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title: "S&P Global Italy Business Outlook: proiezioni di crescita invariate in Italia, nonostante previsioni ridimensionate per la creazione di posti di lavoro e gli investimenti"
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author: "Redazione"
published: 2026-03-12T07:00:19+01:00
modified: 2026-03-11T19:41:32+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# S&P Global Italy Business Outlook: proiezioni di crescita invariate in Italia, nonostante previsioni ridimensionate per la creazione di posti di lavoro e gli investimenti

*Redazione · 12 Marzo 2026 · Il Giornale delle PMI*

> Previsione di aumento della produzione nei prossimi 12 mesi. Intenzioni di assunzione e investimento meno ottimistiche a causa del ridimensionamento nel settore dei servizi. L'inflazione è destinata a rallentare, ma le aspettative di profitto si affievoliscono.

Le aspettative di crescita italiane sono rimaste stabili a febbraio, secondo l’ultimo sondaggio S&P Global Italy Business Outlook, sebbene le prospettive siano state percepite come incerte e dipendenti dall’evoluzione delle condizioni geopolitiche e macroeconomiche più ampie nel corso dell’anno. Le previsioni di spesa per l’occupazione e gli investimenti sono risultate di conseguenza meno ottimistiche, mentre le aspettative di inflazione sono rimaste sostanzialmente contenute.

 

*L’ultimo sondaggio è stato condotto tra il 10 e il 24 febbraio, pertanto i risultati sono stati calcolati prima dello scoppio della guerra in Medio Oriente.*

 

Il saldo netto principale, che misura le aspettative delle imprese per l’attività economica nei prossimi 12 mesi, si è attestato a +28% a febbraio. Ciò è rimasto invariato rispetto a ottobre e quindi ancora al di sotto del suo livello tendenziale, sebbene superiore alla lettura equivalente della zona euro di +24%. Si è riscontrata anche una notevole divergenza a livello settoriale, con i produttori manifatturieri molto più fiduciosi rispetto alle loro controparti nei servizi. Con un +43%, il saldo netto per i produttori di beni ha raggiunto il livello più alto da febbraio 2021. Tuttavia, la lettura relativa ai servizi è scesa a +23%.

 

L’implementazione dell’IA, le speranze di miglioramento delle condizioni economiche e geopolitiche e i potenziali accordi commerciali sono stati individuati come opportunità per le imprese italiane nell’anno a venire. Si prevede che la crescita deriverà anche dalla diversificazione dei prodotti e dall’ingresso in nuovi mercati.

 

L’incertezza geopolitica, la forte pressione dovuta alla concorrenza internazionale, i dazi statunitensi e le difficoltà nel trovare personale qualificato sono stati invece citati come i principali rischi per le prospettive. Le preoccupazioni specifiche del settore manifatturiero includono il Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere (CBAM) e i prezzi elevati delle materie prime.

 

## **Si prevede che le pressioni sui costi aumentino più lentamente nel 2026, con il rallentamento legato ai servizi**

 

Le previsioni sull’inflazione dei costi sono leggermente diminuite a febbraio, con saldi netti del +28% delle imprese che si aspettano oneri salariali e costi degli input più elevati (in calo rispetto al +31% e +31% rispettivamente). Solo le previsioni per i costi non legati al personale erano elevate rispetto agli standard storici, con il saldo netto per i costi del personale al minimo in cinque anni. In entrambi i casi, i produttori manifatturieri erano più propensi dei fornitori di servizi a prevedere costi più elevati per i prossimi 12 mesi.

 

I prezzi di produzione di beni e servizi italiani sono destinati ad aumentare in risposta ai costi più elevati. Il rispettivo saldo netto è rimasto invariato a +20% a febbraio, poiché le aspettative più deboli nei fornitori di servizi (+17%) sono state compensate da un’intensificazione nei produttori manifatturieri (+29%). Sebbene le letture relative ai costi fossero notevolmente più morbide in Italia rispetto all’intera area euro, l’inflazione dei prezzi è destinata a essere ampiamente in linea con l’area della moneta unica.

 

## **Le previsioni di investimento e assunzione rimangono positive, ma ridimensionate**

 

Un saldo netto dell’+8% delle imprese del settore privato italiano prevede di assumere ulteriore personale nel corso del prossimo anno (in calo rispetto al +9% dello scorso ottobre). Sebbene le intenzioni di assunzione siano leggermente scivolate ai minimi da fine 2024, la lettura era ampiamente in linea con la media della zona euro di +7%. Un ridimensionamento dei piani di assunzione dei fornitori di servizi ha fatto scendere il rispettivo saldo netto al minimo da ottobre 2023 (+6%), ma le intenzioni dei produttori manifatturieri erano le più ottimistiche in due anni (+14%).

 

Anche i piani di spesa per le immobilizzazioni materiali (capex) sono stati ridotti, con il saldo netto che è sceso a +10% a febbraio – il minimo in più di cinque anni (in calo rispetto al +17% dello scorso ottobre). Ciò era comunque superiore alle medie della zona euro (+3%) e globale (+7%).

 

Si è registrato anche un minore ottimismo riguardo al finanziamento della R&S nell’economia italiana. La cifra è scesa al livello più basso in oltre tre anni (saldo netto: +7%), ma era comunque positiva rispetto alla zona euro più ampia (+4%). Il ridimensionamento delle previsioni di spesa per gli investimenti può essere attribuito alla fiducia in calo dei fornitori di servizi.

 

## **I produttori manifatturieri sono più ottimisti riguardo alle prospettive di profitto rispetto ai fornitori di servizi**

 

I dati di febbraio hanno mostrato una previsione ridimensionata per i profitti aziendali in Italia. Sceso da +17% in ottobre dello scorso anno a +14%, il saldo netto è ulteriormente sceso al di sotto della sua media di lungo periodo, ma era tra i più alti delle economie della zona euro monitorate, dietro solo all’Irlanda (+17%). A livello settoriale, i produttori manifatturieri erano il doppio più ottimisti riguardo alle proiezioni di profitto rispetto alle loro controparti nei servizi (+22% contro +11%).

 

## **Commento**

 

Commentando i dati del sondaggio Italy Business Outlook, Eleanor Dennison, Economista di S&P Global Market Intelligence, ha dichiarato: *“Le prospettive per il settore privato italiano sono rimaste resilienti a febbraio, con la previsione di attività rimasta stabile. Ciò detto, sebbene i dati siano stati raccolti prima dello scoppio della guerra in M**edio Oriente, le imprese si stavano già preparando a qualche turbolenza nel contesto economico, avendo citato l’incertezza geopolitica come un elemento frenante chiave. Con questo in mente, le aziende erano già abbastanza prudenti nei loro piani aziendali.* *I dati pri**ncipali mascherano inoltre una divergenza a livello settoriale, poiché i produttori manifatturieri erano notevolmente più ottimisti rispetto alle loro controparti nei servizi. Sebbene i produttori di beni si aspettino di affrontare pressioni sui costi più* *elevate, il loro atteggiamento verso le assunzioni e gli investimenti li pone in una buona posizione per aumentare le capacità produttive. Si aspettano inoltre di raccogliere i frutti di profitti più elevati, con previsioni ai massimi di quasi cinque anni.* *In un contesto di incertezza, i fornitori di servizi italiani sono stati più cauti nelle loro previsioni per l’anno a venire. Tuttavia, data la natura diversificata del settore, esso rimane comunque ben posizionato per la crescita.”*

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Fonte: [S&P Global Italy Business Outlook: proiezioni di crescita invariate in Italia, nonostante previsioni ridimensionate per la creazione di posti di lavoro e gli investimenti](https://giornaledellepmi.it/sp-global-italy-business-outlook-proiezioni-di-crescita-invariate-in-italia-nonostante-previsioni-ridimensionate-per-la-creazione-di-posti-di-lavoro-e-gli-investimenti/), Il Giornale delle PMI.
