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title: "STUDI CONFARTIGIANATO – Export in settori di MPI vale 7,2% PIL, nel 2020 -15%, pesa la moda (-21%), in controtendenza food made in Italy (+2%)"
url: https://giornaledellepmi.it/studi-confartigianato-export-in-settori-di-mpi-vale-72-pil-nel-2020-15-pesa-la-moda-21-in-controtendenza-food-made-in-italy-2/
author: "Redazione"
published: 2021-02-17T07:05:06+01:00
modified: 2021-02-16T23:50:28+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["INTERNAZIONALIZZAZIONE", "La rassegna dell'una"]
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# STUDI CONFARTIGIANATO – Export in settori di MPI vale 7,2% PIL, nel 2020 -15%, pesa la moda (-21%), in controtendenza food made in Italy (+2%)

*Redazione · 17 Febbraio 2021 · Il Giornale delle PMI*

> La crisi Covid-19 ha frenato il commercio internazionale, con un pesante calo delle vendite del made in Italy nel mondo, ma in autunno del 2020 si registrano segnali di miglioramento.

La crisi Covid-19 ha frenato il commercio internazionale, con un pesante calo delle vendite del made in Italy nel mondo, ma in autunno del 2020 si registrano segnali di miglioramento.

 

**I segnali positivi in autunno per le vendite del made in Italy** – A novembre 2020 l’export segna una crescita congiunturale del +4,0% mentre la variazione tendenziale torna in territorio positivo segnando un +1,1%, dal -8,4% a ottobre, miglioramento dovuto, in particolare, all’incremento delle vendite verso i mercati extra Ue (+2,0%) mentre quello verso l’area Ue è contenuto (+0,3%). Le stime per dicembre 2020 sul mercato extra Ue segnano una frenata (-4,6% rispetto a novembre), ma si consolida a +3,1% la crescita su base annua dell’export al di fuori dell’Ue a 27 (era +2,0% a novembre).

 

**Sul trend dei settori di MPI pesa la crisi della moda** – Nei settori di micro e piccola impresa –alimentare, tessile, abbigliamento, calzature, legno, mobili, prodotti in metallo, gioielleria e altre manifatture, comparti dove le MPI addensano oltre il 60% dell’occupazione – l’export nei primi 10 mesi del 2020 scende del 15,2%, più accentuato del calo del 12,2% del totale manifatturiero. Il trend appare ancora incerto: ad ottobre 2020 si rileva un calo tendenziale del 10,3%, in peggioramento rispetto a settembre (-0,8%).

 

Sull’andamento negativo nei primi dieci mesi del 2020 pesa la crisi della **moda** – [su cui, nei giorni scorsi, è intervenuta Confartigianato nell’audizione sul Recovery Plan](https://bit.ly/3titjka) – con una caduta del 20,8% dell’export del tessile-abbigliamento e pelle: nel dettaglio si osserva una flessione del 19,1% dell’abbigliamento, del 21,1% del tessile e del 22,4% della pelle. Tra i settori di MPI, il calo più accentuato (-24,1%) si osserva per i prodotti delle altre manifatturiere, che comprendono altri settori affini alla moda come la **gioielleria** e **occhialeria**, che segnano un calo, rispettivamente, del 34,5% e del 27,5%. Sulla gioielleria il calo in volume appare ancora più accentuato, considerando che nei primi dieci mesi del 2020 i prezzi alla produzione sui mercati esteri salgono del 6,5%.

 

Nei restanti settori di micro e piccola impresa, l’export segna una flessione del 18,1% nel **legno**, del 15% nei **prodotti in metallo** e del 14,4% nei **mobili**. In **controtendenza il food made in Italy**, in salita dell’1,8%.

 

Il totale dell’export nei settori di MPI pesa per il 7,2% del PIL, in riduzione di 0,4 punti rispetto al massimo storico del 7,6% del 2019.

 

Nel **confronto internazionale** l’Italia è il paese Ue con il maggiore **saldo export-import** nei settori di MPI, che ad ottobre 2020 cumula negli ultimi dodici mesi un attivo di 39,1 miliardi di euro, davanti a Polonia (20,6 miliardi di euro) e Paesi bassi (20,3 miliardi di euro).

 

**Propensione all’export nei settori di MPI nei territori** – L’analisi del grado di esposizione dei territori calcolato per settori di MPI indica che le vendite all’estero, nei settori in esame, nei 12 mesi tra ottobre 2019 e settembre 2020 rappresentano il 7,5% del valore aggiunto italiano. La più elevata propensione all’export nei settori di MPI a livello regionale, con un valore più che doppio rispetto alla media, si registra in Veneto con il 16,6% nel Veneto (con gli apporti principali da occhialeria, gioielleria, pelle e abbigliamento), seguito a breve distanza dalla Toscana con il 14,2% (primaria importanza per pelle e poi per l’abbigliamento). Valori superiori alla media per l’Emilia-Romagna con l’11,1% (metà del risultato imputabile ad alimentare ed abbigliamento), il Friuli-Venezia Giulia con il 10,4% (oltre la metà del valore da mobili e prodotti in metallo), le Marche con il 9,5% (prioritariamente la pelle con il comparto calzaturiero ed anche i prodotti in metallo), il Piemonte con l’8,8% (primario l’alimentare e apporto della gioielleria) e la Lombardia con l’8,5% (dato imputabile ai prodotti in metallo con apporti importanti dell’abbigliamento e dell’alimentare).

 

A **livello provinciale**, tra i maggiori territori, con almeno l’1% dell’export nazionale, il grado di esposizione più elevato si riscontra a Belluno (39,9%, quasi totalmente dall’occhialeria), seguito da Piacenza (30,4%, la metà da abbigliamento e pelle), Arezzo (29,2%, prevalenza dell’oreficeria), Vicenza (28,3%, la metà da abbigliamento e pelle e apporto della gioielleria), Prato (24,9%, quasi interamente imputabile a tessile ed abbigliamento), Firenze (22,2%, quasi interamente da abbigliamento e pelle), Treviso (21,4%, prevalenza dei mobili), Como (16,7%, la metà da tessile e mobili), Alessandria (16,2%, netta prevalenza della gioielleria), Mantova (15,4%, prevalenza di alimentari e abbigliamento), Parma (15,1%, netta prevalenza dell’alimentare) e Pordenone (15,0%, netta prevalenza dei mobili).

 

I dati per regione e provincia delle esportazioni dei settori di MPI nell’Appendice statistica “**Esportazioni dei settori di MPI. I dati per regione e per provincia**”. Clicca [qui](http://areariservata.confartigianato.it/UfficioStudi_publ_.asp) per scaricarla.

 

#### PESO SUL PIL DELL’EXPORT NEI SETTORI A MAGGIOR CONCENTRAZIONE DI MPI

 

##### *2000-2019, 2020 ultimi 12 mesi a ottobre, Ateco 2007: 10, 13, 14, 15, 16, 18, 25, 31 e 32 – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat e Commissione europea*

 

![](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2021/02/Peso-sul-PIL-dell%E2%80%99export-nei-settori-a-maggior-concentrazione-di-MPI.jpg)

   

#### TREND EXPORT NEI SETTORI A MAGGIOR CONCENTRAZIONE DI MPI

 

##### *Gennaio-ottobre 2020 – var. % tendenziale, settori con occupazione MPI >60% totale –  Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat*

 

**![](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2021/02/Trend-export-nei-settori-a-maggior-concentrazione-di-MPI.jpg)**

   

#### PROPENSIONE AD ESPORTARE NEI SETTORI A MAGGIOR CONCENTRAZIONE DI MPI PER REGIONE

 

##### *IV tr. 2019-III tr. 2020. % valore exp. su val. agg. 2018. Ateco 2007: 10, 13, 14, 15, 16, 18, 25, 31 e 32. Primo gruppo: quota >1,0% – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat*

 

![](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2021/02/Propensione-ad-esportare-nei-settori-a-maggior-concentrazione-di-MPI-per-regione-1.jpg)

   

#### PROPENSIONE AD ESPORTARE NEI SETTORI A MAGGIOR CONCENTRAZIONE DI MPI: LE 42 PROVINCE SOPRA LA MEDIA

 

##### *IV tr. 2019-III tr. 2020. % valore exp. su val. agg. 2018. Ateco 2007: 10, 13, 14, 15, 16, 18, 25, 31 e 32. Primo gruppo: quota >1,0% – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat*

 

![](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2021/02/Propensione-ad-esportare-nei-settori-a-maggior-concentrazione-di-MPI-le-42-province-sopra-la-media-1.jpg)

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Fonte: [STUDI CONFARTIGIANATO – Export in settori di MPI vale 7,2% PIL, nel 2020 -15%, pesa la moda (-21%), in controtendenza food made in Italy (+2%)](https://giornaledellepmi.it/studi-confartigianato-export-in-settori-di-mpi-vale-72-pil-nel-2020-15-pesa-la-moda-21-in-controtendenza-food-made-in-italy-2/), Il Giornale delle PMI.
