle province costiere si concentra il 61,2% delle presenze turistiche totali e il 50,7% di quelle straniere e in particolare le località marine interessano il 27,1% delle presenze, dietro solo a quelle delle città d’arte (27,6%). In termini di offerta, nei territori costieri si concentra il 57,3% dell’artigianato interessato dalla domanda turistica che offre prodotti e servizi di qualità e contribuisce al trasporto dei turisti.

 

Nel **confronto internazionale** l’Italia è al primo posto in Ue a 27 per **PIL** generato nelle province costiere, pari a 906,8 miliardi di euro e alla metà (50,6%) del PIL nazionale, quota superiore rispetto al 36,6% della media Ue. Il valore dell’economia italiana del mare supera i 786,2 miliardi di euro della Francia (32,3% del PIL), i 713,2 miliardi della Spagna (57,4% del PIL) e i 458,8 miliardi dei Paesi Bassi (56,6% del PIL). L’Italia rappresenta il 12,8% del PIL dell’Ue, ma la quota sale al 17,7% per il PIL dell’economia del mare definita dalle aree costiere.

 

“Senza **artigiani e Mpi** – sottolinea il Presidente di Confartigianato **Marco Granelli** – non esisterebbe **l’’economia del mare’** e l’Italia non sarebbe al top tra le mete turistiche più apprezzate a livello internazionale. È indispensabile **valorizzare questa nostra peculiarità** negli interventi di politica economica. In particolare, per quanto riguarda il turismo, va sostenuto il sistema delle imprese artigiane e di vicinato che sono fondamentali per alimentare l’attrattività dei territori italiani”. “L’artigianato – aggiunge Granelli – rappresenta un **player di primo piano nell’economia del mare e delle aree costiere**, soprattutto nella fornitura di servizi e prodotti (stabilimenti balneari, alimentare e ristorazione, compagnie di trasporto turistico via terra e via mare), ma anche nella produzione di imbarcazioni e accessori, di attrezzatura e abbigliamento tecnico e sportivo. Decisivo è anche il contributo degli artigiani e delle Mpi nell’assicurare la mobilità di merci e persone, con un ruolo fondamentale nell’organizzazione logistica di questa filiera integrata nei porti italiani. Inoltre cittadini e turisti possono fruire di servizi flessibili e ad alta specializzazione offerti dagli operatori artigiani impegnati nel trasporto con imbarcazioni da diporto, motoscafi, bus, taxi e noleggio con conducente”.

 

La metà (50,7%) del **valore aggiunto** nazionale è generato dall’economia del mare, la quale ha registrato una maggiore resilienza nella pandemia: tra il 2019 e il 2021, la flessione del valore aggiunto delle province costiere risulta dimezzato rispetto a quello delle restanti province.

 

Il carattere peninsulare dell’Italia attribuisce un **ruolo dominante al Mezzogiorno** nell’economia del mare: nel Sud e Isole, infatti, si concentra il 43,0% del PIL dei territori costieri, davanti al 31,5% del Centro, al 20,0% del Nord-Est e al 5,5% del Nord-Ovest e nel Mezzogiorno i territori costieri determinano la quasi totalità (97,6%) del PIL della ripartizione, a fronte di 73,4% del Centro, 43,7% del Nord-Est e 8,5% del Nord-Ovest.

 

Nei territori costieri si realizza il 34,0% dell’**export** manifatturiero, pari a 167,4 miliardi di euro, una quota che sale 41,9% per l’export verso l’area del mediterraneo. In particolare la quota tocca il 94,3% per l’**export di navi e imbarcazioni**, ambito che conta circa 3mila imprese artigiane specializzate in attività cantieristiche e riparazione e manutenzione di navi e imbarcazioni che rappresentano l’88,8% dell’artigianato italiano della nautica, evidenze emerse in un [nostro approfondimento in occasione di Seafuture](https://www.confartigianato.it/2023/06/la-spezia-confartigianato-porta-a-seafuture-il-valore-delle-mpi-della-blue-economy/), la fiera internazionale della blue economy e dell’innovazione tecnologica legata al settore difesa svoltasi ad inizio giugno 2023 a La Spezia.

 

Uno degli asset dell’economia del mare è rappresentato dall’**attività portuale**, con l’apporto del sistema delle imprese del trasporto merci e della logistica. Prendendo a riferimento i 40 porti principali – ognuno con oltre un milione di tonnellate di merci movimentate in imbarco e sbarco e che insieme concentrano il 96,8% del trasporto marittimo merci nazionale – la regione con maggiore attività è la Sicilia con il 16,8% del movimento merci nel 2021, seguita dalla Liguria con il 14,9%, dal Friuli-Venezia Giulia con il 13,1% e dalla Sardegna con il 10,3%: queste prime quattro regioni insieme concentrano oltre la metà (55,0%) del movimento merci dei porti italiani.

 

#### PIL delle aree costiere in 22 paesi Ue

 

*Anno 2019. Milioni di euro. Sono esclusi: Austria, Lussemburgo, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat*

 

[![](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2023/08/PIL-delle-aree-costiere-in-22-paesi-Ue-2.png)](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2023/08/PIL-delle-aree-costiere-in-22-paesi-Ue-2.png)

 

#### Trasporto marittimo merci nei principali porti per regione

 

*Anno 2021, % tonnellate di merce imbarcata e sbarcata nei primi 40 porti – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat*

 

[![](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2023/08/Trasporto-marittimo-merci-nei-principali-porti-per-regione-2.png)](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2023/08/Trasporto-marittimo-merci-nei-principali-porti-per-regione-2.png)

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Fonte: [STUDI CONFARTIGIANATO – Italia prima economia del mare in Ue](https://giornaledellepmi.it/studi-confartigianato-italia-prima-economia-del-mare-in-ue/), Il Giornale delle PMI.
