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title: "STUDI CONFARTIGIANATO – Guerra e crisi energetica frenano il ciclo economico: i segnali statistici degli ultimi 30 giorni"
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author: "Redazione"
published: 2022-09-02T07:04:18+02:00
modified: 2022-09-01T21:50:42+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# STUDI CONFARTIGIANATO – Guerra e crisi energetica frenano il ciclo economico: i segnali statistici degli ultimi 30 giorni

*Redazione · 2 Settembre 2022 · Il Giornale delle PMI*

I segnali desunti dai **dati statistici pubblicati nelle ultime quattro settimane** indicano un rallentamento della domanda e dell’attività delle imprese, mentre la tempesta dei prezzi dell’energia fa salire l’inflazione. Sul mercato del lavoro rimane vivace la domanda per dipendenti a termine; una diffusione di *lockdown* energetici e la chiusura di attività causata dall’[insostenibile costo dell’energia per le micro e piccole imprese, che in dodici mesi è salito di 21,1 miliardi di euro](https://bit.ly/3KFe2TB), potrebbero amplificare la già conclamata crisi dell’occupazione indipendente.

 

A giugno 2022 le **vendite al dettaglio in volume** segnano una flessione congiunturale dell’1,8%, con le vendite dei beni non alimentari che diminuiscono del 2,5% mentre per i beni alimentari il calo si ferma al -0,8%.

 

A giugno 2022 la **produzione manifatturiera** diminuisce del 2,2% rispetto a maggio; il calo è più marcato per i beni strumentali (-3,3%) rispetto ai beni di consumo (-2,1%) e ai beni intermedi (-1,3%); pesa la flessione registrata dai mezzi di trasporto (-6,5%) e dalla moda (-3,0%).

 

**Manifattura in Italia più resiliente rispetto ai competitor europei** – Nel secondo trimestre 2022 in Italia il livello della produzione aumenta dell’1,4% rispetto ai tre mesi precedenti, il doppio della media Ue 27, una performance migliore rispetto alla stazionarietà della Francia e al calo dello 0,8% della Germania.

 

Sempre a giugno, il **volume del fatturato del settore manifatturiero** segna un calo congiunturale dell’1,6%, pur mantenendo un aumento dello 0,9% nel complesso nel secondo trimestre del 2022.

 

A luglio l’**indicatore ciclico ITA-coin** della Banca d’Italia – costruito sull’’informazione proveniente da un ampio insieme di variabili quantitative e qualitative – è ulteriormente diminuito, passando da -0,40 a -0,49, un livello che non si riscontrava dall’autunno del 2020, anno della pandemia.

 

Nel secondo trimestre 2022 il numero totale di **registrazioni di nuove imprese** si riduce del 2,7%, rispetto al trimestre precedente. Si mantengono gli effetti positivi delle politiche di sostegno attivate a seguito della pandemia sulla riduzione dei **fallimenti** i quali, nel secondo trimestre 2022 sono in diminuzione sia rispetto al trimestre precedente (-2,0%) sia nel confronto con lo stesso trimestre del 2021 (-14,7%).

 

A giugno i **prestiti alle imprese** salgono del 2,6% (era +2,3% il mese precedente), mentre i **tassi sui nuovi prestiti** aumentano di 25 punti base rispetto a maggio.

 

Sul fronte del commercio estero, a giugno 2022 il **volume dell’export** segna un calo del 2,1% rispetto a giugno 2021, appesantito dal calo del 3,2% dei beni strumentali e del 5,9% dei beni intermedi, mentre rimangono in territorio positivo (+3,4%) i beni di consumo. Nel complesso nei primi sei mesi del 2022 il volume delle esportazioni registra un aumento del 2,0%.

 

Negli ultimi dodici mesi (luglio 2021-giugno 2022) il **saldo del commercio estero** dell’Italia è peggiorato di 66,9 miliardi di euro rispetto ai dodici mesi precedenti. Drammatico l’ampliamento del **saldo import-export di energia** – la **bolletta energetica** – che, su base annua, arriva al massimo storico del 4,1% del PIL, come anticipato da una [nostra analisi pubblicata nei giorni scorsi](https://bit.ly/3AhBl0T); il peggioramento di 51,3 miliardi di euro della bolletta energetica determina il 76,6% dal calo del saldo del commercio estero dell’Italia.

 

Sul fronte dei prezzi ad agosto il **tasso di inflazione** in Eurozona è salito al 9,1% e in Italia al 9,0%, su livelli che non si incontravano oltre 36 anni fa, a dicembre 1985; oltre metà (52,6%) dell’aumento dei prezzi in Italia deriva dall’incremento del 44,9% dei **prezzi dei beni energetici**.

 

Le forti tensioni sui costi per materie prime ed energia si ripercuotono sui listini prezzi delle imprese: a luglio i **prezzi alla produzione** delle imprese manifatturiere non energy salgono del 12,8% rispetto un anno prima, con una accentuazione per chimica (+25,6%), legno, carta e stampa (+19,3%), gomma, plastica, vetro, cemento e ceramica (+17,7%) metallurgia e prodotti in metallo (+17,4%) e alimentari e bevande (+14,7%).

 

Sul fronte del turismo, a maggio 2022 le **entrate turistiche** (3,5 miliardi) sono state pari a quasi cinque volte +372,5%) quelle dell’anno precedente. In Veneto, la regione con il più elevato numero di turisti, i dati provvisori regionali indicano che a giugno 2022 le presenze turistiche superano del 6,6% quello dello stesso mese del 2019, precedente allo scoppio della pandemia.

 

Ad agosto l’indice di **fiducia delle imprese** diminuisce per il secondo mese consecutivo, segnando una flessione dell’1,2% e collocandosi su un livello prossimo a quello medio del primo quadrimestre dell’anno; in chiave settoriale si rileva un calo più marcato della fiducia per le costruzioni (-5,2%) rispetto a manifattura (-2,0%) e sevizi di mercato (-0,6%), mentre è in controtendenza (+4,6%) il commercio al dettaglio.

 

Sul fronte del mercato del lavoro, i dati pubblicati stamane dall’Istat evidenziano a luglio 2022 un calo dell’**occupazione** dello 0,1% rispetto a giugno, combinazione di flessione dello 0,2% per i dipendenti permanenti e per gli indipendenti e di un aumento dello 0,4% per i dipendenti a termine, delineando gli effetti sul lavoro dell’incertezza generata dal proseguimento della guerra, dalla fine anticipata della legislatura e dall’esorbitante aumento dei costi energetici delle imprese. Un aumento delle chiusure di attività causate dagli insostenibili costi dell’energia aggraverebbe la **crisi del lavoro autonomo innescata dalla pandemia**: da febbraio 2020 a luglio 2022 l’occupazione indipendente segna un calo di 225mila unità a fronte dell’incremento di 404mila occupati dipendenti.

 

#### I segnali statistici degli ultimi 30 giorni

 

##### *var. % dove non indicato diversamente – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Banca d’Italia, Eurostat e Istat*

 

[![](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2022/09/I-segnali-statistici-degli-ultimi-30-giorni.jpg)](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2022/09/I-segnali-statistici-degli-ultimi-30-giorni.jpg)

 

#### Dinamica produzione manifatturiera nel secondo trimestre 2022 nei principali paesi Ue

 

##### *Var. % rispetto trimestre precedente, dati destagionalizzati – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat*

 

[![](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2022/09/Dinamica-produzione-manifatturiera-nel-secondo-trimestre-2022-nei-principali-paesi-Ue.jpg)](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2022/09/Dinamica-produzione-manifatturiera-nel-secondo-trimestre-2022-nei-principali-paesi-Ue.jpg)

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Fonte: [STUDI CONFARTIGIANATO – Guerra e crisi energetica frenano il ciclo economico: i segnali statistici degli ultimi 30 giorni](https://giornaledellepmi.it/studi-confartigianato-guerra-e-crisi-energetica-frenano-il-ciclo-economico-i-segnali-statistici-degli-ultimi-30-giorni/), Il Giornale delle PMI.
