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title: "STUDI CONFARTIGIANATO – Costo del credito: nel 2022 +170 punti tassi, con effetti negativi su investimenti, produttività e transizione green"
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author: "Redazione"
published: 2023-01-20T07:20:52+01:00
modified: 2023-01-19T19:54:05+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# STUDI CONFARTIGIANATO – Costo del credito: nel 2022 +170 punti tassi, con effetti negativi su investimenti, produttività e transizione green

*Redazione · 20 Gennaio 2023 · Il Giornale delle PMI*

> L’inasprimento delle condizioni di politica monetaria per combattere l’inflazione sta determinando un rialzo del costo del credito alle imprese che – comprimendo la creazione di valore aggiunto – ha pesanti ricadute recessive sull’economia.

L’inasprimento delle condizioni di politica monetaria per combattere l’inflazione sta determinando un rialzo del costo del credito alle imprese che – comprimendo la creazione di valore aggiunto – ha pesanti ricadute recessive sull’economia.

 

Nonostante il raffreddamento autunnale dei prezzi di petrolio e gas naturale, persiste sull’economia dell’Eurozona un alto **tasso di inflazione**, che a dicembre è al 9,2% (era 10,1% a novembre). In conseguenza di una [maggiore spinta dei prezzi dell’energia](https://bit.ly/3GOhJVy), l’inflazione in Italia rimane in doppia cifra collocandosi al 12,3% (era 12,6% a novembre), mentre negli Stati Uniti la crescita dei prezzi al consumo rallenta al 6,5% (era 7,1% a novembre).

 

Per contrastare l’inflazione, la Bce ha deciso una vigorosa **stretta monetaria**, aumentando i tassi di interesse di riferimento di 250 punti base tra luglio e dicembre. La Bce ha preannunciato **prossimi ulteriori aumenti dei tassi** «*in misura significativa a un ritmo costante per raggiungere livelli sufficientemente restrittivi da assicurare un ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% nel medio termine*». Nella storia dell’euro non hanno precedenti l’intensità della stretta monetaria e la crescita dei prezzi attualmente in corso.

 

L’analisi delle ultime evidenze sul mercato del credito pubblicate da Banca d’Italia sottolinea la trasmissione della politica monetaria restrittiva sul **costo dei prestiti** per il sistema produttivo, che amplifica gli [straordinari effetti della crisi energetica e caro bollette sui bilanci aziendali](https://bit.ly/3QcforW).

 

A novembre 2022 il **tasso sui prestiti alle imprese** **per nuove operazioni** con importo fino 1 milione è salito al 3,37% con un aumento di 170 punti base rispetto ad un anno prima, raggiungendo un **livello** che non si registrava da otto anni (novembre 2014). Solo a gennaio 2012, nel pieno della crisi del debito sovrano, con lo *spread* BTP-Bund a oltre 400 punti base, si registrò una **crescita** dei tassi sui prestiti più intensa (+176 punti base) di quella in corso.

 

Il **tasso medio sulle consistenze** dei prestiti alle imprese (società non finanziarie) in conto corrente arriva al 3,34%, salendo di 112 punti base nell’arco di dodici mesi.

 

Un approfondimento sul mercato del credito delle imprese nel report dell’Ufficio Studi [‘**Finanza d’impresa, tra crisi energetica e stretta monetaria**’](https://bit.ly/3uq72m9). [Qui](http://bit.ly/3icgN4C) per scaricarlo.

 

L’accentuata crescita dei tassi in corso potrebbe determinare una pesante **frenata dell’economia**. Secondo le [recenti valutazioni del Fondo monetario internazionale](https://twitter.com/i/status/1609920768925745154), metà dell’Unione europea sarà in recessione, mentre si delinea il rischio di una eccessiva normalizzazione dei tassi ufficiali.

 

Nel terzo trimestre 2022, a fianco del rincaro dei tassi di interesse, cade la domanda di credito per gli **investimenti**. Con una ridotta accumulazione di capitale si determinano **ricadute** sulla propensione all’**innovazione** e sulla dinamica della **produttività**, mentre si frena la sostituzione di impianti meno efficienti, rallentando il contenimento dei consumi di energia e la transizione green delle imprese.

 

In un contesto di politica fiscale prudente l’aumento dei tassi fa salire la **spesa per gli interessi sul debito pubblico**, spiazzando gli **interventi fiscali a sostegno degli investimenti** delle imprese.

 

La stretta rallenterà il **settore immobiliare e delle costruzioni**, i [comparti che hanno sostenuto la ripresa post-Covid-19](https://bit.ly/3hyZxGT): a novembre 2022 il costo dei prestiti per l’acquisto di abitazioni sale al 3,06%, con un aumento di 162 punti base rispetto un anno prima. Anche la **spesa delle famiglie per beni di consumo durevoli e di autoveicoli** viene penalizzata dall’aumento del costo del credito al consumo, il cui tasso a novembre è salito al 7,66%, con un aumento di 144 punti base in un anno.

 

#### Tassi di interesse bancari sui prestiti alle imprese fino a 1 milione di euro

 

##### *Gennaio 2007-novembre 2022, società non finanziarie, nuove operazioni – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Banca d’Italia*

 

[![](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2023/01/Tassi-di-interesse-bancari-sui-prestiti-alle-imprese-fino-a-1-milione-di-euro.png)](https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2023/01/Tassi-di-interesse-bancari-sui-prestiti-alle-imprese-fino-a-1-milione-di-euro.png)

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Fonte: [STUDI CONFARTIGIANATO – Costo del credito: nel 2022 +170 punti tassi, con effetti negativi su investimenti, produttività e transizione green](https://giornaledellepmi.it/studi-confartigianato-costo-del-credito-nel-2022-170-punti-tassi-con-effetti-negativi-su-investimenti-produttivita-e-transizione-green/), Il Giornale delle PMI.
